Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Patten in nome della Commissione




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA P-0634/02
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
(27 febbraio 2002)

Oggetto: Siria


L'UE conduce da tempo un'azione che tende a dar credito a Damasco di una volontà riformatrice e democratica. Lo si è visto, alla morte di Assad, nel pronto riconoscimento della successione al trono di Bashar Assad; nel sostegno alla candidatura siriana al Consiglio di sicurezza dell'ONU. Lo conferma la visita ufficiale di Bashar Assad in uno degli Stati membri, l'Italia.

Ciononostante non è possibile ignorare che la Siria costituisce uno tra i casi più allarmanti di regimi dittatoriali. Il popolo siriano è soggetto ad un potere brutale e sanguinario marcato da un'assoluta negazione dei diritti fondamentali, delle libertà civili e politiche nonché dei più elementari diritti umani, come attestato, tra l'altro, dalle testimonianze dei pochi dissidenti che siano sopravvissuti alla persecuzione del regime e dagli arresti, la fine dell'estate scorsa, di alcuni parlamentari indipendenti, uomini d'affari e militanti democratici siriani che hanno avuto il coraggio di invocare democrazia e Stato di diritto.

La Siria costituisce inoltre una grave minaccia in termini di sicurezza e stabilità, sin dalla presa di potere da parte di Assad padre, tanto per la regione quanto per l'intera comunità internazionale, attraverso il continuo, sistematico e massiccio sostegno garantito alle reti terroristiche internazionali. In "politica estera" Damasco si contraddistingue per l'acceso antisemitismo delle dichiarazioni delle massime autorità: "Gli ebrei cercano di uccidere i principi di tutte le religioni con la stessa mentalità con cui hanno tradito Gesù Cristo e nello stesso modo in cui hanno cercato di tradire e uccidere il profeta Maometto"(Bashar Assad in occasione della visita papale, 5 maggio 2001); "Gli ebrei sono pochi milioni: se ogni arabo uccidesse un ebreo, non ce ne sarebbero più", (Mustafà Tlas, consigliere personale del Presidente, in un'intervista al Corriere della Sera dell'11 maggio2001). L'editorialista del quotidiano governativo Al-Akhbar scrive il 20 aprile 2001 e ribadisce (il 27 aprile) "Hitler va ringraziato perché ha vendicato in anticipo i palestinesi, anche se dobbiamo lamentare il fatto che la sua vendetta non é andata abbastanza avanti".

Di fronte a ciò, ritiene utile e proficuo la Commissione proseguire i negoziati per l'accordo di associazione con la Siria? Non ritiene essa che sarebbe più opportuno e produttivo condizionarne il loro proseguimento alla manifestazione da parte di Damasco di una genuina e concreta volontà di apertura democratica e riformatrice?

P-0634/02IT
Risposta data dal sig. Patten
a nome della Commissione.
(20 marzo 2002)


La Commissione é informata sulla situazione dei diritti umani in Siria. Negli ultimi anni è stata rilevata una certa evoluzione positiva in proposito, peraltro non confermata nel 2001.

La Commissione, insieme agli Stati membri, continuerà a seguire la situazione dei diritti umani e ad incoraggiare le riforme in questo campo, e allo stesso tempo a comunicare al governo siriano le sue preoccupazioni, in relazione sia a situazioni individuali sia alla situazione generale, qualora ciò si rendesse necessario.

La Commissione disapprova la natura delle dichiarazioni riportate dall'onorevole parlamentare.

Ciononostante, la Commissione continuerà a condurre una politica d'impegno costruttivo verso la Siria attraverso i negoziati dell'Accordo di associazione e attraverso l'attuazione dei programmi di cooperazione nel quadro del programma MEDA di assistenza allo sviluppo nel Mediterraneo, finalizzati alla promozione delle riforme economiche e politiche necessarie al processo associativo.

La Commissione è fermamente convinta che il dialogo sui diritti umani sarà più' efficace se sviluppato nel quadro di un accordo di associazione vincolante.

Un futuro accordo di associazione UE-Siria considererà i diritti umani un elemento essenziale nelle relazioni tra l'Unione europea e la Siria e avrà lo scopo di promuovere gli obiettivi comuni previsti dalla Dichiarazione di Barcellona(1), quali la promozione della legalità e della democrazia, il rispetto dei diritti umani, il libero mercato e lo sviluppo sostenibile. Nell'ambito del programma di cooperazione MEDA, la Commissione insisterà sulla questione delle riforme.

(1) Adottata in occasione della Conferenza euro-mediterranea (27 e 28 novembre 1995).