Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco (TDI) alla Commissione e risposta data dal sig. Patten in nome della Commissione



Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA P-2666/01
di Maurizio Turco (TDI) alla Commissione
(24 settembre 2001)

Oggetto: Collaborazione PNUCD/Commissione europea


Nel febbraio 1999 è stata suggellata la collaborazione tra il PNUCID, la Commissione europea e l'Organizzazione internazionale di polizia criminale (OIPC-Interpol) nell'Europa sudorientale (Bulgaria, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Romania). Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine, "il Programma PNUCID-Phare, finanziato anche dal Lussemburgo e dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, tende a rafforzare i controlli alle frontiere, nei porti e negli aeroporti formando il personale dei servizi di repressione e fornendo a questi ultimi materiale di rivelazione delle droghe. Tra le altre attività è opportuno menzionare sforzi d'informazione, sistemi di analisi, inchieste giudiziarie e numerose consegne sorvegliate attraverso le frontiere. (...) L'ispirazione che la Comunità europea ha tratto dai principali elementi di detto programma per pianificare altre attività nel Belarus, nell'Europa centrale, nella Repubblica di Moldavia, nel Caucaso meridionale e in Ucraina testimonia del successo del partenariato tra il PNUCID e la Comunità." (Fonte: http://www.odccp.org/pdf/newsletter_2001-06-30_1_fr.pdf)

A quale titolo e con quali responsabilità finanzia la Commissione attività di "informazione" e di "consegne sorvegliate"?

È coinvolto Europol nel programma?

Quando è stata decisa, a quale titolo e in quali termini, la partecipazione a tali attività nel Belarus, nell'Europa centrale, nella Repubblica di Moldavia, nel Caucaso meridionale e nell'Ucraina? La Commissione si è impegnata in collaborazioni analoghe anche in altre parti del mondo?

P-2666/01IT
Risposta del sig. Patten
a nome della Commissione
(26 ottobre 2001)


I regolamenti Phare e Tacis prevedono che gli aiuti comunitari possano essere utilizzati per finanziare azioni nel settore della giustizia e degli affari interni, comprendendo, tra l'altro, la lotta al traffico di droga. Le Convenzioni di Lomé e di Cotonou prevedono che le risorse dei fondi europei di sviluppo possano essere utilizzate per finanziare azioni destinate alla lotta al narcotraffico.

In questo contesto, la Commissione ha avviato programmi destinati, in particolare, a creare o rafforzare unità centrali congiunte composte di rappresentanti dei diversi servizi attivi nella lotta al narcotraffico. Una delle missioni di queste unità centrali è raggruppare ed analizzare le informazioni raccolte dai servizi partecipanti.

A tal fine sono stati elaborati cinque programmi:

    a) Il programma Balcani che copre la Bulgaria, la Romania e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM),

    b) Il programma di cooperazione marittima che consente la formazione del personale dei quartieri generali nazionali congiunti (National Joint Head Quarters) per 12 Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP),

    c) e d) I programmi SCAD (Georgia, Armenia, Azerbaigian) e BUMAD (Bielorussia, Ucraina, Moldavia) i quali sono in fase di avvio e prevedono azioni di formazione e assistenza per accedere al sistema di Interpol,

    e) Nel quadro del programma pluribeneficiari Phare contro la droga del 2000, il programma regionale di applicazione della legge contro la droga affronterà questioni quali la raccolta di informazioni e le consegne controllate in 10 paesi dell'Europa centrale e orientale (PECO).


Le consegne controllate fanno parte delle tecniche di indagine e costituiscono in quanto tali una componente dell'acquis comunitario. Il programma Balcani e il futuro programma regionale di applicazione della legge contro la droga Phare riguardano questo aspetto.

Europol viene informata dello svolgimento dei programmi comunitari ma il suo mandato non le consente di parteciparvi attivamente.