Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco (NI) alla Commissione e risposta data dal Sig Fischler in nome della Commissione



Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-1480/03
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
(16 aprile 2003)

Oggetto: Restituzioni per l'esportazione di "zucchero di barbabietole o di canna e saccarosio chimicamente puro, nella forma solida" da paesi membri verso lo Stato Città del Vaticano


Premesso che:

- nella risposta complementare all'interrogazione P-3202/02(1) è allegata una tabella contenente i dati relativi alle quantità e all'importo in euro di prodotti che godono della restituzione all'esportazione.

- da detta tabella si evince che per quanto riguarda le esportazioni di "zucchero di barbabietole o di canna e saccarosio chimicamente puro, nella forma solida" (cod. 1701) verso lo Stato Città del Vaticano:

a - nel 1999 sono stati esportati dall'Italia kg 79,075 per una restituzione di 385.731,05 euro, pari a un aiuto di 4.878,04 euro per kg di zucchero esportato;

b - nel 2000 sono stati esportati dall'Italia kg 70,115 per una restituzione di 356.906,17 euro, pari a un aiuto di 5.090,30 euro per kg di zucchero esportato;

c - vi sono infine due dati numerici a cui manca il riferimento dell'unità di misura, sui tratta

c. 1 - di una esportazione di 0,110 dalla Francia avvenuta nel 1998, pari un aiuto di 44,18 euro e

c. 2 - di una esportazione di 28,030 dalla Spagna nel 1999, pari a un aiuto di 1.268,38 euro.

Verosimilmente i dati corretti sono: a) 790.750 kg; b) 701.150 kg; c) 110 kg; d) 2.803 kg, con un aiuto che oscilla tra un più credibile 0,40 e 0,51 euro per kg di zucchero esportato.

Apportando queste correzioni risulterebbe che -in totale- sarebbero stati esportati 727.810 kg nel 1998, 793.553 kg nel 1999, 1.012.800 kg nel 2000 e 26.435,300 kg nel 2001.

- secondo il regolamento (CE) n° 419/2002(2) i dati in tabella, estratti dalla banca dati CATS, possono essere ugualmente utilizzati a dei fini di monitoraggio e previsione;

- nella predetta tabella è specificato che le unità di misura, il peso o la quantità e l'ammontare in euro sono forniti dagli stati membri;

Potrebbe la Commissione far sapere:

- se e chi ha la responsabilità di verificare i dati forniti dagli stati membri?

- se e quale monitoraggio è stato svolto e quale previsione è stata fatta in relazioni alle quantità di "zucchero di barbabietole o di canna e saccarosio chimicamente puro, nella forma solida" esportato da paesi membri verso lo Stato Città del Vaticano?

- se non ritiene che il minuscolo SCV importi troppo prodotto, ovvero dà per scontato che venga venduto in Italia?

(1) GU C
(2) GU L 64 del 7.3.2002, pag. 8.

E-1477/03IT
E-1478/03IT
E-1479/03IT
E-1480/03IT
Risposta complementare data dal Sig. Fischler
in nome della Commissione
(7 ottobre 2003)


