Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (TDI) alla Commissione e risposta data dal sig. Patten a nome della Commissione




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-0352/00
di Olivier Dupuis (TDI) alla Commissione
(14 febbraio 2000)

Oggetto: Iniziativa economica italiana in Serbia


L'edizione di sabato 22/01/00 del quotidiano italiano "La Stampa" conteneva la seguente notizia: "Aziende italiane rompono l'embargo NATO ai serbi - Emporio del "Made in Italy" a Belgrado - Da febbraio un'offerta che comprende telecomunicazioni, metallurgia, alimentazione e arredamento": mldr. Il Consorzio Europeo Italia comprende aziende italiane con in più una rappresentanza francese: Paladini, Bigelli marmi, Santo Galeazzi Pagassus, Bulbarelli, Atb, Elf Aquitaine, Cacciamali, Samco, Inside International, Il Ponte, Ato Findley and Fineca. I settori vanno dall'alimentazione al metallurgico e dalle telecomunicazioni all'arredamento. (mldr)

La Commissione non ritiene che l'iniziativa economica suddetta contrasti con le decisioni prese in seno all'Unione europea e riconfermate nella riunione di lunedì 24 gennaio 2000 nella quale i Ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno deciso di mantenere, senza alcun ammorbidimento, le sanzioni economiche al regime di Belgrado? Come intendono operare il Presidente della Commissione Europea e il Commissario alla Concorrenza, per quanto loro compete, al fine di opporsi a qualunque iniziativa tendente a rompere l'embargo nei confronti del regime di Milosevic, salvaguardando altresì il mercato e la concorrenza da operazioni di "triangolazione" economica e commerciale in conflitto con le normative comunitarie?

E-0352/00
Risposta data dal sig. Patten
a nome della Commissione
(16 marzo 2000)


Il regolamento (CE) n. 1294/1999 del Consiglio del 15 giugno 1999 relativo al congelamento dei capitali e al divieto degli investimenti in relazione alla Repubblica federale di Iugoslavia e che abroga i regolamenti (CE) n. 1295/98 e (CE) n. 1607/98(1) riguarda il divieto di fornire fondi ai governi della Repubblica federale di Iugoslavia e della Repubblica di Serbia.

L'iniziativa del Consorzio europeo Italia sarebbe finalizzata a promuovere la vendita di prodotti italiani e di altri prodotti comunitari in una zona franca nei pressi di Belgrado. I prodotti sarebbero destinati principalmente a clienti russi, ucraini e bielorussi, i quali avrebbero bisogno di un visto per entrare in Italia ma non per la Jugoslavia.

Attualmente la Commissione e le autorità italiane stanno verificando se la suddetta iniziativa, che apparentemente non è ancora stata avviata, comporterebbe degli investimenti nella Repubblica di Serbia o la fornitura di fondi ai sopracitati governi. In ogni caso, la Commissione continuerà a seguire da vicino il problema in questione.