Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Bolkestein in nome della Commissione




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-3497/01
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
(7 gennaio 2002)

Oggetto: Cooperazione dell'UE con paesi non cooperativi con il GAFI (gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali, costituito all'interno dell'OCSE)


Considerando che la Commissione europea è membro del GAFI (gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali, costituito all'interno dell'OCSE), che Europol ha lo statuto di osservatore, che il 7 settembre 2001 il GAFI ha reso pubblica la lista aggiornata dei paesi o territori non cooperativi, e che questi presentano lacune gravi: Egitto, Guatemala, Ungheria, Indonesia, Birmania, Nigeria; considerando altresì che ilGAFI ha chiesto ai suoi membri di invitare le loro istituzioni finanziarie a prestare attenzione particolare alle relazioni d'affari e alle operazioni con persone, comprese società e istituzioni finanziarie di questi paesi o territori.

Può la Commissione far sapere:

- vi sono in questo elenco paesi con i quali l'UE ha rapporti di cooperazione e, in caso positivo, quali paesi e quale tipo di cooperazione?
- vi sono in questo elenco paesi che ricevono a qualsiasi titolo, direttamente o tramite terzi, fondi provenienti dal bilancio dell'Unione? In caso affermativo vengono svolti controlli particolari, da parte di chi e con quale risultato?
- quali iniziative ha preso per corrispondere alle richieste del GAFI e quali risultati ha ottenuto?

E-3497/01IT
Risposta data dal sig. Bolkestein
a nome della Commissione
(20 marzo 2002)


Nell'elenco dei paesi e territori non cooperativi nella lotta contro il riciclaggio di proventi di attività illecite, redatto dal GAFI, figurano 19 paesi: Isole Cook, Dominica, Egitto, Guatemala, Grenada, Ungheria, Indonesia, Israele, Libano, Isole Marshall, Myanmar, Nauru, Nigeria, Ucraina, Niue, Filippine, Russia, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine. L'inclusione di un paese in tale elenco significa generalmente che le misure di protezione adottate contro possibili operazioni di riciclaggio di capitali sono state ritenute insufficienti.

I rapporti di cooperazione con i succitati paesi e territori variano considerevolmente.

Le Isole Cook, le Isole Marshall, Nauru e Niue sono firmatari dell'accordo di partenariato tra paesi ACP (Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico) e la Comunità europea firmato a Cotonou nel giugno 2000, in forza del quale essi beneficeranno in futuro della cooperazione finanziaria e tecnologica con la Comunità. La Commissione ha accolto favorevolmente i progressi realizzati dalle Isole Cook, dalle Isole Marshall e Niue al fine di rimediare alle carenze sopra menzionate.

Nauru ha emanato una legge anti-riciclaggio nell'agosto 2001, che tuttavia non affronta ancora il problema in maniera adeguata. La Commissione inviterà i suoi partner ACP a continuare ad affrontare fattivamente le carenze riscontrate nei rispettivi sistemi anti-riciclaggio e cercherà di fare in modo che tali paesi e territori non figurino più nell'elenco GAFI quando i programmi di cooperazione ACP-CE prenderanno il via.

Dominica, Grenada, Saint Kitts e Nevis e Saint Vincent e le Grenadine hanno fruito di finanziamenti in forza delle Convenzioni di Lomé e sono anch'essi parti dell'accordo di Cotonou. La Commissione sta attualmente cofinanziando un progetto di vaste proporzioni finalizzato alla lotta contro il riciclaggio nella regione dei Caraibi.

Anche la Nigeria aderisce al citato accordo. La cooperazione con detto paese è stata riallacciata nel 1999. Non esistono al momento iniziative anti-riciclaggio.

Il Guatemala partecipa all'accordo quadro regionale per l'America centrale ed è beneficiario di fondi comunitari. Giova osservare che i bilanci stanziati per le azioni finanziate dalla Commissione nel Guatemala non sono gestiti direttamente dal governo di tale paese. Infatti, la realizzazione dei progetti è affidata ad organizzazioni non governative o altre associazioni, oppure ad autonome unità di gestione di progetto. I risultati dei controlli di audit ed altri controlli anteriori e posteriori ai progetti confermano che tali meccanismi garantiscono di norma una buona e sana esecuzione finanziaria.

Israele non riceve fondi comunitari. L'accordo di associazione UE-Israele, entrato in vigore nel giugno 2000, contiene un esplicito riferimento alle raccomandazioni formulate dal GAFI e prevede la possibilità di cooperazione nel settore della lotta contro il traffico di droga e contro il riciclaggio di capitali.

Non esistono attività di cooperazione con Myanmar (Birmania).

La cooperazione bilaterale comunitaria con l'Indonesia e le Filippine trova attuazione esclusivamente nell'ambito dell'accordo di cooperazione tra la Comunità e l'Associazione delle Nazioni dell'Asia del Sud-Est (ASEAN) del 1980. Tale cooperazione verte principalmente sulla riduzione della povertà, l'ambiente ed il sostegno per l'integrazione dei due paesi nell'economia mondiale. Non viene fornita assistenza diretta agli organismi governativi bensì sono sostenute specifiche attività convenute nell'ambito della preparazione di documenti di strategia e di programmi indicativi nazionali. Tali attività sono oggetto delle normali procedure di controllo contrattuali, contabili ed amministrative della Commissione.

L'Unione europea intrattiene considerevoli rapporti di cooperazione con la Russia e l'Ucraina nell'ambito degli accordi di partenariato e di cooperazione e delle strategie comuni dell'Unione. Entrambi i paesi ricevono fondi in base ai programmi di assistenza TACIS. Tutti i progetti sono stati controllati e monitorati dalle Unità di sorveglianza TACIS istituite a Kiev ed a Mosca.