- Risposta comune a varie interrogazioni scritte
Conformemente al regolamento (CE) n. 2390/1999(1), i servizi della Commissione ricevono ogni anno dagli Stati membri i dati relativi a tutti i pagamenti individuali effettuati a favore dei beneficiari della sezione garanzia del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG). Tali dati informatizzati sono inseriti nella banca dati CATS (Clearance Audit Trail System) per essere ulteriormente impiegati.
Una volta ricevuti i dati, la Commissione effettua una serie di controlli di qualità (rispetto delle liste di codici, riscontro degli importi complessivi con le dichiarazioni annuali, conformità al regolamento, completezza dei dati). Parte dei dati viene inoltre sottoposta a controlli più minuziosi nell'ambito di audit o di indagini specifiche. Ciò non significa, tuttavia, che tutti i dati trasmessi dagli Stati membri formino oggetto di analisi approfondite. In primo luogo, non tutti i regimi sono soggetti ad audit in tutti gli Stati membri. Secondariamente, la necessità di procedere all'analisi dei dati dipende dalla natura dell'audit.
CATS è una banca dati estremamente ampia e dettagliata dei pagamenti del FEAOG-garanzia, che conta attualmente oltre 138 milioni di registrazioni. Ogni registrazione comprende a sua volta 128 settori differenti riguardanti pagamenti, beneficiari, applicazioni, prodotti e ispezioni. E' quindi impossibile verificare ogni singolo valore. Si tratta di un metodo standard utilizzato da banche dati analoghe.
La banca dati CATS è stata inizialmente creata per assistere la Commissione nell'esecuzione degli audit delle spese agricole. Se la qualità dei dati è generalmente adeguata per l'attività di liquidazione dei conti, in linea di massima occorre usare una certa prudenza quando i dati vengono utilizzati per altri scopi analitici. Come ha sottolineato l'onorevole parlamentare nelle sue interrogazioni scritte, alcuni Stati membri hanno commesso degli errori nell'indicare l'unità di peso dei quantitativi esportati (kg anziché tonnellate). Si tratta tuttavia di sviste facilmente individuabili.
- Risposta specifica all'interrogazione scritta E-1477/03
In merito alla questione del burro esportato verso la Città del Vaticano, la Commissione rimanda alla sua risposta all'interrogazione scritta E-2299/02(2).
- Risposta specifica all'interrogazione No 1478/03
Per quanto riguarda le restituzioni all'esportazione per il settore delle carni bovine, i dati della banca CATS, basati sui pagamenti effettivi comunicati dagli Stati membri, non rappresentano uno strumento adeguato per monitorare o elaborare previsioni sulle esportazioni sovvenzionate, che sia in funzione della destinazione o dello Stato membro d'origine, per le ragioni in appresso enunciate.
Tra le statistiche CATS sui pagamenti relativi alla restituzioni e le statistiche Comext(3) riguardanti gli scambi commerciali (con o senza restituzione) possono infatti sussistere notevoli differenze a motivo dell'ampio intervallo che può intercorrere tra la domanda di titolo di esportazione (per poter beneficiare della restituzione), la dichiarazione di esportazione, l'esportazione materiale dei prodotti dal territorio doganale della Comunità e il pagamento della restituzione. A seconda delle procedure di gestione applicate dalle autorità doganali e dagli altri organismi competenti degli Stati membri interessati, tale trafila può infatti durare diversi mesi o addirittura un anno. Ulteriori ritardi sono inoltre possibili in funzione del regime utilizzato (prefinanziamento o esportazione diretta).
Anche per quanto riguarda i quantitativi di carni bovine esportati dalla Comunità verso lo stato Città del Vaticano, i dati riferiti dall'onorevole parlamentare non riflettono i flussi commerciali degli anni citati (1998, 1999, 2000 e 2001), ma le restituzioni versate nel corso di tali esercizi sulla base delle comunicazioni effettuate dagli Stati membri.
In base ai dati Comext, le esportazioni comunitarie di carne bovine fresche o congelate verso la Città del Vaticano hanno registrato i seguenti valori: 1.041,0 tonnellate nel 1998; 870,3 tonnellate nel 1999; 516,5 tonnellate nel 2000; 517,0 tonnellate nel 2001; 566,2 tonnellate nel 2002 (quantitativi espressi in peso di prodotto). Questi dati rispecchiano un'evoluzione degli scambi più coerente con le tendenze generali del mercato, con un netto impatto della crisi dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) nel 2000 e nel 2001 e una leggera ripresa nel 2002.
- Risposta specifica all'interrogazione scritta E-1479/03
Per quanto concerne i quantitativi di carni bovine esportati in regime di restituzione verso la Città del Vaticano nel periodo 1998 - 2001, la Commissione rimanda alla sua risposta all'interrogazione E-1478/03.
Ai prodotti esportati in regime di restituzione verso la Città del Vaticano si applicano le seguenti disposizioni specifiche: la convenzione doganale tra l'Italia e la Città del Vaticano e la normativa comunitaria che disciplina le restituzioni all'esportazione, con particolare riguardo al regolamento (CE) n. 800/1999 della Commissione, del 15 aprile 1999, recante modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all'esportazione per i prodotti agricoli(4).
Per i prodotti agricoli esportati in regime di restituzione dalla Comunità verso la Città del Vaticano, le autorità vaticane certificano la destinazione esclusiva al consumo sul territorio dello Stato Vaticano o nelle istituzioni e negli uffici della Santa Sede.
Per quanto riguarda gli altri due quesiti formulati dall'onorevole parlamentare in merito all'attività d'esportazione di alcune società, la Commissione, in virtù dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2390/1999, è tenuta a garantire la riservatezza delle informazioni trasmessele sulla base del suddetto regolamento. Essendo tenuta al segreto d'ufficio, la Commissione non può pertanto comunicare i nominativi dei beneficiari degli aiuti concessi nel quadro del FEAOG-garanzia.
- Risposta specifica all'interrogazione scritta E-1480/03
Non vengono effettuati controlli specifici sui quantitativi di carni bovine, zucchero di canna e saccarosio chimicamente puro allo stato solido esportati dagli Stati membri verso lo stato Città del Vaticano. Il volume delle suddette esportazioni verso il paese in questione appare ragionevole.

(1) Regolamento (CE) n. 2390/1999 della Commissione, del 25 ottobre 1999, che definisce la forma e il contenuto delle informazioni contabili da presentare alla Commissione nel quadro della liquidazione dei conti del FEAOG, sezione 'garanzia' e da utilizzare ai fini di controllo e di previsioni, GU L 295 del 16.11.1999, regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1884/2002, GU L 288 del 25.10.2002.
(2) GU C 110E dell'8.5.2003
(3) Banca dati Eurostat sul commercio extra-UE.
(4) GU L 102 del 17.4.1999, pag. 11. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 444/2003, GU L 67 del 12.3.2003.