Home ›
ISRAELE: PANNELLA, “PER LA PALESTINA NON CI VUOLE UN NUOVO DITTATORE, OCCORRE LA DEMOCRAZIA. PER I POPOLI E GLI INDIVIDUI MEDIORIENTALI, OCCORRE “ISRAELIZZARE” IL MEDIO ORIENTE. CONTRO UNA NUOVA MONACO E UNA NUOVA YALTA, ISRAELE SUBITO NELL’UNIONE EUROPEA
Tweet
Sintesi dell’intervento di Marco Pannella alla Conferenza stampa “Israele nell’Unione europea”.
“Il problema in Medio Oriente non può risolversi con nuove Monaco e nuove Yalta. Una nuova pace che si fondi solo sulla concessione di territori e di uno Stato nazionale palestinese, governato da un nuovo o vecchio regime antidemocratico e oppressivo delle libertà, non potrà che portare nuova guerra. La nostra posizione era ed e’ opposta al pacifismo che negli ultimi 70 anni ci ha dato guerra, morte e dittatura.
Non si tratta di cambiare i dittatori o i regimi dittatoriali, totalitari e fondamentalisti, ma di liberare le donne e gli uomini del Medio Oriente da questi e di conquistare per questi popoli e per questi individui la democrazia, né più né meno che per l’Italia e la Germania degli anni trenta e quaranta e per i sudditi dell’impero sovietico fino a pochi anni fa.
Israele è la testa di ponte, il possibile virus della democrazia e della libertà nel Medio Oriente. Dobbiamo perseguire la “israelizzazione” del Medio Oriente per la vita e la libertà di tutte le persone che lo abitano. Tocca all’Europa difendere questa speranza, questo tumore di democrazia e libertà offrendo a Israele l’immediata adesione all’Unione europea. Tocca all’Europa decidere se Israele potrà essere davvero l’ annuncio della rivoluzione democratica di liberazione del Medio Oriente dalle varie forme di dittatura che lo caratterizzano. L’Europa porta su di se la grave responsabilità di scegliere se stare dalla parte dei democratici o dalla parte degli antidemocratici palestinesi, siriani, iracheni, iraniani…
Siamo qui, con il Partito Radicale Transnazionale e Radicali Italiani, da nonviolenti e democratici per lanciare con Israele questa battaglia internazionale difficile da ingaggiare, ma che sarà vinta una volta ingaggiata.
Solo Israele subito nell’Unione europea può dare speranza al Medio Oriente: agli uomini e alle donne di Israele, che appartengono ad una nazione dove democrazia e diritti vivono drammaticamente assediati, ma vivono e si affermano malgrado cinquanta anni di guerra loro imposti; agli uomini e alle donne della Palestina e del Medio Oriente, affinché possano vivere liberi e democratici e non in una dittatura oppressiva”.
“Il problema in Medio Oriente non può risolversi con nuove Monaco e nuove Yalta. Una nuova pace che si fondi solo sulla concessione di territori e di uno Stato nazionale palestinese, governato da un nuovo o vecchio regime antidemocratico e oppressivo delle libertà, non potrà che portare nuova guerra. La nostra posizione era ed e’ opposta al pacifismo che negli ultimi 70 anni ci ha dato guerra, morte e dittatura.
Non si tratta di cambiare i dittatori o i regimi dittatoriali, totalitari e fondamentalisti, ma di liberare le donne e gli uomini del Medio Oriente da questi e di conquistare per questi popoli e per questi individui la democrazia, né più né meno che per l’Italia e la Germania degli anni trenta e quaranta e per i sudditi dell’impero sovietico fino a pochi anni fa.
Israele è la testa di ponte, il possibile virus della democrazia e della libertà nel Medio Oriente. Dobbiamo perseguire la “israelizzazione” del Medio Oriente per la vita e la libertà di tutte le persone che lo abitano. Tocca all’Europa difendere questa speranza, questo tumore di democrazia e libertà offrendo a Israele l’immediata adesione all’Unione europea. Tocca all’Europa decidere se Israele potrà essere davvero l’ annuncio della rivoluzione democratica di liberazione del Medio Oriente dalle varie forme di dittatura che lo caratterizzano. L’Europa porta su di se la grave responsabilità di scegliere se stare dalla parte dei democratici o dalla parte degli antidemocratici palestinesi, siriani, iracheni, iraniani…
Siamo qui, con il Partito Radicale Transnazionale e Radicali Italiani, da nonviolenti e democratici per lanciare con Israele questa battaglia internazionale difficile da ingaggiare, ma che sarà vinta una volta ingaggiata.
Solo Israele subito nell’Unione europea può dare speranza al Medio Oriente: agli uomini e alle donne di Israele, che appartengono ad una nazione dove democrazia e diritti vivono drammaticamente assediati, ma vivono e si affermano malgrado cinquanta anni di guerra loro imposti; agli uomini e alle donne della Palestina e del Medio Oriente, affinché possano vivere liberi e democratici e non in una dittatura oppressiva”.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
31/05/2010
Israele
M.O. Mecacci: Governo riferisca in parlamento su strage nave Gaza. Occorre inchiesta internazionale
01/02/2010
Israele
Israele, Perduca: Israele nell'Ue è proposta politica di Pannella dal 1984, il sogno è quello federalista europeo per divenire realtà se si agisce politicamente
Rassegna stampa
Documenti
28/11/2001
Interrogazioni (PE) Israele
Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Patten in nome della Commissione
radioradicale.it
2012-04-08 17:05:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2012-03-25 17:04:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2012-02-22 09:33:22 Sedute 677ª e 678ª (XVI legislatura)
2012-02-21 16:32:16 Seduta 676ª (XVI legislatura)
2012-02-12 17:00:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella 