L'Ungheria è un paese candidato all'adesione nell'Unione europea ed i negoziati di adesione con tale paese sono in corso fin dall'aprile 1998. Fino al momento dell'adesione, le relazioni tra l'Unione e l'Ungheria sono disciplinate dall'accordo di associazione. L'Ungheria beneficia di ingenti fondi dal bilancio comunitario in forza dei programmi PHARE, ISPA e Sapard. Il motivo principale dell'inclusione dell'Ungheria nell'elenco del GAFI è costituito dal fatto che in tale paese sono rilasciati libretti di risparmio anonimi. Tali libretti sono incompatibili anche con l'acquis comunitario. L'argomento è stato discusso durante i negoziati di adesione nel capitolo relativo ai movimenti di capitali e si è convenuto che l'Ungheria allineerà il suo sistema alle norme comunitarie prima dell'adesione. Il GAFI tuttavia non ha considerato tale argomento nella prospettiva dell'adesione, ma ha invece considerato la situazione attuale in Ungheria. In una recente legge contro il terrorismo ed il riciclaggio entrata in vigore il 19 dicembre 2001, l'Ungheria ha affrontato i problemi sollevati dall'Unione e dal GAFI, soprattutto per quanto attiene ai libretti al portatore. Sempre che le nuove disposizioni siano attuate come previsto, la Commissione ritiene che le condizioni siano oramai soddisfatte perché l'Ungheria possa essere depennata dall'elenco del GAFI.

L'Unione intrattiene strette relazioni economiche e politiche con l'Egitto nell'ambito del processo di Barcellona. Tali relazioni saranno consolidate ed ampliate sulla base di un accordo di associazione firmato recentemente, ma non ancora pienamente ratificato. Esiste un ampio portafoglio di programmi di cooperazione finanziati dalla Comunità in Egitto, tutti attentamente monitorati e soggetti a periodici controlli e valutazioni. Non esiste la minima indicazione che possa suggerire un collegamento tra tali programmi ed il fenomeno del riciclaggio. Sulla base dell'elenco del GAFI e delle rimostranze espresse dai membri della comunità internazionale, collettivamente ed individualmente, inclusa l'Unione, il governo dell'Egitto si è impegnato ad affrontare urgentemente la questione, e proposte legislative in tal senso sono attualmente all'esame del parlamento egiziano. La clausola 57 dell'accordo di associazione UE-Egitto recentemente firmato prevede specificamente la cooperazione ai fini dell'eliminazione del riciclaggio.

La Comunità ha firmato un accordo di cooperazione con il Libano nel 1977 ed ha avviato un accordo di associazione Euro-Mediterraneo con tale paese il 10 gennaio 2002. Tale accordo migliora le relazioni politiche, economiche, commerciali e sociali con il Libano. L'assistenza finanziaria fornita in base ai quattro protocolli e al programma MEDA I (1995-2000) continueranno nell'ambito del MEDA II (2001-2006). I progetti sono periodicamente sottoposti ad audit e valutati in conformità delle norme in materia di controllo e valutazione finanziaria della Commissione. In conformità del mandato ricevuto nel 1995 dal Consiglio per l'avvio dei negoziati, la Commissione ha insistito che fosse inserito un articolo relativo alla prevenzione del riciclaggio nel nuovo accordo di associazione (articolo 60), ed ha inoltre richiesto una dichiarazione comune a sé stante nella quale si riconosce il GAFI quale organismo di riferimento per la prevenzione del riciclaggio. Inoltre, la Commissione dovrà destinare una parte significativa dei fondi previsti dal programma MEDA II per il Libano all'effettiva attuazione delle disposizioni dell'accordo di associazione, ivi comprese le opportune modifiche della normativa e della regolamentazione nel settore finanziario e bancario, del segreto e dei sistemi di segnalazione delle operazioni sospette.

In tutti i casi nei quali è previsto il finanziamento comunitario, i programmi sono attentamente controllati, le spese sono continuamente soggette ad audit ed i risultati sono costantemente valutati. Tuttavia, si deve sottolineare che l'inclusione di un paese nell'elenco del GAFI dei paesi e territori non cooperativi non significa che i fondi comunitari siano esposti a maggiori rischi. Non sono stati ritenuti necessari controlli aggiuntivi nei confronti di tali paesi, oltre al normale - elevato - livello di controllo che la Commissione costantemente esercita.

La Commissione sottolinea regolarmente a tutti i paesi partner la necessità di rispettare le norme internazionali anti-riciclaggio, contenute nelle 40 Raccomandazioni formulate dal GAFI e nella direttiva 91/308/CEE del Consiglio del 10 giugno 1991 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite(1) modificata dalla direttiva 2001/97/CE, del 4 dicembre 2001, del Parlamento europeo e del Consiglio(2).

Il GAFI ha nuovamente preso in esame l'elenco dei paesi e territori non cooperativi in occasione della recente riunione tenutasi ad Hong Kong, Cina. Nel suo comunicato stampa (disponibile sul sito http://www.fatf-gafi.org), il GAFI constata con soddisfazione l'ulteriore progresso realizzato da molte delle 19 giurisdizioni.

A tutt'oggi sono state applicate contromisure soltanto nei confronti di Nauru. Nelle riunioni comuni tenutesi nell'ottobre 2000 e nell'ottobre 2001, i Ministri delle finanze e della Giustizia dell'UE hanno convenuto di applicare in modo coordinato le contromisure decise dal GAFI. Tutti gli Stati membri si sono attivati a seguito della decisione del GAFI di applicare contromisure nei confronti di Nauru.

(1) GU L 166 del 28.6.1991.
(2) GU L 344 del 28.12.2001.