Il compleanno silenzioso di San Suu Kyi. Spengo le candeline con te

Yoani Sánchez
Notizie Radicali

Aung San Suu Kyi ha compiuto ieri 65 anni e Obama ha inviato i suoi auguri di buon compleanno a un premio Nobel per la Pace in stato di detenzione. Soffro al pensiero di sapere che una voce non conforme come la leader dell’opposizione del Myanmar - vittoriosa nelle elezioni birmane del 1990 - si trovi ancora agli arresti domiciliari dopo anni passati dietro le sbarre. Noi possiamo fare veglie di preghiera e cortei per liberarla, certo non a Cuba dove si conosce appena la sua esistenza e dove il solo problema pare essere la liberazione dei cinque eroi prigionieri dell’impero. Aung San Suu Kyi è una donna coraggiosa che lotta per i diritti umani, per una Birmania democratica, per la libertà e per la giustizia. Bene ha fatto Barack Obama a rivolgere un appello al governo birmano per la sua liberazione incondizionata e di tutti i prigionieri politici.

La situazione cubana è simile, pure noi abbiamo cittadini in galera colpevoli soltanto di aver espresso opinioni non conformi, altri che sono scesi in sciopero della fame per chiedere il rispetto dei loro diritti, altri ancora che sollecitano un permesso di uscita dal Paese per ricongiungersi ai familiari. Sogno un futuro dove i non conformi non verranno incarcerati e potranno esprimere liberamente le loro idee per costruire un mondo migliore. Spengo le candeline del sessantacinquesimo compleanno insieme ad Aung San Suu Kyi che in questo momento sta offrendo il pranzo agli operai al lavoro per sistemare la sua cadente abitazione. Hanno organizzato una festa in suo onore, ma lei non può raggiungere Rangoon, il suo governo la considera un pericolo, anche se è colpevole soltanto di volere una Birmania libera. Il suo Paese tiene in prigione oltre duemila dissidenti, persone che chiedono la possibilità di parlare, non pericolosi delinquenti o terroristi internazionali. Saranno piantati ventimila alberi in tutta la Birmania, per appoggiare una lotta non violenta e fare festa nel giorno del suo compleanno.

Lo faranno amici e compagni di partito della leader birmana, rischiando in prima persona per manifestare il dissenso verso un governo che nega la libertà di espressione. Mi unisco all’appello dei birmani e lo estendo a tutti gli uomini liberi: voi che avete la libertà, usatela per promuovere la nostra. Ne abbiamo bisogno.