Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione e risposta del sig. Patten a nome della Commissione




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-1764/02
di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione
(07 giugno 2002)

Oggetto: Siria


Il 29 maggio 2002, Riad Turk, un dissidente siriano che ha già trascorso diciassette anni in carcere per reati d'opinioni, è comparso dinanzi alla Corte suprema di sicurezza dello Stato a Damasco - un tribunale straordinario creato agli inizi degli anni '60 in virtù della legge sullo stato d'emergenza e di cui si contesta la competenza - per rispondere alle accuse di "attentato alla Costituzione con mezzi illegali", "oltraggio alla morale e all'immagine della nazione" e altri reati d'opinione. Al pari di Riad Turk, numerosi altri dissidenti, intellettuali e uomini d'affari sono stati arrestati ed accusati di aver criticato la dittatura siriana. Benché in occasione del suo avvento al potere Bashar Al-Assad avesse annunciato l'avvio di un processo di democratizzazione, annuncio che aveva incontrato il sostegno entusiasta della comunità internazionale, il "nuovo" regime ha rapidamente dimostrato di non aver alcuna reale intenzione di procedere ad autentiche riforme politiche ed economiche. Le libertà fondamentali continuano pertanto ad essere brutalmente represse al pari di qualsiasi iniziativa che non provenga dalla sfera del potere. L'ultima ondata di repressione di questa nuova dittatura ereditaria ha portato all'arresto di Riad Turk e di nove altre persone per aver criticato il regime.

Quali iniziative ha preso o intende prendere la Commissione per ottenere la liberazione immediata di Riad Turk e degli altri oppositori arrestati? Non ritiene forse la Commissione che lo "stato di grazia" accordato de facto dalla comunità internazionale a Bashar Al-Assad non abbia ormai più ragione di esistere e che l'Unione europea deve prendere atto del fatto che le promesse formulate da Bashar Al-Assad non sono che mere menzogne? Infine, non ritiene forse la Commissione che tale situazione dovrebbe indurla a inviare un segnale forte alle autorità di Damasco sospendendo sine die i negoziati per l'accordo d'associazione UE/Siria?

E-1764/02IT
Risposta del sig. Patten
a nome della Commissione
(12 luglio 2002)


La Commissione partecipa attivamente agli sforzi compiuti dall'Unione per promuovere il rispetto dei diritti dell'uomo in Siria e auspica di allacciare un dialogo costruttivo con le autorità siriane sulle questioni relative ai diritti dell'uomo conformemente ai principi sanciti nella Dichiarazione di Barcellona. A questo proposito, le azioni della troika dell'Unione sono state intraprese dopo l'arresto degli esponenti dell'opposizione, tra cui Al-Turk, nei mesi di agosto e settembre 2001 e dopo la condanna dei due parlamentari, Al-Homsi e Riad Seif, nel marzo e aprile 2002.

Attraverso la delegazione della Commissione a Damasco, la Commissione partecipa inoltre assieme all'Unione all'iniziativa di osservazione dei processi. La Commissione deplora il fatto che, di recente, gli osservatori dell'Unione siano stati in diverse occasioni esclusi dalle sedute del processo contro Al-Turk. Pur valutando positivamente la possibilità di assistere ai processi in Siria, la Commissione è consapevole del fatto che la mera presenza di osservatori nei processi non possa sostituirsi a procedure giudiziarie eque. Attraverso la sua delegazione in Siria, la Commissione continuerà pertanto a seguire il più possibile da vicino il processo contro Al-Turk, congiuntamente alle ambasciate degli Stati membri.

La Commissione continuerà inoltre ad esprimere alle autorità siriane le sue preoccupazioni sia in merito alla situazione dei diritti dell'uomo che ai singoli casi, esortando questo paese a rispettare la libertà d'espressione e di associazione sancita dalla Dichiarazione di Barcellona del 27 e 28 novembre 1995.

Riguardo ai negoziati relativi ad un accordo di associazione, la Commissione ritiene tuttora che il dialogo sui diritti dell'uomo sia più efficace se inserito all'interno di un rapporto contrattuale, come quello previsto dagli accordi di associazione nell'ambito del processo di Barcellona. L'accordo, che prevede provvedimenti sul libero scambio, sulla cooperazione e sul dialogo politico oltre alla clausola fondamentale sui diritti dell'uomo e sulla democratizzazione, costituirà un importante strumento per l'apertura e la democratizzazione della società siriana.