Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Patten in nome della Commissione




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-0646/03
di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione
(24 febbraio 2003)

Oggetto: Campagna diffamatoria contro Mohammed Charfi


Insigne professore di diritto privato ed ex presidente della Lega tunisina per i diritti dell'uomo (1988-1989), Mohammed Charfi è stato di recente oggetto di minacce da parte dell'imam di Kairouan, il sig. Abdehrrame Khlif (deputato del partito tunisino al governo fra il 1989 e il 1994). Le minacce, profferite in occasione di una predica ingiuriosa e fanatica pronunciata nel giugno 2002, sono state videoregistrate e trasmesse in questi giorni. Esse si basano su una grottesca distorsione del pensiero del sig. Charfi e costituiscono un vero e proprio appello all'aggressione. Ex ministro dell'istruzione pubblica dal 1989 al 1994, il sig. Charfi è stato insignito di un premio dell'UNESCO ed è, fra le altre cose, autore del saggio "Islam e Libertà", pubblicato in Francia nel 1998 la cui diffusione è stata inizialmente vietata in Tunisia. Dopo il ritiro della censura, l'anno scorso il sig. Charfi è stato vittima di una campagna di stampa diffamatoria e denigratoria perpetrata dagli organi dell'informazione vicini al regime.

La Commissione è al corrente della situazione del sig. Mohammed Charfi ed ha chiesto spiegazioni alle autorità tunisine in merito alla persistente campagna persecutoria e diffamatoria di cui egli è vittima? Nel momento in cui la repressione contro il movimento islamico En Nahdha funge da pretesto all'autorità di governo del sig. Ben Ali per giustificare gli attacchi perpetrati sistematicamente contro le libertà, può la Commissione restare indifferente alle ragioni e alle connivenze in seno al potere tunisino che hanno resa possibile la diffusione di anatemi intolleranti e integralisti da parte dell'imam di Kairouan? Non ritiene la Commissione di doversi opporre apertamente alla deriva repressiva del regime tunisino con tutti i mezzi politici e diplomatici a sua disposizione, in nome dei valori democratici che sono alla base dell'Accordo di associazione UE-Tunisia?

E-0561/03FR
E-0646/03FR
Réponse donnée par M. Patten
au nom de la Commission
(21 mars 2003)


La Commission suit avec préoccupation la grève de la faim de M. Hamadi Jebali ainsi que celles d’autres détenus dans la même situation. L’honorable parlementaire est informé de la position de l’Union et de la Commission en particulier au sujet des conditions de détention en Tunisie et des instruments à notre disposition pour améliorer la situation notamment des prisonniers politiques. (Cf. les réponses de la Commission aux questions écrites de l’honorable parlementaire E-0250/03 et E-0263/03 , E-3031/02 , et E-2526/02, E-2597/02 et E-2629/02 ).

L’Union par l’intermédiaire de ses chefs de mission à Tunis continue de suivre le mouvement de grèves de la faim dans les prisons tunisiennes, y compris la situation de M. Jebali.

La question d’une amnistie générale pour les crimes d’opinion commis entre 1980 et 1990 n’a pas été évoquée par la Commission avec les autorités tunisiennes.

Quant à M. Mohammed Charfi, la Commission n’est pas informée des faits que rapporte l’honorable parlementaire à son sujet. Elle n’a donc pas connaissance des actes et propos attribués aux autorités religieuses de Kairouan, mais cherchera des informations à ce sujet par le biais de sa Délégation à Tunis.

Quant au respect des valeurs démocratiques qui constituent un élément essentiel de l’accord d’association, la Présidence de l’Union, de même que la Commission qui est associée à celle-ci dans les tâches relevant de ces questions, poursuit son dialogue politique avec les autorités tunisiennes en faveur de leur application concrète en Tunisie.