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Intervento di Umar Khanbiev al 6° Congresso di Radicali Italiani.
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Cari amici,
desidero ringraziarvi per avermi dato la possibilità di partecipare ai lavori del Congresso dei Radicali Italiani.. Desidero sottolineare che i problemi della democrazia da voi qui sollevati nonché il lavoro che svolgete quotidianamente per la globalizzazione della democrazia sono importanti non solo per la società italiana, ma anche per tutto il mondo e l’ampio movimento nato per iniziativa del partito radicale “moratoria della pena di morte in tutto il mondo” con lo slogan “nessuno tocchi Caino” ne è la chiara dimostrazione.
In effetti la democrazia perde di senso quando nel mondo, anche in quei paesi che si definiscono democratici, ogni anno centinaia di migliaia di persone vengono private della vita, come viene ottimamente illustrato nella relazione di Elisabetta Zamparutti «La pena di morte nel mondo». A questo proposito mi è venuto in mente un episodio degli anni ’80 quando la madre di un ragazzo condannato a morte scrisse al giornale della Repubblica una lettera intitolata “Restituitemi mio figlio!” Come è risultato alcuni anni dopo il ragazzo condannato a morte non era assolutamente coinvolto nel reato di cui era stato accusato. Abolire la pena di morte, oltre alle implicazioni umanitarie e democratiche, significherebbe evitare sicuramente questo genere di errori. Io sono sicuro che, se calcolata in maniera scientifica, la percentuale di errori giudiziari simili al caso da me citato risulterebbe molto alta
Non possiamo però dimenticare che in paesi non democratici come la Russia e altri, i principi democratici possono essere sostituiti con la farsa che va sotto il nome di “democrazia gestita”. In Russia oggi dovrebbe essere in vigore la moratoria della pena di morte, ma i risultati del monitoraggio realizzato dai difensori dei diritti umani dimostrano che le esecuzioni giudiziarie sono state sostituite dalle esecuzioni compiute negli istituti penitenziari. Una persona viene condannata a una certa pena detentiva e dopo qualche tempo muore in carcere in circostanze oscure. Per questo noi dobbiamo non solo ottenere l’abolizione ufficiale della pena capitale, ma anche mantenere un controllo costante e parlare di quei paesi in cui regimi antidemocratici, come la Russia, trasformano i principi democratici in farsa.
Se vogliamo essere onesti con la nostra coscienza, dovremmo riconoscere che l’odierna situazione della democrazia in Europa e la sua conseguente perdita di prestigio, si è creata a partire dai fatti della Cecenia, dal momento in cui i governi della UE, in cambio di convenienze economiche, passo dopo passo e in silenzio hanno rinunciato ai fondamentali principi della democrazia. Sepolto il principio essenziale della democrazia – il diritto dell’uomo alla vita – sotto la lapide del silenzio, contemporaneamente si è accettato il genocidio del popolo ceceno realizzato dal regime antidemocratico russo.
Oggi sembra che si sia accesa una luce nelle teste dei politici europei. Purtroppo, mi sembra, questa luce non è stata accesa dal riconoscimento o dal rimorso di quei politici per l’inadeguatezza del proprio comportamento nei confronti della situazione cecena. Più probabilmente il sonno letargico è stato interrotto dai pericoli che provengono da quel regime che loro stessi hanno nutrito con i loro abbracci fraterni. La doccia di Polonio -210 e l’esplicita minaccia di indirizzare i missili sull’Europa, pare abbiano un po’ raffreddato l’ardente amore di alcuni specialisti che amano guardare Putin negli occhi e descrivere con le proprie fantasie il vuoto che vi hanno letto.
La politica irresponsabile e non lungimirante dei governi della UE a caccia di risorse energetiche a basso prezzo, in virtù delle quali è stato dato di soppiatto al regime russo il diritto di calpestare i principi essenziali della democrazia, oggi si è rivoltata contro l’Europa diventando uno strumento grazie al quale il regime russo può minacciare la sicurezza economica e l’indipendenza politica dei paesi del continente europeo. Ammesso, chiaramente, che la situazione non sia già questa. Si dimostra quindi ancora una volta che la sicurezza nel mondo non può essere conquistata col commercio e con il cedimento della democrazia. Al contrario così si arriva alla catastrofe. Solo con la globalizzazione della democrazia e la democratizzazione delle società si può conquistare la sicurezza del mondo, non certo con gli ammiccamenti ai regimi antidemocratici o chiudendo gli occhi davanti alle loro violazioni dei principi democratici.
Inoltre vorrei toccare ancora un argomento molto importante nella globalizzazione della democrazia e cioè l’ampliamento dei confini della democrazia europea.
Io ritengo che sia di estrema importanza il lavoro dei Radicali che si battono per l’entrata nella UE di Turchia e Israele
La posizione dei politici contrari a questo ingresso è infondata e poco lungimirante. Non riusciremo a raggiungere la tolleranza religiosa se ci isoleremo l’uno dall’altro con mura e frontiere. Gli interventi di alcuni politici che si battono per la purezza della religione cristiana in Europa, che contrastano l’ingresso nella UE di Turchia e Israele, non sono certo migliori degli interventi di Osama Ben Laden, in quanto fomentano le forze distruttive di questa e quella parte. Ma la verità, come si dice, sta nel mezzo, e noi per questa ci battiamo. Auguro tanto successo. Grazie per l’attenzione.
desidero ringraziarvi per avermi dato la possibilità di partecipare ai lavori del Congresso dei Radicali Italiani.. Desidero sottolineare che i problemi della democrazia da voi qui sollevati nonché il lavoro che svolgete quotidianamente per la globalizzazione della democrazia sono importanti non solo per la società italiana, ma anche per tutto il mondo e l’ampio movimento nato per iniziativa del partito radicale “moratoria della pena di morte in tutto il mondo” con lo slogan “nessuno tocchi Caino” ne è la chiara dimostrazione.
