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Interrogazione parlamentare E-2563/03 di Maurizio Turco (NI) al Consiglio ed alla Commissione e risposta data dal Sig. Nielson a nome della Commissione
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Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-2563/03
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
(25 luglio 2003)
Oggetto: Compatibilità tra le violenze da parte del regime dittatoriale sudanese e l'accordo siglato dall'Unione eruopea con il Sudan
Premesso che
- secondo l'agenzia di stampa MISNA, nel corso di scontri , in atto da alcune settimane tra formazioni ribelli ed il governo di Khartoum, aerei Antonov dell'aviazione sudanese hanno colpito 25 villaggi nel nordovest dello stato occidentale del Darfur, utilizzando non meglio precisati 'gas tossici' che avrebbero fatto 300 morti e più di 200 feriti;
- il governo del presidente Generale Omar Hassan Al Bashir non ha ancora risposto all'accusa di voler colpire la popolazione del Darfur, avanzata dall'esercito di liberazione popolare del Sudan (Sla-m);
- i colloqui di pace tra il governo del Sudan e lo Sla-m hanno subito un'ennesima battuta d'arresto e l'inizio dei colloqui, previsto per questa settimana, è stato rinviato al 3 agosto;
- lo scorso 11 luglio, la delegazione governativa ha rifiutato di accettare come base delle future discussioni l'accordo quadro presentato dai mediatori dell'Igad (Autorità intergovernativa per lo sviluppo), l'organismo regionale dei Paesi del Corno d'Africa che sta guidando l'intero negoziato, dopo che la delegazione dello Sla-m aveva espresso pubblicamente la propria soddisfazione per il documento;
- da quando fu firmato nel luglio dell'anno scorso, non è stato dato alcun seguito al protocollo preliminare d'intesa tra le parti, e sembra che il governo di Khartoum non abbia alcuna intenzione di perdere, o comunque di condividere, il controllo delle aree petrolifere del sud e dei relativi proventi nonchè delle nuove forze armate, che sono proprio gli strumenti con i quali il regime del dittatore Al-Bashir insanguina da anni il Sudan;
può la Commissione far sapere se
- intende, alla luce di questi fatti, denunciare l'accordo siglato il 10 dicembre scorso con il governo di Khartoum, dal momento che il governo sudanese utilizza in maniera indiscriminata il proprio arsenale militare e non dimostra di avere alcuna intenzione di attuare l'accordo di Machakos del luglio scorso;
- ritiene che il regime dittatoriale di Al Bashir, colpevole di un vero e proprio genocidio nei confronti delle popolazioni non musulmane, potrà assicurare pace, benessere e sicurezza in Sudan;
- intende prendere un'azione unitaria dell'Unione Europea in tutte le sedi multilaterali, a partire dalle Nazioni Unite, per aumentare la pressione internazionale nei confronti del governo di Khartoum ai fini dell'isolamento del suo sanguinario dittatore?
E-2563/03IT
Risposta data dal Sig. Nielson
a nome della Commissione
(25 settembre 2003)
La Commissione, assieme agli Stati membri, sorveglia attentamente la situazione concernente il rispetto dei diritti umani e l'evoluzione delle ostilità in Sudan. Dal marzo 1990 la Commissione ha sospeso la cooperazione allo sviluppo con il paese.
In linea con le conclusioni del Consiglio del 17 giugno 2002, la Commissione ha confermato che la cooperazione allo sviluppo riprenderà soltanto alla firma di un accordo di pace che ponga termine alla guerra civile in Sudan.
Nessun accordo è stato siglato, il 10 dicembre 2002, con il governo del Sudan. In tale data una "troika" dell'Unione si trovava a Khartoum e, in quell'occasione, la normalizzazione delle relazioni Unione/Sudan venne subordinata alla firma di un accordo di pace. L'Unione ritiene che il protrarsi della guerra civile e la violazione dei diritti umani rappresentino il principale ostacolo allo sviluppo sociale ed economico del Sudan.
La Commissione ritiene che solo un governo formatosi attraverso un completo ed equo processo di pace "potrà assicurare pace, benessere e sicurezza in Sudan”.
La Commissione ha sempre partecipato alle iniziative dell'Unione nei confronti del Sudan nei vari contesti internazionali, in particolare nell'ambito della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani. La Commissione continuerà a perseguire tale politica.
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