Interrogazione parlamentare di Marco Cappato (NI) alla Commissione e al Consiglio e risposta data dal sig. Patten in nome della Commissione



INTERROGAZIONE SCRITTA P-0215/03 e P-0220-03
di Marco Cappato (NI) alla Commissione e al Consiglio
(23 gennaio 2003)

Oggetto: Escalation di violenza connessa alla droga in Bolivia


La situazione in Bolivia relativamente alle dimostrazioni di gruppi indigeni che difendono l'uso di prodotti tradizionali come le foglie di coca - attualmente severamente regolamentato dal governo boliviano - dovrebbe destare preoccupazione nella comunità internazionale. Infatti, negli ultimi giorni in Bolivia vi è stata una serie di scontri tra polizia-esercito e i manifestanti - essenzialmente contadini - che protestavano contro l'eradicazione di una coltura tradizionale. Secondo i mass media boliviani la situazione dà luogo a un'escalation di violenza che ha già un bilancio di 17 morti, dozzine di feriti e centinaia di arresti.
La Commissione è consapevole della natura di tale ondata di conflitti tra il governo e i gruppi indigeni a proposito dell'eradicazione della coltura di coca? Quali misure la Commissione ha adottato o intende adottare per sostenere le autorità boliviane in questa loro iniziativa?
Non ritiene la Commissione che sia giunto il momento di affrontare i fallimenti e le conseguenze disastrose che il proibizionismo provoca analogamente nei paesi produttori e consumatori e di avviare, alla prossima riunione ministeriale della commissione ONU per i narcotici prevista per il 16 e 17 aprile 2003, un processo di revisione delle tre convenzioni internazionali sulle droghe e le sostanze psicotrope al fine di promuovere un approccio pragmatico e più efficace del problema della droga?

P-0215/03IT
Risposta data dal sig. Patten
in nome della Commissione
(24 febbraio 2003)


La Commissione segue con attenzione l'escalation del confronto che oppone il governo boliviano ai produttori di coca e ad altri gruppi sociali ed è preoccupata per gli episodi di violenza susseguitisi dopo il 13 gennaio 2003, quando sono stati predisposti i blocchi stradali. Essa esprime soddisfazione per l'accordo raggiunto tra Evo Morales e il presidente Sánchez de Lozada il 26 gennaio 2003, che sembra aver smorzato i toni dello scontro e consentito alle due parti di avviare un dialogo, che verterà anche sulle politiche governative per l'eradicazione della coca e l'applicazione di misure per il controllo delle droghe.

In base al principio della corresponsabilità, la Commissione sostiene progetti di sviluppo alternativo in Bolivia conformemente alle priorità per la cooperazione indicate nel suo documento di strategia nazionale. Sono in fase di attuazione tre progetti per un importo complessivo di 30 milioni di euro, mentre un quarto progetto (13 milioni di euro) dovrebbe essere approvato nel 2003.

L'approccio adottato dalla Commissione parte dal presupposto che la maggior parte delle persone che lavorano nelle piantagioni illegali di coca nelle comunità minerarie degli altopiani occidentali e nelle vallate della regione di Cochabamba si è lasciata alle spalle, temporaneamente o definitivamente, condizioni di vita difficili ed economie locali in crisi. Dato che la coltivazione di coca assicura redditi molto più elevati di quelli che si possono ottenere lavorando nelle miniere o coltivando colture legali, è essenziale assicurare agli agricoltori fonti di reddito alternative sostenibili.

La Commissione sta finanziando e intende finanziare nelle regioni di Chapare e Los Yungas, dove si coltiva la coca, progetti che creeranno attività agricole e di altro tipo sostenibili per incoraggiare i produttori ad abbandonare le coltivazioni di coca. Saranno inoltre costruite infrastrutture a livello locale, come centri medici e scuole. La Commissione sta cercando anche di migliorare le condizioni di vita e di sostenere lo sviluppo economico nelle zone degli altopiani con il più alto numero di disoccupati per alleviare la pressione della povertà estrema che spinge i lavoratori ad emigrare nelle zone di coltivazione della coca. Inoltre, essa collabora con le autorità locali, ha avviato un dialogo con i coltivatori di coca e i suoi progetti sembrano essere ben accolti dalla popolazione.

La Commissione è un osservatore permanente attivo della commissione delle Nazioni Unite per gli stupefacenti, nell'ambito della quale ha promosso un approccio equilibrato tra prevenzione e lotta contro la produzione e il traffico. I progetti di sviluppo alternativo si ispirano a questo principio e, proponendo fonti di reddito alternative, cercano di ridurre la dipendenza degli agricoltori dalla coltivazione delle droghe.

Non è prevista una revisione delle tre convenzioni delle Nazioni Unite durante la prossima riunione della commissione per gli stupefacenti. La questione non è stata sollevata né dagli Stati membri, né dalla Commissione durante le discussioni periodiche sulla politica dell'Unione in materia di droga.