Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione e risposta data da Christopher Patten a nome della Commissione



Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-2758/02
di Olivier Dupuis (NI) alla Commissione
(1o ottobre 2002)

Oggetto: Esecuzione di Yoshiteru Hamada e Tatsuya Haruta


Le autorità giapponesi hanno proceduto ieri, allorché il Primo ministro Koizumi rientrava da un viaggio nella Corea del Nord, all'esecuzione di due persone (si tratta con ogni probabilità di Yoshiteru Hamada e Tatsuya Haruta). Ora, nella sua risposta a una precedente interrogazione sulla pena di morte in Giappone (E-2421/02(1)), il commissario Patten, rispondendo a nome della Commissione, ha affermato in particolare che un'iniziativa della Troika del 18 febbraio 2002 presso il ministro giapponese della Giustizia aveva consentito di illustrare la posizione dell'Unione sulla pena capitale e che la questione era seguita in permanenza dai capi missione e avrebbe portato a nuove iniziative.

In che modo la Commissione ha reagito a questa doppia esecuzione? Intende prendere iniziative comuni con il Consiglio d'Europa, di cui il Giappone è membro osservatore, sulla questione dell'abolizione della pena di morte? Più in generale, quali iniziative ha preso o intende prendere per far sapere alle autorità giapponesi che l'abolizione della pena di morte nei paesi democratici dell'Asia, soprattutto in Giappone, in India, nella Corea del Sud, in Tailandia e a Taiwan, riveste un'importanza particolare proprio perché si tratta di paesi democratici con i quali l'Unione europea ha relazioni privilegiate?

E-2758/02IT
Risposta data da Christopher Patten
a nome della Commissione
(22 ottobre 2002)


Il 4 ottobre 2002 la Commissione ha partecipato ad un'iniziativa della Troika europea presso il ministro della Giustizia Moriyama per esprimere profondo rammarico per le esecuzioni e la recente emissione di ulteriori condanne a morte, nonché per esporre i motivi fondamentali dell'opposizione dell'Unione all'applicazione della pena capitale.

Nell'opporsi alla pena di morte, l'Unione non opera una distinzione tra paesi che sono democratici e quelli che non lo sono: l'obiettivo è l'abolizione universale. Gli orientamenti per una politica dell'Unione europea nei confronti dei paesi terzi in materia di pena di morte(1), adottati nel 1998, gettano le basi della politica europea e indicano le azioni - tra cui iniziative diplomatiche generali e specifiche - che l'Unione intende promuovere nei confronti dei paesi terzi. Oltre ad esprimere la sua opposizione generale alla pena di morte in sedi quali la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo (UNCHR) e la terza commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (inclusa la presentazione della risoluzione annuale all'UNCHR), l'Unione non ha mancato di illustrare la sua posizione sulla situazione esistente in paesi specifici. Ad esempio, nel discorso sui diritti umani nel mondo, pronunciato quest'anno all'UNCHR, l'Unione ha affermato di condannare l'aumento dell'applicazione della pena di morte in Thailandia.

La Commissione sta attualmente valutando le proposte ricevute a seguito del recente invito a presentare proposte sull'abolizione della pena di morte, nell'ambito dell'iniziativa europea per la democrazia e i diritti umani (EIDHR). Quest'ultima metterà a disposizione 7 milioni di euro per progetti intesi a promuovere l'abolizione della pena capitale nei paesi dove ancora è in vigore.