Interrogazione parlamentare di Marco Cappato (NI) al Consiglio e risposta




Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA E-3892/02
di Marco Cappato (NI) al Consiglio
(19 dicembre 2002)

Oggetto: Sostegno dell'Unione al governo del Sudan


Nel corso della visita in Sudan del 9 - 10 dicembre 2002 una delegazione della troika europea ha firmato un accordo con il governo sudanese che autorizza l'impiego di un primo fondo a sostegno del governo di Khartoum per la preparazione tecnica dei programmi di cooperazione, che ripartiranno al momento della sigla di un accordo di pace definitivo.

Tutto ciò accade a poche settimane dalla fine della seconda sessione dei colloqui di pace tra il governo di Khartoum e le forze dell'esercito di Liberazione del popolo sudanese, conclusasi con un nulla di fatto a causa della decisone del governo di el-Bashir di opporsi alle richieste delle forze ribelli, ovvero la nomina del primo dei vicepresidenti della repubblica proveniente dal Sud del paese, un'equa divisione dei proventi derivanti dallo sfruttamento del petrolio e la laicizzazione della città di Khartoum.

In occasione della visita si è appreso da fonti della stampa che il governo del Sudan sostiene di aver ricevuto all'inizio di quest'anno una nota formale nella quale l'Unione Europea si impegna a riattivare la cooperazione allo sviluppo con un sostegno di 155 milioni di euro da erogare sulla base degli accordi di Cotonou del giugno 2000.

Visto il ruolo avuto dal governo di Khartoum nel parziale naufragio della seconda sessione dei colloqui di pace, sulla base di quali elementi il Consiglio ha ritenuto di procedere ad una sospensione del blocco di ogni sostegno economico, finanziario e politico nei confronti del regime di el-Bashir?

Qual è l'entità dei fondi messi a disposizione per l'elaborazione tecnica dei programmi di cooperazione sulla base dell'accordo siglato con le autorità sudanesi?

Il Consiglio conferma o meno l'esistenza di un documento dell'Unione in base al quale questa si impegna ad erogare 155 milioni di euro al regime di Khartoum?



Risposta comune alle interrogazioni
scritte http://www2.europarl.eu.int/omk/OM-Europarl?PROG=WQ&L=IT&PUBREF=-//EP//T... target=_top>E-3892/02 e http://www2.europarl.eu.int/omk/OM-Europarl?PROG=WQ&L=IT&PUBREF=-//EP//T... target=_top>E-0077/03
(13 maggio 2003)


In seguito alla decisione presa dall'Unione europea nel 1999 di avviare un nuovo dialogo politico con il governo del Sudan, a Khartoum hanno avuto luogo ogni anno riunioni ad alto livello. Scopo delle riunioni annuali è valutare i progressi compiuti nel settore dal dialogo (diritti umani, democrazia, stato di diritto e processo di pace). L'esito del dibattito è reperibile nel comunicato congiunto del 10 dicembre 2002.

Le conclusioni del Consiglio del 17 giugno 2002 dichiarano inequivocabilmente che i progressi nel processo di pace sono tuttora la priorità dell'UE. Tuttavia il governo del Sudan dovrà dimostrare di aver compiuti progressi su tutti i parametri del dialogo politico come condizione per la normalizzazione delle relazioni con il Sudan. Su questa base e rispetto ai parametri stabiliti nel 2001 la troika dell'UE ha valutato nel dicembre 2002 i progressi compiuti quell'anno.

Il ripristino della cooperazione allo sviluppo con un sostegno pari a 155 milioni a cui si riferisce l'on. CAPPATO riguarda l'impegno assunto nel 2001 dall'UE, ossia in particolare notificare al Sudan nel 2002 la preparazione del documento di strategia operativa per paese recante il suddetto volume di aiuti. Tuttavia la firma del documento suddetto avrà luogo soltanto allorché sarà firmato l'accordo di pace. Di conseguenza finora non è stata versata alcuna somma. La Commissione avvierà la procedura per la decisione definitiva (insieme con gli Stati membri nell'ambito del Comitato del FES) relativa all'esborso di detto importo allorché si sarà ottemperato al requisito citato.

L'UE coglie ogni occasione per sollecitare il Sudan a migliorare la situazione in materia di diritti umani, in particolare per quanto riguarda la pena di morte e la tortura. Continua ad esercitare pressioni sul governo del Sudan perché concluda la procedura di ratifica della convenzione contro la tortura. Purtroppo il dialogo con il governo del Sudan è tuttora reso difficile dai problemi delle punizioni corporali e della pena capitale. Date le ampie implicazioni di detti problemi specifici, in questa fase l'UE sta anche tentando di esercitare pressioni sul Sudan nell'ambito della Commissione dei diritti dell'uomo di Ginevra.

L'UE continua a sostenere il processo di pace nella convinzione che l'accordo di pace faciliterebbe ulteriori progressi nel campo dei diritti umani. L'ultima serie di incontri si è conclusa il 5 febbraio e il memorandum d'intesa (MU) sottoscritto dalle parti è prova dell'accordo raggiunto su taluni problemi importanti. La prossima serie di colloqui affronterà tra gli altri anche i problemi del potere e della distribuzione della ricchezza.