INTERROGAZIONE SCRITTA E-0289/04 di Marco Cappato (NI), Marco Pannella (NI), Maurizio Turco (NI), Emma Bonino (NI), Gianfranco Dell'Alba (NI), Benedetto Della Vedova (NI) e Olivier Dupuis (NI) alla Commissione

INTERROGAZIONE SCRITTA E-0289/04
di Marco Cappato (NI), Marco Pannella (NI), Maurizio Turco (NI), Emma Bonino (NI), Gianfranco Dell'Alba (NI), Benedetto Della Vedova (NI) e Olivier Dupuis (NI)
alla Commissione

Oggetto: Genocidio culturale in Cina

Posto che nel suo intervento effettuato nel corso della discussione sulla relazione Prets sulla diversità culturale, tenutasi il 13 gennaio scorso a Strasburgo, la Commissaria Viviane Reding ha espresso la propria soddisfazione in merito alla “battaglia vinta” dall’UE nell’Assemblea generale dell’UNESCO in merito alla creazione di uno strumento internazionale per la preservazione della diversità culturale, in cui l’iniziativa dell’UE ha ricevuto il sostegno della Cina: “[…] Inoltre, i cinesi ci sostengono in seno all’UNESCO. Si è parlato anche d’istruzione, il tutto con un paese immenso quale la Cina che conta sull’Europa perché l’aiuti a preservare la sua diversità culturale […]” e che la Commissaria Reding ha invitato il Parlamento europeo a riflettere sugli aspetti “[…] che potrebbero essere sviluppati nella futura convenzione al fine di prestare ascolto ai partner interessati [...]”;

posto che nell’ultima metà del secolo il regime comunista cinese ha sistematicamente attuato una politica di genocidio culturale a danno delle minoranze, quali quella tibetana e uigura, imponendo la “cinesizzazione” forzata dei nomi uiguri, abolendo l’insegnamento della lingua uigura nella scuola superiore, distruggendo il patrimonio culturale uiguro in Kashgar e altre città, bruciando decine di migliaia di libri in lingua uigura, imponendo il cambiamento dell’alfabeto uiguro tre volte in quarant’anni, discriminando le scuole di lingua uigura a favore delle scuole cinesi, solo per citare alcuni esempi;

in che modo la Commissione intende garantire che la futura convenzione internazionale sulla diversità culturale dell’UNESCO rappresenterà uno strumento efficace per la lotta contro tali terribili crimini legati al genocidio culturale e politico?

Nell’ambito della cooperazione culturale rafforzata UE-Cina e in base alle informazioni pubblicamente disponibili al riguardo, la Commissione non ritiene che sarebbe necessario condurre uno studio preliminare sulla portata e sulle forme del genocidio culturale attualmente in atto in Cina, al fine di garantire che la cooperazione culturale UE-Cina non contribuisca mai, direttamente o indirettamente, all’alienazione culturale e alla “cinesizzazione” criminale delle popolazioni che abitano nella Cina?


E-0289/04IT
Risposta data dal sig. Patten
in nome della Commissione
(23 marzo 2004)




La Commissione guarda con grande attenzione alla situazione dei diritti umani in tutto il mondo, ed anche al rispetto della diversità culturale in paesi come la Cina. I diritti connessi alla libertà di espressione, di associazione e di religione, nonché la tutela dell'identità culturale, religiosa e linguistica delle minoranze in Cina, in particolare nel Tibet e nello Xinjiang, figurano al centro del dialogo periodico UE-Cina sui diritti umani e di altri contatti ad alto livello con le autorità cinesi.

I negoziati in vista dell'adozione, durante la prossima Conferenza generale dell'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura) nell’autunno 2005, della Convenzione sulla protezione della diversità dei contenuti culturali e delle forme di espressione artistica sono iniziati presso l’Unesco nell'ottobre 2003 grazie alla decisione unanime di una larga maggioranza di paesi membri, compresa la Cina. Tale Convenzione fa seguito alla Dichiarazione universale e al Piano d'azione sulla diversità culturale dell'Unesco, adottati nel novembre 2001, e si basa essenzialmente, come gli altri due strumenti, sul rispetto dei diritti umani. Si prefigge di promuovere la diversità culturale in tutte le sue forme, inclusi i diritti delle minoranze, facendo in modo che nessun paese prenda a pretesto la protezione della diversità culturale per adottare e applicare politiche e misure contrarie ai diritti umani. Per questo motivo, la Commissione ha istituito un gruppo di lavoro interno che garantirà un approccio coordinato al negoziato per la Convenzione Unesco sulla diversità culturale.

La cooperazione rafforzata UE-Cina terrà naturalmente conto della diversità culturale cinese e non dovrebbe essere scambiata per un sostegno diretto o indiretto ad azioni volte a privare le minoranze dei loro diritti inalienabili.

Le relazioni biennali dei Capi missione a Pechino sono fonti d’informazione importanti per determinare la politica UE relativa alle minoranze che vivono in Cina, assicurano un aggiornamento periodico della situazione e offrono suggerimenti per l'azione UE.