IL PE APPROVA LA RISOLUZIONE PER MORATORIA ONU SUBITO. DICHIARAZIONE DI MARCO PANNELLA


Strasburgo, 23 ottobre 2003

Il Parlamento europeo ha approvato all’unanimità la risoluzione che chiede alla Presidenza italiana “di agire senza indugio in modo da presentare una proposta di risoluzione all'assemblea generale Onu che si svolge attualmente a New York, nella quale si chieda l'adozione di una moratoria universale delle esecuzioni capitali”. Mentre il Parlamento europeo per la seconda volta in poco più di un mese chiede all’Italia di mantenere fede agli impegni espressi in tal senso e mentre la Camera dei Deputati si appresta anch’essa ad approvarne una seconda mozione in due mesi, di fronte al permanere delle incertezze da parte della Farnesina, Marco Pannella, Presidente di Nessuno tocchi Caino, ha dichiarato:

“E’ tempo che il Presidente Frattini affermi delle convinzioni, invece di fare dei geroglifici un po' indecenti attorno a delle convenienze.
Nel 1994 all'ONU abbiamo perso solamente per 8 voti, dovuti alla preoccupazione di Singapore e di altri Stati di vedere diminuire la sovranità nazionale rispetto alla proposta di moratoria. Da allora 33 Stati sono divenuti abolizionisti e hanno applicato la moratoria.
Oggi, la Presidenza italiana si è presentata e si presenta annunciando urbi et orbi la convinzione di questa battaglia, ma accattando davvero ogni giorno nell'immondezzaio dei pretesti e degli alibi e cogliendo ogni occasione per agire contro quelle cose per le quali si è impegnata.

Noi di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale Transnazionale stiamo conducendo una battaglia affinché anche nel nostro paese - se possibile e malgrado il Governo italiano - e in Europa si onorino per un minimo le convinzioni che si accettano e si dichiara di accettare, e si smetta di seguire in modo ignobile convenienze stupide e sbagliate.

In questo modo, temo che la Presidenza italiana stia finendo il tempo della credibilità e della decenza. Spero che non sia ancora così, ma l'indecenza e il non essere creduti è quello che la Presidenza italiana rischia e ci fa rischiare”.