Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (TDI) alla Commissione e risposta data dal sig. Verheugen in nome della Commissione




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-0353/00
di Olivier Dupuis (TDI) alla Commissione
(14 febbraio 2000)

Oggetto: Romania: sulla compatibilità del progetto di legge sul regime degli stranieri con la legislazione comunitaria


Le commissioni Difesa e Giuridica della Camera dei Deputati rumena hanno approvato, il 25 gennaio 2000, un Progetto di Legge riguardante il regime degli stranieri, nel quale si specifica che l'organizzazione da parte di stranieri, sul territorio rumeno, di un partito politico o l'adesione di uno straniero ad una formazione politica è passibile di una condanna da tre mesi a due anni di prigione o di una multa. I deputati hanno inoltre deciso che l'assunzione di uno straniero da parte di un'istituzione che presta attività attinente alla difesa o alla sicurezza nazionale sia punita con una detenzione da sei mesi a cinque anni.

Quali sono le iniziative che la Commissione ha già preso o intende prendere per indurre la Romania a rispettare i propri impegni in quanto paese candidato e quindi a rinunciare all'adozione di leggi contrastanti con la legislazione dell'Unione? La Commissione ha già manifestato, ivi compreso attraverso il proprio rappresentante in Romania, una sua posizione riguardo a questa delicata questione? In caso affermativo, quali eventuali risposte sono state fornite dalle autorità rumene?

E-0353/00
Risposta data dal sig. Verheugen
in nome della Commissione
(20 marzo 2000)


Il progetto di legge relativo al regime applicabile agli stranieri in Romania, adottato dal Senato il 10 settembre 1998, non è stato ancora approvato dalla Camera dei deputati. Dopo il dibattito alla Camera, la proposta è stata riesaminata e sono stati introdotti alcuni emendamenti. Attualmente, la normativa vigente in materia è la legge n. 25/1969 sul regime applicabile agli stranieri.

Nella prima parte della sua interrogazione l'onorevole parlamentare fa riferimento alle disposizioni del progetto di legge che prevedono restrizioni all'attività politica degli stranieri residenti in Romania. La Commissione rinvia l'onorevole parlamentare alla risposta all'interrogazione scritta E-2624/99(1)

Nella seconda parte dell'interrogazione si fa riferimento alle disposizioni che vietano l'assunzione di cittadini stranieri nelle istituzioni le cui attività sono attinenti alla difesa o alla sicurezza nazionale. In quanto paese candidato, la Romania è tenuta ad attuare e ad adeguare all'acquis comunitario la normativa nazionale prima dell'adesione. L'articolo 39 (ex articolo 48) del trattato CE stabilisce che la parità di trattamento e il divieto di ogni discriminazione basata sulla nazionalità sono applicabili anche all'occupazione nel settore privato.

Tuttavia, l'articolo 39, paragrafo 4 prevede la possibilità di introdurre alcune restrizioni. Gli Stati membri possono riservare ai loro cittadini l'accesso ad alcuni impieghi connessi all'esercizio di pubblici poteri o alla salvaguardia degli interessi generali dello Stato o delle autorità locali.

La commissione Difesa ha modificato l'articolo 2, paragrafo 2 del progetto di legge iniziale per limitare la portata delle restrizioni ai posti di pubblico impiego connessi all'ordine pubblico o alla sicurezza nazionale. Tuttavia, anche nel progetto di legge compaiono restrizioni per quanto riguarda l'impiego nel settore privato. L'articolo 39(2) del progetto di legge stabilisce che i cittadini stranieri possono lavorare per istituzioni o operatori economici la cui attività è rilevante ai fini della difesa o della sicurezza nazionale. Tale diritto può essere limitato soltanto in casi specifici tramite decisioni del governo. Conformemente all'articolo 39, paragrafo 3 del trattato Ce, limitazioni alla libera circolazione dei lavoratori possono essere giustificate anche per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica. Tali limitazioni sono applicabili anche al settore civile.

In base all'attuale progetto di legge, per le violazioni delle norme sulle restrizioni all'attività politica e sulle limitazioni nell'assunzione di cittadini stranieri di cui all'articolo 2, paragrafo 2 sono previste pene detentive da tre mesi a due anni o il pagamento di un'ammenda. Per le violazioni dell'articolo 39 sono previste condanne da sei mesi a cinque anni.

Ad un primo esame, le disposizioni in materia di assunzione di cittadini stranieri nell'ultima versione del progetto di legge non risultano contrarie alla normativa comunitaria. Tuttavia, la Commissione riesaminerà la questione seguendo con attenzione l'evoluzione del progetto di legge.