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Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione e risposta data dalla signora Schreyer a nome della Commissione
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Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-2844/02
di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione
(01 ottobre 2002)
Oggetto: Impiego dei fondi pubblici dell'Unione europea in Kosovo
A più di tre anni dall'inizio della Missione di amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Kosovo (UNMIK), e malgrado siano stati realizzati investimenti dell'ordine di 400 milioni di euro nel settore dell'energia, l'approvvigionamento di elettricità del Kosovo resta estremamente precario, in quanto consente, segnatamente, un'erogazione media giornaliera di appena una decina di ore.
Diverse fonti riferiscono dell'esistenza di frodi e malversazioni nell'utilizzo dei fondi dell'Unione europea connessi all'approvvigionamento, alla produzione ed alla distribuzione di energia. Le medesime fonti denunciano una mancanza di trasparenza da parte delle società europee che hanno ottenuto l'appalto della ricostruzione del dispositivo di produzione e di distribuzione dell'energia in Kosovo. Peraltro, Andy Birpark, responsabile del IV pilastro dell'UNMIK la cui gestione è di competenza dell'UE, ha confermato che uno dei suoi collaboratori - che risulta essere cittadino dell'UE - si sarebbe reso colpevole di utilizzo fraudolento dei fondi UE per il Kosovo. Sempre secondo queste fonti, una quota importante dei fondi dell'Unione destinati al Kosovo (per un ammontare di 4,5 milioni di euro) sarebbe transitata attraverso conti bancari aperti a Gibilterra. Sembra inoltre che l'impianto "Kosovo B", distrutto da un temporale, non sia stato assicurato secondo i criteri normalmente in uso per centrali di questo tipo. Pare infine che l'OLAF abbia svolto un'indagine su tali episodi e in particolare su quello in cui sarebbe implicato almeno uno dei cittadini dell'UE al servizio della missione dell'UE per il Kosovo.
Intende la Commissione fornire al Parlamento l'insieme delle informazioni in suo possesso riguardo alla questione dei fondi UE convogliati via Gibilterra, compresa la "sorte" finale degli stessi, alla questione dell'inadeguatezza dell'assicurazione dell'impianto "Kosovo B" e all'assenza di trasparenza di cui darebbero prova le società europee - ivi comprese le informazioni raccolte dall'OLAF su tutti questi episodi nel corso della sua inchiesta?
Quali iniziative ha preso o intende prendere la Commissione al fine di garantire in futuro una corretta utilizzazione dell'insieme delle risorse pubbliche europee destinate al Kosovo e, nel caso in questione, per garantire in futuro un adeguato approvvigionamento di elettricità nel Kosovo?
In conclusione, non ritiene la Commissione che lo stesso status del Kosovo, a cominciare dal suo carattere provvisorio, rischi di favorire casi di cattiva amministrazione se non vere e proprie frodi, tanto in seno all'amministrazione internazionale quanto tra gli operatori privati presenti nel paese, e che di conseguenza l'UE dovrebbe prendere un'iniziativa volta al pieno riconoscimento del Kosovo da parte della comunità internazionale?
E-2844/02IT
Risposta data dalla signora Schreyer
a nome della Commissione
(4 dicembre 2002)
Per quanto riguarda la sorte dei fondi della Comunità legati all'approvvigionamento ed alla produzione d'energia, la Commissione informa l'onorevole parlamentare che l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha avviato un procedimento nel mese di maggio 2002 avente per oggetto la presunta malversazione di 4,2 milioni di USD dal bilancio del Kossovo, sulla base di una relazione della missione provvisoria delle Nazioni Unite per il Kossovo (MINUK). Questi fondi sono stati rintracciati a Gibilterra e, grazie alla cooperazione eccellente delle autorità di Gibilterra, l'OLAF ha ottenuto un'ordinanza dell'Alta Corte che congelava il conto bancario sul quale i fondi erano depositati. L'importo del deposito in contanti ancora disponibile ammontava a circa 3,2 milioni di USD ed è stato restituito al bilancio del Kossovo nel mese di ottobre 2002. I fondi ottenuti fraudolentemente erano stati investiti in azioni. La Commissione ha avviato un procedimento legale dinanzi all'Alta Corte di Gibilterra al fine di ottenere la vendita delle azioni ed il versamento dei proventi al bilancio del Kossovo. La Commissione desidera ottenere il pieno e completo rimborso del capitale, come pure delle spese, dei danni, degli interessi e i resoconti di tutti i profitti realizzati dalla parte responsabile del trasferimento illegale.
L'indagine dell'OLAF non riguardava imprese europee, né la presunta copertura assicurativa insufficiente del piano "Kossovo B". Le indagini dell'OLAF sono sempre limitate alle frodi o alle malversazioni nell'utilizzo dei fondi della Comunità.
Quanto alle misure che sono state adottate o che lo saranno per garantire, in futuro, un utilizzo corretto dell'insieme dei fondi pubblici europei destinati al Kossovo, la Commissione ricorda all'onorevole parlamentare che la maggior parte dei fondi della Comunità destinati al Kossovo nel quadro del programma CARDS è utilizzata con ottimi risultati dall'Agenzia europea per la ricostruzione del Kossovo.
L'agenzia è strettamente controllata dal suo consiglio di direzione, nel quale sono rappresentati sia la Commissione che gli Stati membri, dalla Corte dei conti e da un controllore finanziario nominato dalla Commissione. Il Parlamento ha dato il discarico al direttore dell'agenzia nella sessione plenaria del 9 aprile 2002 sulla base della relazione della Corte dei conti sul bilancio dell'Agenzia europea per la ricostruzione per l'esercizio 2000 e della sua valutazione positiva del lavoro dell'Agenzia in Kossovo.
