Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Patten in nome della Commissione




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-2932/02
di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione
(17 ottobre 2002)

Oggetto: Persecuzioni di cui sono vittime la moglie e il figlio del sig. Hada, leader incarcerato dell'Alleanza democratica della Mongolia meridionale


La sig.ra Xinna, moglie del sig. Hada, prigioniero politico della Mongolia meridionale arrestato nel 1995 per aver fondato l'"Alleanza democratica della Mongolia meridionale" e condannato nel 1996 a 15 anni di detenzione per "attività separatiste e attività di spionaggio", ha dichiarato che il figlio diciassettenne, Ulies, è stato brutalmente maltrattato dalle autorità cinesi in una prigione della Mongolia meridionale. Nel 2002 il figlio del sig. Hada è stato accusato di "complicità in un furto" e condannato a due anni di prigione. Attualmente, è detenuto nel carcere minorile Numero 1 della regione autonoma della Mongolia interna. Stando a una relazione del "Centro informazioni della Mongolia meridionale sui diritti dell'uomo", Ulies è detenuto con altri 13 giovani delinquenti in una cella di 8 metri quadrati e costretto a 13 ore di lavori forzati al giorno. Inoltre, le autorità carcerarie lo spingono costantemente a interrompere qualsiasi relazione con la madre. Durante una recente visita al figlio la sig.ra Xinna è stata fisicamente maltrattata dalle guardie della prigione per aver parlato mongolo. La sig.ra Xinna ha dichiarato di avere notato evidenti segni di tortura sul corpo del figlio i cui piedi e le cui mani erano stati immobilizzati per più di 40 ore da una catena di più di 20 chili per avere resistito ai maltrattamenti inflittigli dai guardiani e dai compagni di cella. Dopo l'arresto del sig. Hada, nel 1995, la polizia ha proceduto alla chiusura del "Mongolian Study Bookstore" e del "Mongolian Study Reading Club", di proprietà della sig.ra Xinna, e ne ha fatto poi espellere il figlio Ulies da scuola per avere resistito ad atti di violenza perpetrati ai suoi danni. Sempre stando alla relazione del "Centro informazioni della Mongolia meridionale sui diritti dell'uomo", la sig.ra Xinna è stata incarcerata per tre mesi dopo l'arresto del sig. Hada per aver concesso un'intervista a "Voice of America". Nel 1997, in occasione delle celebrazioni, nella città di Huhot, del cinquantesimo anniversario dell'instaurazione della regione autonoma della Mongolia interna, la sig.ra Xinna e il figlio Ulies sono stati condotti a forza alla frontiera orientale della regione e tenuti agli arresti per due giorni. Nel 1999, in occasione della visita del leader cinese Jiang Zemin nella regione autonoma della Mongolia interna, la sig.ra Xinna è stata confinata in casa sotto la sorveglianza costante di un agente di polizia.

Quali sono le informazioni di cui la Commissione dispone sui trattamenti degradanti e inumani inflitti alla sig.ra Xinna e al figlio e quali iniziative ha la Commissione adottato o intende adottare per ottenere dalle autorità cinesi il rispetto dei diritti dell'uomo e dei diritti civili e politici nella Mongolia meridionale? Quali sono le informazioni di cui la Commissione dispone sulle condizioni di salute del sig. Hada e degli altri membri dell'"Alleanza democratica della Mongolia meridionale" arrestati dalle autorità cinesi? Alla luce di questi esempi di violazioni dei diritti fondamentali e della politica di oppressione di Pechino ai danni della popolazione mongola e, in particolare, dell'accanimento nei confronti dei difensori della democrazia e dello Stato di diritto, quali iniziative intende la Commissione adottare per ottenere dalle autorità cinesi il riconoscimento di una reale autonomia per il popolo della Mongolia meridionale?

E-2932/02IT
Risposta data dal sig. Patten
a nome della Commissione
(12 novembre 2002)


La Commissione ha preso nota della particolare situazione in cui versano la moglie ed il figlio del sig. Hada, leader incarcerato dell'Alleanza democratica della Mongolia meridionale.

La Commissione segue da vicino la situazione dei diritti dell'uomo in Cina. Il dialogo bilaterale sui diritti umani tra l'Unione e la Cina, iniziato nel 1996, offre un'occasione apprezzabile per esprimere le nostre preoccupazioni in materia alle autorità cinesi.

All'interno di tale dialogo la Commissione tratta periodicamente temi quali la libertà di espressione e di associazione, nonché il rispetto dei diritti civili e politici delle minoranze. In tale ambito la Commissione è stata particolarmente attenta alla condizione delle persone perseguitate a causa del loro credo o delle loro opinioni.

La Commissione si preoccupa del rispetto dei diritti civili e politici in Cina e continuerà a vigilare sulla situazione con particolare attenzione.