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Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (ARE) al Consiglio e risposta
Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA P-3771/98
di Olivier Dupuis (ARE) al Consiglio
(4 dicembre 1998)
Oggetto: Situazione in Angola
Alla luce della recente evoluzione della situazione in Angola, e segnatamente del blocco del processo di pace e degli impegni che ne derivano, voluto dal partito del Presidente Dos Santos, del divieto opposto dal governo al rappresentante del Segretario generale dell'ONU di circolare liberamente nelle regioni controllate dall'UNITA, delle importanti restrizioni e delle pressioni imposte ai membri dell'UNITA che si sono stabiliti a Luanda nel quadro degli accordi del Protocollo di Lusaka e con la garanzia della comunità internazionale, quali misure ha preso o intende prendere il Consiglio per sbloccare il processo di pace in Angola e garantire la tutela e l'incolumità dei membri dell'UNITA, che sono ormai ostaggio del processo di pace?
Più in generale, non ritiene il Consiglio che sia necessario organizzare una conferenza internazionale sulla grave crisi attualmente in atto in Africa - che potrebbe essere definita la "prima guerra mondiale africana" - conferenza cui possano partecipare i rappresentanti di tutte le parti in conflitto in questa regione dell'Africa e che consenta di porre fine alla gestione sino ad oggi limitata e spesso non obiettiva del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, troppo spesso intesa a favorire gli interessi particolari di uno Stato anziché una vera soluzione dei problemi locali?
P-3771/98
Risposta
(29 marzo 1999)
Il Consiglio condivide la profonda preoccupazione dell'Onorevole Parlamentare per il deterioramento della situazione politico-militare in Angola e il rischio crescente di una nuova guerra e di ulteriori sofferenze per ampi strati della popolazione angolana.
L'Unione europea ha costantemente esortato le parti ad applicare il protocollo di Lusaka, per quanto riguarda in particolare la smobilitazione di tutte le truppe dell'UNITA che non sono ancora state incorporate nell'esercito angolano. Il Consiglio ha adottato misure restrittive nei confronti dell'UNITA nella posizione comune del 3 luglio 1998 (98/425/PESC).
Il Consiglio è del parere che la causa principale della crisi in Angola e dell'attuale impasse nel processo di pace, come affermato dal Segretario Generale dell'ONU nell'ultima relazione del 17 gennaio 1999 e dal Consiglio di sicurezza dell'ONU nella risoluzione 1213 (1998) del 3 dicembre 1998 e nella risoluzione 1221 (1999) del 12 gennaio 1999, nonché dal Presidente del Consiglio di sicurezza nella dichiarazione del 21 gennaio 1999, sia rappresentata dal fatto che i capi dell'UNITA a Bailundo non hanno ottemperato agli obblighi assunti nell'ambito degli "Acordos de Paz", del protocollo di Lusaka e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Il Consiglio non condivide invece l'atteggiamento critico dell'Onorevole Parlamentare nei confronti del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Il Consiglio ha chiarito la sua posizione sul conflitto attualmente in atto in Angola nella dichiarazione del 29 settembre 1998, nonché nella comunicazione congiunta della Conferenza ministeriale tra l'Unione europea e la Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC), tenutasi a Vienna dal 3 al 4 novembre 1998.
In breve, l'UE e la SADC convengono che l'attuale situazione di degrado sia imputabile segnatamente all'UNITA, in quanto questa continua a non assolvere i propri obblighi. Il Consiglio ha ripetutamente invitato l'UNITA ed i suoi capi a Bailundo ad assolvere immediatamente e incondizionatamente i loro obblighi, in particolare per quanto concerne la completa smilitarizzazione delle loro truppe e la piena collaborazione all'applicazione immediata e incondizionata dell'autorità statale in tutto il territorio nazionale. Purtroppo i recenti avvenimenti dimostrano che i capi dell'UNITA hanno scelto un comportamento di segno opposto.
Per quanto riguarda l'UNITA Renovada, il Consiglio ha espresso soddisfazione per il suo impegno a favore della pace e della riconciliazione nazionale, ma ha rilevato la necessità che in Angola tutte le parti si adoprino per il felice esito del protocollo di Lusaka. Il Consiglio è convinto che considerare l'UNITA Renovada quale unico interlocutore o rifiutare il dialogo con Savimbi non andrebbe a vantaggio della pace. Il Consiglio ha altresì esortato il Governo a respingere qualsiasi azione militare e a tener fede agli obblighi assunti nel quadro del protocollo di Lusaka.
L'Unione europea mantiene il suo impegno ad incoraggiare e sostenere la riconciliazione nazionale, la ricostruzione economica e la democratizzazione in Angola, sulla base del rispetto dello Stato di diritto e del buon governo (compresa una gestione trasparente e responsabile di tutte le risorse del paese ai fini di uno sviluppo equo e sostenibile).
Riguardo alla convocazione di una conferenza internazionale sulla grave crisi attualmente in atto in Africa, va detto che l'UE ha costantemente appoggiato l'idea di una conferenza che, sotto gli auspici delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione dell'Unità africana, si occupi dei conflitti in corso nella regione dei Grandi Laghi. L'Unione ha chiarito la sua posizione sulla situazione esistente in questa regione nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo tenutosi a Vienna dall'11 al 12 dicembre 1998.
Il Consiglio non reputa invece utile la proposta di una conferenza internazionale che si occupi specificamente del conflitto in Angola, a meno che tale iniziativa non sia presa dalle parti in conflitto, dall'ONU, dall'OUA e dalla SADC. Il contesto del processo di pace è rappresentato dal protocollo di Lusaka patrocinato dall'ONU, su cui si basano tutte le successive misure e sanzioni. L'avvio di un nuovo processo nella presente fase rischierebbe di invalidare il protocollo di Lusaka.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
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