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Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Lamy a nome della Commissione
Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA P-2621/02
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
(12 settembre 2002)
Oggetto: Benefici della liberalizzazione e danni del protezionismo
Premesso che la Commissione ha presentato, lo scorso 4 luglio, a 109 paesi membri del WTO altrettante richieste tese a ridurre o eliminare le barriere alla circolazione dei servizi e ad agevolarne l'accesso in quei mercati.
Chiede di conoscere
- il contenuto delle domande inoltrate e delle richieste sino ad oggi ricevute ed in particolare i settori ed i paesi a cui sono rivolte e da cui le ha ricevute;
- da un lato, se ha valutato e qual'è l'entità dei benefici che, in termini di incremento delle esportazioni, l'UE trarrebbe dall'accoglimento delle richieste presentate; dall'altro l'entità dei benefici - e dunque dei costi, nel caso di mancato accoglimento- che trarrebbero i paesi terzi nel caso di accoglimento delle loro richieste all'UE?
- se ha valutato e qual'è l'entità dei costi sopportati dai paesi in via di sviluppo derivanti dal protezionismo comunitario nel settore agricolo e l'entità degli aiuti allo sviluppo dell'UE destinati a quegli stessi paesi; nonché il maggior costo che sopportano i consumatori europei per la mancata liberalizzazione del mercato agricolo?
P-2621/02IT
Risposta data dal sig. Lamy
a nome della Commissione
(15 ottobre 2002)
La Comunità e i suoi Stati membri hanno presentato le richieste iniziali relative ai negoziati sui servizi a tutti i membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), ad eccezione dei paesi dello Spazio economico europeo (European Economic Area, EEA), dei paesi candidati all'adesione all'Unione europea e dei paesi balcanici membri dell'OMC.
Tali richieste iniziali mirano ad ottenere il miglioramento di accesso al mercato nei seguenti settori: servizi professionali, servizi commerciali, servizi di telecomunicazione, servizi di posta e di corriere, edilizia e servizi correlati, servizi di distribuzione, servizi finanziari, servizi di trasporto, servizi energetici, servizi ambientali, servizi turistici e servizi correlati e agenzie di stampa. In generale, le richieste non mirano a smantellare o indebolire i servizi pubblici, né a privatizzare le imprese statali. Nessuna richiesta riguarda i servizi sanitari né i servizi audiovisivi di alcun paese; solo gli Stati Uniti saranno oggetto di una richiesta, limitata e circoscritta, relativa all'istruzione superiore privata.
Va osservato che le richieste presentate hanno subito alcune modifiche per trovare un equilibrio tra gli interessi offensivi della Comunità e il livello di sviluppo del paese interessato. Per esempio, per quanto riguarda i paesi meno progrediti, la Comunità chiede impegni in un numero minore di settori e per un numero minore di modi di fornitura, così come richiede impegni di accesso al mercato in un numero limitato di settori. Per ulteriori dettagli sulle richieste, si prega di consultare la sintesi delle richieste pubblicata sul sito Web della Direzione generale Commercio (Trade)(1).
Per quanto riguarda le richieste iniziali presentate alla Comunità da paesi terzi, sinora sono pervenute le richieste dei seguenti 19 paesi: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Egitto, Hong Kong, Giappone, Corea, Maurizio, Messico, Nuova Zelanda, Panama, Paraguay, Singapore, Svizzera, Taiwan, Uruguay e Stati Uniti. La Commissione sta ancora analizzando tali richieste, ma da un primo esame risulta che esse riguardano tutti i servizi che rientrano nell'Accordo generale sugli scambi di servizi (General Agreement on Trade in Services, GATS), anche se queste variano naturalmente da un paese all'altro in termini di ampiezza e di ambizione.
A causa delle difficoltà di misurazione del flusso degli scambi di servizi, i dati statistici relativi non hanno ancora raggiunto il livello di precisione dei dati relativi allo scambio di merci. Per questa ragione, è difficile quantificare i costi e i benefici, come chiede l'onorevole parlamentare. Tuttavia, la maggior parte degli studi realizzati da istituzioni quali l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), la Banca mondiale e l'OMC indicano che i benefici provenienti dalla liberalizzazione dei servizi possono essere significativamente maggiori di quelle provenienti dalla liberalizzazione della scambio di merci. Ciò dipende in parte dal fatto che gli attuali livelli di protezione sono più alti nel settore dei servizi e dal fatto che la liberalizzazione dei servizi creerebbe ulteriori benefici associati alla circolazione di capitale e di manodopera. La Commissione invita l'onorevole parlamentare a consultare una nota di riferimento del segretariato dell'OMC del 29 maggio 1998(2) che contiene una panoramica degli studi empirici sugli effetti economici della liberalizzazione dei servizi.
La Commissione è consapevole dell'esistenza di studi esterni ed ha realizzato studi propri che esaminano sia i costi che i benefici della propria politica agricola per i paesi in via di sviluppo.
La Comunità è di gran lunga il più grande mercato mondiale per i prodotti provenienti dei paesi in via di sviluppo, soprattutto grazie alle preferenze commerciali concesse a tali paesi. Nel periodo 1997-1999, la Comunità ha importato una media di 35,5 miliardi di USD in prodotti agricoli provenienti dai paesi in via di sviluppo, ovvero più di quanto abbiano importato Stati Uniti, Giappone, Canada, sta Australia e Nuova Zelanda insieme. Nel 2000, il 62,5 % delle importazioni di prodotti agricoli nella Comunità provenivano da paesi in via di sviluppo. Inoltre, un recente studio (2002) realizzato per l'OMC rivela che il 70 % delle importazioni comunitarie provenienti dai paesi in via di sviluppo, e quasi tutte quelle provenienti da paesi meno progrediti, sono state importate in regime di esenzione doganale. L'iniziativa Tutto fuorché le armi (Everything but Arms, EBA) adottata dalla Consiglio nel febbraio 2001 e il lavoro permanente destinato a rendere più stabili e prevedibili gli attuali regimi preferenziali (imminenti negoziati sugli Accordi di partenariato economico con i paesi ACP e sul regime del sistema di preferenze generalizzato) dimostrano la volontà di consolidare tale posizione. In ambito multilaterale, la flessibilità, le preferenze e l'assistenza tecnica testimoniano dell'impegno a favore di un trattamento speciale e differenziale, che la Comunità è impegnata a ribadire nei negoziati in corso.
Per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo, la Comunità fornisce già il 55 % del totale dell'assistenza pubblica allo sviluppo internazionale e più di due terzi degli aiuti non rimborsabili. Nel 2000, la Commissione ha impegnato 8,4 miliardi di euro e ha speso 4,9 miliardi di euro in aiuti allo sviluppo.
Una recente iniziativa prevede inoltre di fornire assistenza tecnica ad hoc per favorire l'accesso concreto al commercio mondiale.
La Commissione è naturalmente intenzionata a proseguire il processo di riforma della politica agricola comune (PAC) ed è impegnata, in seno all'OMC, in negoziati sull'ulteriore liberalizzazione del commercio. La presentazione della revisione intermedia della politica agricola comune è un passo chiaro verso la riduzione delle distorsioni commerciali e verso il rispetto delle aspettative dei cittadini europei in settori quali l'ambiente, la sicurezza alimentare e il benessere degli animali.
(1) http://europa.eu.int/comm/trade/.
(2) S/C/W/26/Add.1.
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