Il raduno annuale della Resistenza Iraniana

Antonio Stango
Radical Party

 60.000 manifestanti per la democrazia in Iran

Una corrispondenza da Parigi di Antonio Stango, membro del Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, sul raduno annuale delle forze che si riconoscono nel Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.Qui, riportiamo un articolo dell'agenzia France Press sullo stesso avvenimento.
 
Sabato 26 giugno Elisabetta Zamparutti, Sergio D'Elia, Yuliya Vassilyeva ed io siamo stati a Parigi, ospiti del raduno annuale degli esuli iraniani che si riconoscono nel Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. L'evento si è svolto nello stadio di Taverny e ha visto la partecipazione di decine
di migliaia di persone (verosimilmente 60.000), provenienti soprattutto da Europa, Medio Oriente, Nord America e Australia.
La delegazione italiana comprendeva fra gli altri Carlo Ciccioli, deputato del PDL (di Ancona, ex Alleanza Nazionale), che ha spesso sottoscritto o co-presentato mozioni, appelli e altri documenti sull'Iran proposti dai parlamentari radicali. Fra le personalità internazionali che hanno preso la parola, da segnalare in particolare gli ex primi ministri spagnolo José Maria Aznar e algerino Sid Ahmed Ghozali, il vice-presidente del parlamento Europeo Alejo Vidal-Quadras (spagnolo, PPE) e l'ex ambasciatore degli Stati Uniti all'ONU John Bolton.
Parlamentari di numerosi Paesi hanno consegnato a Maryam Radjavi, presidente del Consiglio dichiarazioni in favore della resistenza iraniana e per la difesa della comunità di esuli iraniani in Ashraf (Iraq), firmate dalla maggioranza dei membri delle assemblee parlamentari di 23 Paesi, dei quali 18 in Europa (fra i quali Regno Unito, Francia e Italia), nonché Canada, Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Giordania.
Fra i tanti contatti, Elisabetta, Sergio ed io abbiamo parlato con parlamentari della Giordania (paese che andrà alle elezioni fra quattro mesi) a proposito della possibilità di formalizzare ufficialmente la moratoria delle esecuzioni già in vigore de facto; e con Mazim A. Moufarij, un attivista per i diritti umani e giornalista libanese molto impegnato. Inoltre ho ripreso i contatti personali con Sid Ahmed Ghozali, primo ministro algerino fino al 1991, che era stato anche ambasciatore a Parigi e ministro delle Finanze e che attualmente vive in Francia.