Interrogazione parlamentare P-2757/03 di Marco Cappato (NI) al Consiglio e risposta



Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA P-2757/03
di Marco Cappato (NI) al Consiglio
(04 settembre 2003)

Oggetto: Crisi nucleare nordcoreana


Considerando che si sono recentemente tenuti a Pechino negoziati per la risoluzione della crisi nucleare nordcoreana, a cui hanno preso parte rappresentanti della Corea del Nord e del Sud, della Cina, del Giappone, della Russia e degli Stati Uniti.

Considerando che l'UE - come si evince dall'ultima relazione della Commissione europea sull'Ufficio per gli Aiuti Umanitari (COM/2003/0430) - é il principale donatore umanitario della Corea del Nord, cui destina gran parte del suo aiuto umanitario destinato all'Asia.

Considerando che nel recente Vertice di Salonicco la Presidenza del Consiglio europeo ha ribadito nelle sue conclusioni "la sua volontà di contribuire a una soluzione diplomatica multilaterale della crisi".

Può il Consiglio spiegare perché l'Unione europea non era rappresentata nel corso dei negoziati di Pechino?

In che modo il Consiglio intende agire per fare in modo che rappresentanti europei possano partecipare alle future trattative politiche e diplomatiche sulla delicata questione del disarmo nucleare nordcoreano?

Risposta
(interrogazione scritta: P-2757/03)
(8 dicembre 2003)


L'Unione europea appoggia decisamente gli sforzi diplomatici intrapresi dalle sei parti per risolvere la questione della proliferazione nucleare nella Corea del Nord. L'Unione europea spera che il processo avviato si traduca presto in misure concrete intese ad allentare la tensione nella regione, inclusi progressi verso la denuclearizzazione della penisola nordcoreana, questione che riveste un interesse fondamentale per l'intera comunità internazionale.

L'Unione europea conferma la sua disponibilità a contribuire agli sforzi prodigati a livello internazionale per conseguire progressi in materia e opera in stretta consultazione con i principali attori. Attualmente esamina il modo in cui, a tempo debito e in coordinamento con le capitali dei sei paesi coinvolti, potrebbe sostenere i colloqui multilaterali.