Interrogazione parlamentare di Marco Cappato (TDI) alla Commissione e risposta data dal sig. Prodi in nome della Commissione




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-2200/00
di Marco Cappato (TDI) alla Commissione
(3 luglio 2000)

Oggetto: Libertà religiosa in Grecia


Chara Kalomiri, cittadina greca, è al centro di una vicenda giudiziaria che solleva dubbi inquietanti in merito al rispetto della libertà di religione in Grecia. Denunciata dalle autorità del Monte Athos per avere diretto dal settembre 1994 al marzo 1995 un "centro di filosofia psicologica pratica" situato nella penisola calcidica, è stata condannata una prima volta dalla giustizia greca nel 1997, ed avendo la Corte suprema annullato la sentenza, condannata una seconda volta in occasione della ripetizione del processo. I giudici hanno motivato la loro decisione affermando che il "luogo di culto buddista, dedito alla meditazione" era sprovvisto dell'autorizzazione obbligatoria del Ministero per la Pubblica istruzione e gli affari religiosi, che viene concessa dopo aver sentito il parere della gerarchia ortodossa.

Non ritiene la Commissione che, essendo il rispetto della libertà religiosa un diritto fondamentale della persona ed un principio comune agli Stati membri, un'azione ex articolo 6 e 7 TUE o ex art.13 TCE dovrebbe essere urgentemente presa per eliminare ogni violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché ogni discriminazione legata alla libertà religiosa, con particolare attenzione alla Grecia?

E-2200/00IT
Risposta data dal sig. Prodi
a nome della Commissione
(8 dicembre 2000)


La Commissione, dopo un attento esame dell'interrogazione scritta dell'onorevole parlamentare, ritiene che l'azione dello Stato membro in questione non rientri nel campo d'applicazione del diritto comunitario. La giurisprudenza costante della Corte di Giustizia non prevede alcun controllo in materia di rispetto dei diritti fondamentali da parte degli Stati membri quando questi agiscono fuori del campo del diritto comunitario. Di conseguenza, e a prescindere dal fatto di sapere se vi sia stata o meno violazione di un diritto fondamentale, la Commissione non è competente, nel caso specifico, per avviare una procedura d'infrazione ai sensi dell'articolo 226 (ex articolo 169) del trattato CE contro la Grecia.

La Commissione richiama inoltre l'attenzione dell'onorevole parlamentare sulla possibilità per la cittadina in questione, dopo avere esaurito le vie di ricorso nazionali contro l'atto in questione, di fare appello alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo.