Interrogazione parlamentare di Marco Pannella (NI) al Consiglio e risposta



Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA P-1597/99
di Marco Pannella (NI) al Consiglio
(8 settembre 1999)


Oggetto: Tribunale penale internazionale Il 18 luglio 1998 la Conferenza plenipotenziaria di Roma ha adottato lo Statuto del Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra, di genocidio e contro l'umanità. L'istituzione del Tribunale penale richiede la ratifica da parte di almeno 60 paesi. A tutt'oggi 84 paesi hanno già firmato lo Statuto, mentre solo 4, vale a dire Senegal, Trinidad e Tobago, San Maríno e Italia, l'hanno anche ratificato. In altri termini, sebbene tutti gli Stati membri dell'Unione abbiano firmato lo Statuto, solo l'Italia l'ha già ratificato.

Quali sono le informazioni di cui dispone la Presidenza finlandese quanto allo stato del processo di ratifica dello Statuto da parte degli Stati membri?

Quali iniziative ha preso, o intende prendere, la Presidenza finlandese per favorire una ratifica rapida dello Statuto da parte degli Stati membri, affinché il Tribunale possa divenire operativo prima della fine del 2000?

Inoltre, quali iniziative ha preso, o intende prendere, la Presidenza finlandese per incoraggiare la firma e/o la ratifica dello Statuto da parte dei paesi terzi, in particolare di quelli con i quali l'Unione è legata da Accordi di associazione o da Accordi di cooperazione e di partenariato?

P-1597/99IT
Risposta
(8 novembre 1999)


1. Il Consiglio condivide l'opinione che l'istituzione di un tribunale penale internazionale permanente rappresenterà un passo avanti decisivo per garantire che coloro che commettono i più gravi crimini a livello internazionale non riescano più a restare impuniti. Di conseguenza, l'Unione europea appoggia appieno la rapida istituzione del tribunale. Tutti gli Stati membri dell'UE hanno firmato lo Statuto di Roma, adottato il 17 luglio 1998, e sono decisi a garantire che il tribunale diventi operativo al più presto.

2. L'UE ha salutato con favore le prime ratifiche dello Statuto, compresa quella dell'Italia, il 26 luglio 1999. Gli altri Stati membri si sono impegnati a ratificare lo Statuto al più presto. La ratifica di una convenzione importante sul piano del diritto internazionale, in particolare di una convenzione la cui attuazione concerne le autorità penali nazionali, è un impegno rilevante. Per alcuni Stati la ratifica dello Statuto richiede modifiche costituzionali. Gli Stati membri regolarmente si informano reciprocamente sui progressi compiuti nel loro processo di ratifica. Tentando una stima, la maggior parte degli Stati prevedono che, considerate le varie fasi legislative, e/o costituzionali del programma dei lavori, essi potrebbero ratificare lo Statuto di Roma entro la fine del prossimo anno. Gli Stati membri coordinano strettamente le loro posizioni nel quadro dell'attuale commissione preparatoria per l'istituzione del tribunale penale internazionale.

3. L'UE è inoltre impegnata nella promozione della firma e della ratifica dello Statuto del tribunale penale internazionale a livello mondiale. Nel suo intervento dinanzi all'assemblea generale dell'ONU, il 21 settembre, il Presidente del Consiglio ha ribadito l'impegno dell'Unione per una rapida entrata in vigore dello Statuto di Roma ed ha sollecitato tutti gli Stati a firmarlo e ratificarlo. Analogamente, all'apertura dell'ultima sessione della commissione preparatoria per l'istituzione del tribunale penale internazionale (luglio-agosto 1999), la Presidenza ha rilasciato una dichiarazione in tal senso. A margine della sessione della commissione preparatoria per l'istituzione del tribunale penale internazionale la Presidenza ha inoltre organizzato una riunione che riuniva esperti giuridici degli Stati membri e degli Stati associati, nonché degli Stati EFTA. Con essa si è voluto esprimere la volontà e la disponibilità degli Stati membri a fornire agli Stati che lo necessitino un'assistenza giuridica per le questioni relative alla ratifica dello Statuto del tribunale penale internazionale, in quanto alcuni di essi avevano menzionato difficoltà interne al riguardo. Alcuni Stati membri dell'UE hanno illustrato i loro approcci nazionali e sono stati discussi alcuni problemi giuridici di carattere specifico. L'UE intende proseguire questa cooperazione. Gli Stati membri dell'UE promuovono inoltre regolarmente l'adesione allo Statuto del tribunale penale internazionale nei loro contatti bilaterali con i paesi terzi.