Per quanto riguarda le misure adottate per migliorare il controllo delle operazioni intraprese dalla missione delle Nazioni Unite in Kossovo, va notato che il regolamento che istituisce l'Ufficio del revisore generale è stato adottato nell'ottobre 2002. Sono in corso gare d'appalto per la fornitura di un'assistenza tecnica per un periodo di tre anni, finanziata dalla Commissione tramite l'Agenzia europea per la ricostruzione. Al fine di permettere, nel frattempo, al revisore generale di esercitare rapidamente le sue attività, il finanziamento temporaneo del posto sarà assicurato dal bilancio consolidato del Kossovo ed una procedura d'assunzione per il posto di revisore generale è già in corso. Si prevede che l'ufficio inizierà a funzionare all'inizio dell'anno 2003, quando il nuovo revisore generale sorveglierà l'assunzione di personale per altri posti dell'istituzione.
Inoltre, la missione delle Nazioni Unite in Kossovo sta organizzando una strategia completa di lotta contro la corruzione, che ha preso avvio con l'organizzazione di una conferenza sulle misure di lotta contro la corruzione, a Pristina, sotto gli auspici del pilastro dell'UNMIK guidato dall'Unione - finanziato dalla Commissione - e della Banca mondiale. Tale strategia comprende un ampio programma di formazione per i funzionari riguardante le pratiche ed i comportamenti adeguati, l'utilizzo di sistemi informatici controllati che mirano ad aumentare la trasparenza e la semplificazione di alcune procedure per limitare le possibilità di frode, finanziate dalla Comunità ed attuate dall'Agenzia europea per la ricostruzione. Si prevede inoltre di creare un'agenzia di lotta contro la corruzione in un futuro prossimo per completare l'azione del nuovo revisore generale. La polizia finanziaria italiana, "Guardia di Finanza", è stata temporaneamente dispiegata in Kossovo e disporrà presto di poteri molto importanti per indagare su talune istituzioni senza parere preliminare. D'altra parte, su domanda della Commissione, tutte le imprese pubbliche, compresa la KEK (Korporata Energjietike E Kosovoes), sono già o dovrebbero essere prossimamente oggetto di un controllo da parte di gruppi di revisori professionali esterni al Kossovo, provenienti nella maggior parte dei casi dagli Stati membri.
Per quanto riguarda la domanda relativa alle misure adottate per garantire al Kossovo un approvvigionamento sufficiente di elettricità, la Commissione ricorda all'onorevole parlamentare che purtroppo il sistema d'approvvigionamento di elettricità del Kossovo è stato seriamente danneggiato da un fulmine e dal successivo incendio scoppiato nel mese di luglio 2002, in cui è andata distrutta più della metà della capacità di produzione d'energia del territorio.
La gestione dei rifornimenti elettrici comprende cinque ore d'approvvigionamento ed un'ora di non approvvigionamento, il che significa che tutte le zone sono fornite di energia per oltre 20 ore al giorno. Tuttavia, dato che la domanda di elettricità è quasi triplicata rispetto al periodo precedente la guerra durante il quale sono state concepite le infrastrutture d'energia elettrica, sono quasi inevitabili carenze di elettricità.
Per rimediare a questi problemi, il rappresentante speciale della missione delle Nazioni Unite per il Kossovo, Michael Steiner, ha reclutato uno dei migliori professionisti di uno Stato membro per il posto di amministratore delegato. Inoltre, tutti i quadri superiori dell'impresa di servizi pubblici beneficiaria, (KEK), sono stati successivamente ripubblicati e hanno avuto luogo nuove nomine. Sono in corso ampi programmi di formazione del personale. Una nuova legislazione ha permesso alla KEK di aumentare il tasso di pagamento delle fatture, il che ha migliorato la sua situazione finanziaria ed ha permesso di compensare le carenze di energia a livello nazionale, almeno in parte, con importazioni. Il governo del Kossovo ha altresì lanciato una campagna di risparmio di energia per ridurre gli sprechi e la domanda dei consumatori.
Tramite l'Agenzia europea per la ricostruzione, la Commissione sta svolgendo un ruolo molto importante al fine di modernizzare il settore energetico nel Kossovo e di superare le conseguenze disastrose dell'incendio del luglio 2002. Il mantenimento dei fondi investiti nel settore energetico nel Kossovo e impiegati dall'Agenzia è garantito dal fatto che gli sforzi di riorganizzazione sono accompagnati da investimenti nello sviluppo delle capacità. Ad esempio le riparazioni delle centrali sono andate di pari passo con formazioni destinate ai quadri della KEK riguardanti l'ammodernamento degli strumenti di gestione e con la fornitura, per sostenere il servizio pubblico, di un gruppo d'aiuto alla gestione, la cui missione consiste, tra l'altro, nel proporre una strategia in materia di assicurazioni alla KEK. Va notato che tutti gli operatori che hanno stipulato contratti con l'agenzia devono essere coperti da un'assicurazione contro tutti i rischi.
Per quanto riguarda lo status provvisorio del Kossovo, la Commissione approva completamente la politica del rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite consistente nell'accordare la priorità agli standard rispetto allo status, che è stata approvata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 24 aprile 2002.
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Totale | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
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