Interrogazione parlamentare di Marco Pannella (NI) al Consiglio e risposta



Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA P-2441/99
di Marco Pannella (TDI) al Consiglio
(13 dicembre 1999)

Oggetto: Attacchi chimici, biologici e radiologici nei confronti delle popolazioni curde dell'Iraq


Nel corso della campagna che è stata definita di genocidio contro le popolazioni curde nel 1988, campagna che ha provocato decine di migliaia di morti e di dispersi, il regime iracheno ha bombardato oltre 200 villaggi nel nord dell'Iraq. In questa operazione, che rappresenta il più vasto attacco del genere contro la popolazione civile, sono state impiegate quantità enormi di agenti chimici probabilmente biologici e radiologici. Questi agenti hanno contaminato l'ambiente e le riserve acquifere nella regione del nord dell'Iraq, i cui fiumi attraversano tutto il Paese per gettarsi nel Golfo Persico.

Viste le statistiche riguardanti l'elevato numero di tumori e malformazioni congenite dei bambini in Iraq, quali iniziative ha preso o intende prendere l'Alto Rappresentante per la PESC affinché gli organismi internazionali competenti procedano infine a esami dello stato delle riserve d'acqua, per controllare se agenti chimici, biologici o radiologici o loro derivati continuino ad avvelenare la popolazione?

Nella stessa ottica quali iniziative ha preso o intende prendere l'Alto Rappresentante per la PESC affinché, undici anni dopo questi avvenimenti, gli organismi internazionali competenti comincino ad occuparsi del trattamento medico dei sopravvissuti, nonché delle inchieste miranti a scoprire quali sostanze siano state utilizzate dal regime di Saddam Hussein e se esse presentino ancora dei rischi per la popolazione.

Allo stesso fine l'Alto Rappresentante per la PESC può indicare le iniziative che egli ha preso o intende prendere per studiare e valutare gli effetti nel nord dell'Iraq delle armi chimiche e delle altre armi per la distruzione di massa, sull'agricoltura, sul bestiame, sulle foreste, sulla pesca senza dimenticare le conseguenze sulla fauna e sulla flora?

D'altra parte l'Istituto medico post-universitario Halabja (HMI) creato nell'agosto 1999 nella regione curda dell'Iraq per sviluppare trattamenti e incoraggiare i programmi di ricerca sui sopravvissuti agli attacchi chimici, deve affrontare numerosi problemi materiali e tecnici che rischiano di ostacolare la realizzazione dei suoi obiettivi.

Può l'alto rappresentante per la PESC far sapere se intenda inviare una missione di esperti per visitare il centro dell'HMI per verificare de visu le esigenze mediche specifiche dei sopravvissuti agli attacchi chimici, biologici e radiologici nonché per valutare l'insieme delle necessità dell'HMI?

P-2441/99IT
Risposta
(31 gennaio 2000)


Una relazione di valutazione della situazione umanitaria del nord dell'Iraq del giugno 1999, commissionata e finanziata dalla Commissione europea, fornisce un panorama della situazione umanitaria delle zone del nord dell'Iraq controllate dai curdi. Dalla relazione emerge chiaramente che occorre fronteggiare varie esigenze umanitarie fondamentali, necessarie ed urgenti, quali lo sminamento, gli effetti della malnutrizione e il ripristino degli impianti idrici. Occorre aggiungere a queste attività necessarie lo studio e la valutazione degli effetti nel nord dell'Iraq delle armi chimiche e delle altre armi per la distruzione di massa. L'esecuzione del programma "petrolio in cambio di cibo" deve essere accelerata e sveltita, operazioni che richiedono la piena cooperazione del governo iracheno. L'attuazione efficace dell'assistenza umanitaria sarebbe anche agevolata se migliorasse la situazione politica del nord dell'Iraq. Le recenti misure di normalizzazione concordate tra i due principali partiti curdi sono importanti al riguardo. Il Consiglio, assistito dal Segretario Generale/Alto Rappresentante per la PESC, continuerà a sorvegliare attentamente la situazione dell'Iraq, province del nord comprese, e contribuirà a garantire una congrua risposta dell'Unione europea, circostanze permettendo, alle necessità del popolo iracheno.