Il fronte anti Fidel un po' si organizza e un po' si divide a Cuba


Il Foglio

Roma. Sono 1.200.000 persone quelle che Fidel Castro ha mandato in piazza per una "marcia antiterrorista", cui ha preso parte come ospite d'onore l'ex presidente sandinista del Nicaragua, Daniel Ortega. Ufficialmente l'obiettivo della manifestazione era Luis Posada Carriles, un esule di 77 anni finito a Miami dopo essere stato amnistiato a Panama, e che è accusato di essere stato in passato protagonista di vari atti terroristici: dall'abbattimento di un aereo nel 1915, per cui ne richiede l'estradizione il Venezuela, a una serie di azioni contro hotel nel 1997 in cui morì un turista italiano, all’organizzazione di un attentato contro Castro durante un viaggio nel 2000 a Panama. Posada Carriles è stato appena arrestato dalle autorità statunitensi, e non certo per effetto della "mobilitazione" del regime.
L'obiettivo vero, dunque, è quello di intimidire l'Asamblea para Promover la Sociedad Civil en Cuba, come si chiama l'evento che la dissidente Marta Beatriz Roque Cabello sta organizzando per il 20 maggio con la partecipazione di 365 organizzazioni: un arcipelago che va da gruppi per la difesa dei diritti umani alle biblioteche indipendenti. "Il nostro obiettivo è discutere problemi vincolati allo sviluppo della società civile nel nostro paese", spiegano la Roque e gli altri due promotori dell'Assemblea, Félix Antonio Bonne Carcassés e René de Jesus Gémez Manzano. Tutti e tre con pesanti esperienze nel loro passato. L'economista Roque e gli avvocati Bonne Carcassés e G6mez Manzano furono tre dei quattro firmatari dell'appello "La Patria è di Tutti", con cui si chiedeva al V Congresso del Partito comunista cubano del 'giugno1997 di procedere a riforme pluraliste. Il documento aveva seguito il procedimento formalmente richiesto dalla legge per sottoporre mozioni ai congressi del Pcc, ma i quattro finirono in galera con pene tra i tre anni e mezzo e i cinque.
Roque è stata poi di nuovo tra le vittime del giro di vite del mazzo 2003, ricevendo vent'anni, anche se la pena è stata poi sospesa per i suoi problemi cardiaci. L'Assemblea è-fortemente appoggiata negli Stati Uniti, dove una sottocommissione della Camera dei rappresentanti ha appena approvato una risoluzione di solidarietà. Hanno detto che tenteranno di esserci Marco Pannella, Emma Bonino e una quindicina di eurodeputati di varie provenienze, anche se c'è poi una lista di protagonisti della transizione al comunismo all'est che dopo aver annunciato la loro adesione hanno però fatto sapere di non essere in condizione di ottenere i visti, Tra di loro quattro ex presidenti: il polacco Lech Walesa, il sovietico Michail Gorbaciov, il cecoslovacco Vaclav Havel e il lituano Vytautas Landsbergis. Anche l'ex refusnik ebreo russo ed ex ministro israeliano Nathan Sharanski. Le ambasciate europee all'Avana manifestano preoccupazione, ritenendo che l'iniziativa possa innescare una nuova spirale di repressione contro il dissenso.
E anche l'opposizione anticastrista non è unanime. In particolare, non hanno aderito all'Assemblea i promotori del Proyecto Varela, che hanno inviato 11.029 firme all'Assemblea nazionale per chiedere l'indizione di un referendum su riforme pluraliste. Tra loro il leader del Movimento cristiano di Liberazione Oswaldo Payà Sardinas, premio Sacharov del Parlamento europeo. E il socialdemocratico Vladimiro Roca Antunez, che fu il quarto firmatario del manifesto "La Patria è di Tutti", e che con cinque anni ne ebbe la pena più pesante: economista, ex pilota da caccia, figlio del fondatore del Partito comunista cubano, e appoggiato dai Ds italiani. Il dissidio non è nuovo. A loro volta i tre promotori dell'Assemblea non appoggiarono il Progetto Varela, vedendo nel diktat con cui Castro ha imposto l"'irrevocabilità " del carattere socialista della Costituzione la conferma dell'impossibilità di fare affidamento sui margini teoricamente offerti dal regime.