Interrogazione parlamentare di Marco Cappato (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Patten in nome della Commissione




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-3553/02
di Marco Cappato (NI) alla Commissione
(02 dicembre 2002)

Oggetto: Gravi violazioni della libertà di culto in Bielorussia


Il parlamento bielorusso ha recentemente approvato una nuova legge sui culti che proibisce ogni forma di attività da parte delle organizzazioni religiose che non ottengano la registrazione dello Stato, introduce la censura sulla letteratura religiosa e considera illegali le attività religiose tenute in case private. Queste nuove disposizioni si vanno ad aggiungere ad un quadro normativo e politico molto grave, nel quale si verificano gravi limitazioni alla libertà di culto per i cittadini non ortodossi:

a) il rifiuto da parte delle autorità bielorusse di registare alcune organizzazioni religiose (organizzazioni protestanti, la Chiesa ortodossa autocefala bielorussa, movimenti religiosi orientali e quattro comunità ebraiche riformate) provoca una discriminazione de facto a favore della Chiesa ortodossa russa;

b) l'applicazione di un decreto emanato dal Consiglio dei ministri nel 1995 che restringe le attività degli operatori religiosi, nel tentativo di proteggere la Chiesa ortodossa russa e di frenare la crescita delle religioni evangeliche;

c) l'introduzione di una disciplina dell'ingresso di religiosi stranieri nel paese in base alla quale i rappresentanti di organizzazioni religiose straniere possono essere invitati solo previo accordo con la commissione statale per gli Affari religiosi e nazionali, la cui decisione è inappellabile.

Quali pressioni diplomatiche, politiche ed economiche intende esercitare la Commissione per spingere il governo bielorusso a garantire che la libertà di religione, di associazione religiosa, di cambiamento di religione e di manifestazione della religiosità attraverso un culto siano diritti riconosciuti ai cittadini di quel Paese?

Non ritiene la Commissione opportuno rivedere immediatamente l'efficacia dei suoi progetti nel quadro di Tacis e valutare l'eventualità di chiudere l'ufficio Tacis in Bielorussia fin quando le gravi violazioni dei diritti democratici dovessero perdurare in quel Paese?

E-3553/02IT
Risposta data dal sig. Patten
in nome della Commissione
(17 gennaio 2003)


La Commissione condivide le preoccupazioni a riguardo della legge recentemente approvata in Bielorussia in materia di libertà di coscienza ed organizzazioni religiose. Gli effetti di tale legge comportano una grave violazione della libertà religiosa. L’Unione ha manifestato la sua preoccupazione prima che la legge fosse firmata dal Presidente Lukashenko, tramite un passo formale compiuto congiuntamente dai Capi Missione dell’Unione dinanzi alle autorità bielorusse (il vice Ministro degli Affari esteri Sychov) nell’ottobre 2002. Il 10 ottobre 2002 l’Unione, con una dichiarazione in seno al Consiglio Permanente dell’Organizzazione per la Sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), sollecitava il Presidente Lukashenko a non promulgare la legge.

L’Unione si è molto rammaricata che con l’apposizione della firma la legge sia stata promulgata il 31 ottobre 2002, ragion per cui il 14 novembre 2002 l’Unione, con un’altra dichiarazione in seno al Consiglio permanente dell’OSCE, ha sollecitato le autorità bielorusse a riesaminare tale normativa ed ha invitato il gruppo consultivo e di controllo dell’OCSE (advisory and Monitoring Group - AMG), attualmente basato a Vienna, a sorvegliare da vicino l’attuazione della legge ed a riferire al Consiglio permanente. L’Unione è pronta a far valere specifici casi di violazione da parte bielorussa delle disposizioni OSCE in materia di libertà di coscienza e di credo religioso.

L’Unione rimane profondamente preoccupata per l’assenza generalizzata di progressi in materia di riforme democratiche e per il crescente degrado delle libertà individuali e dei diritti di espressione in Bielorussia e, considerata l’effettiva chiusura del gruppo consultivo e di controllo OSCE di Minsk il 14 ottobre 2002, gli Stati membri hanno deciso, nel corso del Consiglio Affari generali e relazioni esterne di novembre, di rifiutare il rilascio del visto al presidente Lukashenko, al capo dell’amministrazione presidenziale, al Primo ministro ed a quattro ministri del Governo, nonché al presidente della Commissione per la sicurezza dello Stato.

L’Unione ritiene assodato che debbano proseguire i rapporti con gli attori della società civile bielorussa e gli aiuti agli stessi e a tal fine stanzia 5 milioni di euro nel programma di azione Tacis 2002-2003. Inoltre, nell’ambito della cooperazione Unione-OSCE, prenderà presto avvio un piano biennale di sostegno alle forze democratiche ed alla società civile. La Commissione manterrà sotto controllo l’efficacia dei suoi progetti, ma, alla luce di tale assistenza finanziaria in corso, la Commissione non crede che chiudere l’ufficio Tacis di Minsk rappresenti una risposta prudente alla nuova legge in materia di libertà di coscienza ed Organizzazioni religiose.