Interrogazione parlamentare di Marco Cappato (NI) al Consiglio e risposta



Interrogazioni parlamentari
INTERROGAZIONE SCRITTA P-1546/99
di Marco Cappato (NI) al Consiglio
(1o settembre 1999)

Oggetto: Arresto da parte della polizia cinese di migliaia di membri dell'organizzazione religiosa buddista Fa Lun Gong


Secondo informazioni provenienti da diverse fonti, le autorità comuniste cinesi hanno proceduto, nel corso delle ultime settimane, all'arresto di alcune migliaia di persone aderenti all'organizzazione religiosa buddista Fa Lun Gong. Le autorità di Pechino hanno precisato, martedì 27 luglio, che le persone arrestate erano accusate di attività antigovernative. Questa vasta operazione di polizia costituisce una violazione evidente delle convenzioni internazionali sottoscritte dal regime di Pechino e segna una nuova escalation della politica di repressione delle autorità comuniste nei confronti di quanti, in Cina, intendono esercitare i loro diritti fondamentali.

Di quali informazioni dispone il Consiglio per quanto concerne il numero di aderenti all'organizzazione Fa Lun Gong che sono stati arrestati e le loro condizioni di detenzione?

Quali iniziative ha preso o intende prendere il Consiglio per indurre le autorità comuniste cinesi a porre termine alla loro politica di repressione nei confronti dell'organizzazione Fa Lun Gong e a rilasciare le migliaia di membri di tale organizzazione attualmente detenuti?

Più in generale, alla luce di tali avvenimenti e della situazione drammatica dei diritti dell'uomo nel Tibet, nella Mongolia interna, nel Turkestan orientale e nell'insieme della Cina, non ritiene il Consiglio che sia ormai necessario e urgente rivedere la sua politica di "dialogo costruttivo" con la Repubblica popolare cinese?

P-1546/99IT
Risposta
(22 ottobre 1999)


La Presidenza ha chiesto alle autorità cinesi maggiori informazioni circa i provvedimenti presi contro il movimento Fa Lun Gong e continuerà a seguire da vicino i relativi sviluppi. In senso più generale, il Consiglio, pur plaudendo ai progressi della cooperazione della Cina con i meccanismi previsti dalle Nazioni Unite in materia di diritti dell'uomo, esprime preoccupazione poiché detta cooperazione non è stata accompagnata da miglioramenti nella situazione in loco. Il Consiglio è stato costernato dalle misure repressive attuate nei confronti di dissidenti nel dicembre 1998 e nel mese di agosto 1999 ha espresso la propria preoccupazione per le dure condanne inflitte a membri del partito democratico cinese.

Il Consiglio continua a considerare il dialogo dell'UE sui diritti umani, la cui prossima riunione al riguardo dovrebbe svolgersi a Pechino nella settimana che comincia il 18 ottobre, come pure il programma di cooperazione in materia di diritti umani, strumenti importanti per la promozione del rispetto di tali diritti in Cina. Tuttavia, come sottolineato dal Consiglio, il dialogo non costituisce in se stesso uno scopo. Occorrono risultati concreti nella situazione in loco. Il Consiglio sta perciò cercando di concentrare maggiormente il dialogo su questioni prioritarie, imprimendogli un ritmo più regolare e un orientamento più mirato ad assicurare tangibili miglioramenti.