In effetti la democrazia perde di senso quando nel mondo, anche in quei paesi che si definiscono democratici, ogni anno centinaia di migliaia di persone vengono private della vita, come viene ottimamente illustrato nella relazione di Elisabetta Zamparutti «La pena di morte nel mondo». A questo proposito mi è venuto in mente un episodio degli anni ’80 quando la madre di un ragazzo condannato a morte scrisse al giornale della Repubblica una lettera intitolata “Restituitemi mio figlio!” Come è risultato alcuni anni dopo il ragazzo condannato a morte non era assolutamente coinvolto nel reato di cui era stato accusato. Abolire la pena di morte, oltre alle implicazioni umanitarie e democratiche, significherebbe evitare sicuramente questo genere di errori. Io sono sicuro che, se calcolata in maniera scientifica, la percentuale di errori giudiziari simili al caso da me citato risulterebbe molto alta
Non possiamo però dimenticare che in paesi non democratici come la Russia e altri, i principi democratici possono essere sostituiti con la farsa che va sotto il nome di “democrazia gestita”. In Russia oggi dovrebbe essere in vigore la moratoria della pena di morte, ma i risultati del monitoraggio realizzato dai difensori dei diritti umani dimostrano che le esecuzioni giudiziarie sono state sostituite dalle esecuzioni compiute negli istituti penitenziari. Una persona viene condannata a una certa pena detentiva e dopo qualche tempo muore in carcere in circostanze oscure. Per questo noi dobbiamo non solo ottenere l’abolizione ufficiale della pena capitale, ma anche mantenere un controllo costante e parlare di quei paesi in cui regimi antidemocratici, come la Russia, trasformano i principi democratici in farsa.
Se vogliamo essere onesti con la nostra coscienza, dovremmo riconoscere che l’odierna situazione della democrazia in Europa e la sua conseguente perdita di prestigio, si è creata a partire dai fatti della Cecenia, dal momento in cui i governi della UE, in cambio di convenienze economiche, passo dopo passo e in silenzio hanno rinunciato ai fondamentali principi della democrazia. Sepolto il principio essenziale della democrazia – il diritto dell’uomo alla vita – sotto la lapide del silenzio, contemporaneamente si è accettato il genocidio del popolo ceceno realizzato dal regime antidemocratico russo.
Oggi sembra che si sia accesa una luce nelle teste dei politici europei. Purtroppo, mi sembra, questa luce non è stata accesa dal riconoscimento o dal rimorso di quei politici per l’inadeguatezza del proprio comportamento nei confronti della situazione cecena. Più probabilmente il sonno letargico è stato interrotto dai pericoli che provengono da quel regime che loro stessi hanno nutrito con i loro abbracci fraterni. La doccia di Polonio -210 e l’esplicita minaccia di indirizzare i missili sull’Europa, pare abbiano un po’ raffreddato l’ardente amore di alcuni specialisti che amano guardare Putin negli occhi e descrivere con le proprie fantasie il vuoto che vi hanno letto.
La politica irresponsabile e non lungimirante dei governi della UE a caccia di risorse energetiche a basso prezzo, in virtù delle quali è stato dato di soppiatto al regime russo il diritto di calpestare i principi essenziali della democrazia, oggi si è rivoltata contro l’Europa diventando uno strumento grazie al quale il regime russo può minacciare la sicurezza economica e l’indipendenza politica dei paesi del continente europeo. Ammesso, chiaramente, che la situazione non sia già questa. Si dimostra quindi ancora una volta che la sicurezza nel mondo non può essere conquistata col commercio e con il cedimento della democrazia. Al contrario così si arriva alla catastrofe. Solo con la globalizzazione della democrazia e la democratizzazione delle società si può conquistare la sicurezza del mondo, non certo con gli ammiccamenti ai regimi antidemocratici o chiudendo gli occhi davanti alle loro violazioni dei principi democratici.
Inoltre vorrei toccare ancora un argomento molto importante nella globalizzazione della democrazia e cioè l’ampliamento dei confini della democrazia europea.
Io ritengo che sia di estrema importanza il lavoro dei Radicali che si battono per l’entrata nella UE di Turchia e Israele
La posizione dei politici contrari a questo ingresso è infondata e poco lungimirante. Non riusciremo a raggiungere la tolleranza religiosa se ci isoleremo l’uno dall’altro con mura e frontiere. Gli interventi di alcuni politici che si battono per la purezza della religione cristiana in Europa, che contrastano l’ingresso nella UE di Turchia e Israele, non sono certo migliori degli interventi di Osama Ben Laden, in quanto fomentano le forze distruttive di questa e quella parte. Ma la verità, come si dice, sta nel mezzo, e noi per questa ci battiamo. Auguro tanto successo. Grazie per l’attenzione.
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Totale | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
Comunicati stampa
Rassegna stampa
19/04/2010
la Repubblica (di domenica 18/04/2010)
Filippo Ceccarelli
Int. a Marco Pannella - "Da Togliatti a Wojtyla i miei 80 anni da sopravvisuto"
Documenti
27/02/2009
Discorsi (partito) Radicali
VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito
27/02/2009
Discorsi (partito) Radicali
VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito











