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Il Partito radicale in Jugoslavia
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SOMMARIO: L'autore illustra la situazione del Partito Radicale in Jugoslavia, dove sono in corso forti riforme democratiche che mirano all'adesione della Jugoslavia alla Comunità Europea. La presenza dell'iniziativa radicale; l'Associazione Radicale per gli Stati Uniti D'Europa ufficialmente riconosciuta tra le nuove formazioni politiche; il progetto di partecipare alle prossime elezioni del 14 aprile.
(Notizie Radicali n.51 del 2 marzo 1990)
Forse solo la realtà sovietica odierna può essere confrontabile con le resistenze e le spinte innovative che attraversano ugualmente la Jugoslavia. Nazionalismo e comunismo, realtà federale e separatismo e centralismo, conflittualità etnica e religiosa, aspirazioni europee e rivalità ottocentesche, riformismo e conservatorismo: il gran calderone balcanico sembra di nuovo ribollire come ai tempi del declino asburgico.
La palma del socialismo avanzato, antidogmatico e riformista è da tempo perduta e la Jugoslavia ha assistito attonita e perplessa agli sconvolgimenti degli altri paesi comunisti. Poi, un poco alla volta, un po' per l'esempio e un po' per la paura, anche le lente burocrazie comuniste yugoslave hanno iniziato a concedere quello che altrove era stato strappato loro dagli enormi movimenti di protesta, dalle "rivoluzioni delle candele".
E così in Slovenia il partito comunista, che pure era stato protagonista di un prudente ma deciso movimento di riforma democratica affidato specialmente alla "Gioventù socialista", ha dovuto in questi ultimi mesi accelerare il proprio processo di trasformazione al punto da mutare il proprio nome e il proprio simbolo in vista delle prossime elezioni. Una tavola rotonda con le opposizioni ha definito nei mesi scorsi le modalità per elezioni libere e pluraliste.
"Europa subito!" è questo lo slogan con cui gli ex-comunisti sloveni, oggi Partito del rinnovamento democratico, si presenteranno alle urne. E'uno slogan che i radicali conoscono bene, che ha visto il Pr protagonista di manifestazioni a Bruxelles come in tutta Europa, è lo stesso slogan che due anni fa salutava sui muri di Lubiana la convocazione della prima assemblea pubblica ivi tenuta dal Partito radicale. Una coincidenza indubbiamente significativa.
Forse anche a ciò si deve il fatto che proprio con questo partito jugoslavo è stato possibile realizzare per la prima volta un incontro ufficiale ai massimi livelli tra una delegazione radicale (Stanzani, Bonino e Pannella) ed una delegazione del partito rinnovato (il Presidente Ribicic ed i membri della presidenza: Juratovec, Bekes...).
Anche in Croazia il partito comunista si confronta, molto più faticosamente, con le nuove istanze democratiche. Solo nell'ultimo mese infatti è stata approntata "dall'alto" una legge elettorale che consentirà di affrontare con metodo democratico le prossime elezioni repubblicane, previste per il 14 aprile.
Tra i nuovi partiti ed associazioni politiche, recentemente legalizzati, esiste l'Associazione radicale per gli Stati Uniti d'Europa (Rused) con Vito Cesmadziski quale Segretario (membro del Cf del Pr), Vice-Segretario Zeljko Rosko, giornalista, e Zoran Juricin, Tesoriere.
Per iniziativa di questi ed altri radicali croati (si contano, ad oggi, 55 iscritti al Pr in Croazia) è in preparazione una lista elettorale, denominata «Lista federalista europea nonviolenta e verde", che unisce varie componenti del mondo politico croato. In particolare questa coalizione elettorale comprende una parte della disciolta "gioventù socialista croata", esponenti dei gruppi verdi, femministe e altri. Contemporaneamente i radicali croati stanno promuovendo la raccolta di firme per una petizione alle autorità croate e jugoslave e al Parlamento europeo. Tale petizione chiede di adottare tutte le delibere necessarie al fine di consentire alla Jugoslavia di aderire alla Comunità europea «quale primo passo per la creazione degli Stati Uniti d'Europa».
Queste iniziative sono state presentate pubblicamente a Zagabria da Marco Pannella in una affollata assemblea pubblica che ha riscosso una grande attenzione dai media.
In questi giorni si sta qui lavorando al lancio di una grande campagna di iscrizioni sicuramente agevolata dall'interesse dei mass-media, dall'imminenza delle elezioni, ma soprattutto dall'originalità della proposta radicale, anche nella sua valenza transpartitica.
(Notizie Radicali n.51 del 2 marzo 1990)
Forse solo la realtà sovietica odierna può essere confrontabile con le resistenze e le spinte innovative che attraversano ugualmente la Jugoslavia. Nazionalismo e comunismo, realtà federale e separatismo e centralismo, conflittualità etnica e religiosa, aspirazioni europee e rivalità ottocentesche, riformismo e conservatorismo: il gran calderone balcanico sembra di nuovo ribollire come ai tempi del declino asburgico.
La palma del socialismo avanzato, antidogmatico e riformista è da tempo perduta e la Jugoslavia ha assistito attonita e perplessa agli sconvolgimenti degli altri paesi comunisti. Poi, un poco alla volta, un po' per l'esempio e un po' per la paura, anche le lente burocrazie comuniste yugoslave hanno iniziato a concedere quello che altrove era stato strappato loro dagli enormi movimenti di protesta, dalle "rivoluzioni delle candele".
E così in Slovenia il partito comunista, che pure era stato protagonista di un prudente ma deciso movimento di riforma democratica affidato specialmente alla "Gioventù socialista", ha dovuto in questi ultimi mesi accelerare il proprio processo di trasformazione al punto da mutare il proprio nome e il proprio simbolo in vista delle prossime elezioni. Una tavola rotonda con le opposizioni ha definito nei mesi scorsi le modalità per elezioni libere e pluraliste.
"Europa subito!" è questo lo slogan con cui gli ex-comunisti sloveni, oggi Partito del rinnovamento democratico, si presenteranno alle urne. E'uno slogan che i radicali conoscono bene, che ha visto il Pr protagonista di manifestazioni a Bruxelles come in tutta Europa, è lo stesso slogan che due anni fa salutava sui muri di Lubiana la convocazione della prima assemblea pubblica ivi tenuta dal Partito radicale. Una coincidenza indubbiamente significativa.
Forse anche a ciò si deve il fatto che proprio con questo partito jugoslavo è stato possibile realizzare per la prima volta un incontro ufficiale ai massimi livelli tra una delegazione radicale (Stanzani, Bonino e Pannella) ed una delegazione del partito rinnovato (il Presidente Ribicic ed i membri della presidenza: Juratovec, Bekes...).
Anche in Croazia il partito comunista si confronta, molto più faticosamente, con le nuove istanze democratiche. Solo nell'ultimo mese infatti è stata approntata "dall'alto" una legge elettorale che consentirà di affrontare con metodo democratico le prossime elezioni repubblicane, previste per il 14 aprile.
Tra i nuovi partiti ed associazioni politiche, recentemente legalizzati, esiste l'Associazione radicale per gli Stati Uniti d'Europa (Rused) con Vito Cesmadziski quale Segretario (membro del Cf del Pr), Vice-Segretario Zeljko Rosko, giornalista, e Zoran Juricin, Tesoriere.
Per iniziativa di questi ed altri radicali croati (si contano, ad oggi, 55 iscritti al Pr in Croazia) è in preparazione una lista elettorale, denominata «Lista federalista europea nonviolenta e verde", che unisce varie componenti del mondo politico croato. In particolare questa coalizione elettorale comprende una parte della disciolta "gioventù socialista croata", esponenti dei gruppi verdi, femministe e altri. Contemporaneamente i radicali croati stanno promuovendo la raccolta di firme per una petizione alle autorità croate e jugoslave e al Parlamento europeo. Tale petizione chiede di adottare tutte le delibere necessarie al fine di consentire alla Jugoslavia di aderire alla Comunità europea «quale primo passo per la creazione degli Stati Uniti d'Europa».
Queste iniziative sono state presentate pubblicamente a Zagabria da Marco Pannella in una affollata assemblea pubblica che ha riscosso una grande attenzione dai media.
In questi giorni si sta qui lavorando al lancio di una grande campagna di iscrizioni sicuramente agevolata dall'interesse dei mass-media, dall'imminenza delle elezioni, ma soprattutto dall'originalità della proposta radicale, anche nella sua valenza transpartitica.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
08/10/2008
Ex- Jugoslavia
CASO KADIJEVIC/SENATORI RADICALI PRESENTANO INTERROGAZIONE:
“I MINISTRI FRATTINI E ALFANO SUPPORTINO AUTORITA’ CROATE PER OTTENERE DA MOSCA ESTRADIZIONE EX GENERALE SERBO”.
23/05/2007
Ex- Jugoslavia
Decennale Telekom Serbia. Radicali inviano ai Senatori libro di Giulio Manfredi sull'affaire: "Non smettiamo di chiedere a chi governava all'epoca una chiara assunzione di responsabilità"
07/10/2006
Ex- Jugoslavia
Lettera di Marco Pannella letta al convegno “Bastione d’amore – movimento per la pace” svoltosi a Zagabria
Rassegna stampa
19/07/2010
Radio Radicale
Marina Sikora
Ultime mosse di Belgrado e Pristina prima della decisone della Corte Internazionale di Giustizia sullo status del Kosovo
23/07/2008
Il Riformista
Massimiliano Pasquale
SENZA L'AIUTO DI BELGRADO NON AVREMMO CATTURATO KARADZIC
09/08/2007
Corriere Magazine
Livia Michilli
IMPRENDITRICI DI TUTTI I BALCANI, UNITEVI (E FATE LOBBY)
Documenti
28/07/1998
Ex- Jugoslavia Interrogazioni (PE)
Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (ARE) al Consiglio e risposta
13/07/1998
Ex- Jugoslavia Interrogazioni (PE)
Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (ARE) alla Commissione e risposta data dal sig. van den Broek in nome della Commissione
17/05/1993
Documenti generici Ex- Jugoslavia
RASSEGNA STAMPA DEI QUOTIDIANI CROATI E SLOVENI DEL 17.05.1993
27/04/1993
Documenti generici Ex- Jugoslavia
RASSEGNA DEI MASS-MEDIA CROATI, DAL 23 AL 27 APRILE, sull' ASSEMBLEA RADICALE di ZAGABRIA del 24 APRILE 1993











