Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Patten in nome della Commissione



Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA P-0214/03
di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione
(23 gennaio 2003)

Oggetto: Situazione economica e finanziaria della Tunisia


L'Accordo d'Associazione tra l'UE e la Tunisia è giunta ad una fase importante, tuttavia le informazioni relative al processo d'accompagnamento per la creazione di una zona di libero scambio sono estremamente limitate. La necessità di una maggiore trasparenza è commisurata alla posta in gioco di questo Accordo d'Associazione. É pertanto importante che il Parlamento sia informato della valutazione che la Commissione dà circa l'utilizzazione fatta dei finanziamenti MEDA nel corso degli ultimi sette anni. I programmi di adeguamento delle imprese e di settori importanti dell'economia tunisina sono oggetto esclusivamente di manifestazioni di autocompiacimento da parte tunisina nonostante l'evidente esistenza di gravissime difficoltà. Un esempio per tutti è rappresentato dalla riforma del sistema bancario su cui si hanno scarsissime informazioni in Tunisia. Il recente scandalo finanziario dell'impresa Batam e della rete Bonprix ha riportato all'ordine del giorno la questione dei crediti dubbi e non esigibili che ipoteca gravamente la riforma del sistema bancario sostenuta dall'Unione europea. Tale mancanza di trasparenza favorisce per di più lo sviluppo di una grande corruzione negli ambienti del potere che all'estero è commentata dalla stampa in modo particolarmente insistente.

Quale valutazione dà la Commissione dell'utilizzazione da parte delle autorità tunisine dei fondi MEDA d'accompagnamento nel corso degli ultimi sette anni? Quali sono le informazioni di cui dispone la Commissione sullo stato d'avanzamento e sulle difficoltà della riforma del settore bancario? Di quali informazioni dispone la Commissione sui recenti scandali finanziari e sullo sviluppo di prassi di arricchimento illecito che riguarderebbero innanzitutto gli ambienti più vicini al potere e quali iniziative intende adottare in merito?

P-0214/03IT
Risposta data dal sig. Patten
a nome della Commissione
(19 febbraio 2003)


La Tunisia occupa una posizione particolare nel quadro del programma MEDA: il paese beneficia per il periodo 1995-2004 di 841 milioni di euro in forma di aiuti bilaterali non rimborsabili a titolo di MEDA I e II.
Attualmente in Tunisia il programma MEDA, che concede esclusivamente aiuti non rimborsabili, conta 18 progetti e programmi in corso di realizzazione e altri due in preparazione, per un valore di 440 milioni di euro in termini di impegni. Il 41% di tale importo è già stato erogato. I programmi e i progetti finanziati da MEDA in Tunisia presentano due distinte modalità di finanziamento: gli aiuti di bilancio diretti erogati allo Stato tunisino (dispositivi di adeguamento strutturale e sostegni settoriali) e il finanziamento di progetti d'investimento diretto sul campo (progetti di sviluppo rurale, progetti di sostegno alle piccole e medie imprese ecc.). Nel 2002 è stato raggiunto un record in termini di versamenti, con un totale di quasi 93 milioni di euro.
L'utilizzo dei fondi MEDA da parte della Tunisia può in generale essere valutato positivamente. Il paese dimostra una buona capacità di assorbimento grazie alle politiche poste in atto dal governo. Ciò ha consentito in particolare di passare dai classici programmi di assistenza a strumenti più sofisticati quali i dispositivi di adeguamento strutturale e settoriale. A partire dal 2002, nella programmazione MEDA per la Tunisia sono stati inclusi i cosiddetti programmi di "terza generazione". Questi programmi vanno a sostegno del buon governo e della società civile.
I risultati economici osservati nel paese in questi ultimi anni, mostrano che l'assistenza MEDA si è inserita in un quadro di sviluppo positivo.
Le difficoltà che si segnalare per l'utilizzazione presente e futura di MEDA da parte della Tunisia sono di doppia natura. Da una parte, la difficoltà oggettiva di realizzare determinate riforme, quali la riforma dell'assicurazione malattia o del settore portuale. Dall'altra, il persistere di certe carenze strutturali dell'economia tunisina che interessano ad esempio il quadro legislativo e normativo e l'assistenza agli investimenti e che devono essere eliminate affinché la Tunisia possa completare il processo di modernizzazione economica e beneficiare al meglio del partenariato con l'Unione. È ancora presto per pronunciarsi sull'impatto dei progetti di "terza generazione".
L'Unione sostiene attivamente il processo di riforma del sistema bancario tunisino e, più ampiamente, del sistema finanziario. Nel quadro dell'operazione di adeguamento strutturale attualmente in corso, grazie al finanziamento congiunto della Banca Mondiale e della Banca Africana di Sviluppo, l'Unione sostiene il processo di privatizzazione di due banche pubbliche, la modernizzazione dei regolamenti e della loro applicazione che consentirà di trattare più efficacemente il problema dei crediti in sofferenza che grava sul bilancio delle banche e ne ostacola lo sviluppo, l'elaborazione di una strategia di sviluppo dei mercati finanziari che costituiranno per le imprese fonti di finanziamento alternative. Infine la Comunità sostiene azioni di formazione a beneficio del personale della Banca centrale di Tunisia e delle banche commerciali del paese, per l'acquisizione di una certa esperienza delle procedure regolamentari e dei metodi di gestione bancaria in vigore negli istituti bancari dell'Unione.
Il rallentamento delle crescita economica causato nel 2002 dalla combinazione di diversi fattori destabilizzanti, tanto interni quanto esterni, ha avuto conseguenze sui crediti in sofferenza, provocando probabilmente l'arresto della tendenza alla riduzione di tali crediti nel bilancio delle banche.
Vista la situazione e in considerazione del peso preponderante del finanziamento bancario nell'economia e degli istituti pubblici nell'insieme dei crediti bancari, la riforma del sistema bancario resta la preoccupazione principale della Commissione relativamente alla cooperazione economica con la Tunisia. Per realizzare tale riforma occorrerà adottare metodi di erogazione dei crediti basati su una seria valutazione della redditività economica e finanziaria dei progetti, continuare ad impegnarsi per ridurre gli accantonamenti e i crediti in sofferenza e sviluppare fonti alternative di finanziamento per le imprese.
La Commissione segue regolarmente gli eventi politici ed economici tunisini. La Commissione è al corrente delle circostanze che hanno condotto al fallimento della società Batam. Il gruppo Batam, che comprende in particolare la rete di distribuzione Bonprix, ha avuto uno sviluppo troppo rapido rispetto ai limitati fondi propri. In una situazione di rallentamento della domanda interna e di crescita della pressione concorrenziale, la fragilità della struttura finanziaria ha indotto le banche a sospendere il proprio appoggio, con il conseguente fallimento della società.
Quanto alle prassi di arricchimento illecito, cui fa riferimento l'onorevole parlamentare, la Commissione non dispone di informazioni precise.