Il boia e il triste primato della Cina


È in arrivo il Rapporto 2010 di Nessuno tocchi Caino sulla pena di morte nel mondo, curato come la, scorsa edizione da Elisabetta Zamparutti e pubblicato da Reality Book Sabato prossimo alle 10.30 la presentazione a Roma nella sede del Partito Radicale Transnazionale in via di 'torre Argentina 76. Contestualmente l'organizzazione che dal 1993 si batte per la moratoria delle esecuzioni capitali consegnerà a Jean Ping, presidente della Commissione dell'Unione Africana (l'organizzazione sopranazionale che raccoglie tutte le nazioni africane tranne il Marocco), il premio l'Abolizionista dell'anno. È dal 1998 che Nessuno tocchi Caino pubblica un Rapporto annuale in italiano e in inglese che fa il punto sulla situazione della pena capitale a livello planetario. Dopo il voto e la ratifica della moratoria universale della pena di morte da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, obiettivo raggiunto alla fine del 2007 e ascrivibile anche al lavoro dell'organizzazione affiliata al Partito Radicale e guidata da Sergio D'Elia, Nessuno Tocchi Caino ne monitora puntualmente l'attuazione. Un anno fa il Rapporto ha confermato alla Cina il triste primato delle condanne a morte, che 1'anno precedente erano state non meno di 5.000. Sicuramente di più, ipotizzando che di alcune non si sia avuta e i notizia. I numeri percentuali rendono meglio conto dell'impressionante primo posto: le esecuzioni cinesi costituiscono 1'87,3 per cento di quelle avvenute in tutto il mondo. Si fa fatica a credere che alcuni anni fa le cifre fossero di parecchio superiori. A partire dall'inizio del 2007 in particolare, con l'entrata in vigore di una nuova normativa che lascia alla Corte Suprema la parola finale su ogni singola condanna a morte, la tendenza alla diminuzione si è fatta più significativa. Secondo quanto si apprende dalle anticipazioni, il Rapporto 2010 conferma la direzione genera le verso l'abolizione della pena, di morte. La Cina mantiene ovviamente il proprio primato, ancora seguita dall'Iran, che lo scorso anno la staccava comunque di varie migliaia di unità (346 le condanne eseguite nel 2008 di cui Nessuno tocchi Caino aveva avuto notizia). Il boia di bronzo finisce invece, all'Iraq, che nella,scorsa edizione compariva solo al settimo posto dopo Arabia Saudita, Corea del Nord, Stati Uniti e Pakistan. Nel 2007 e nel 2008 erano stati 26 i Paesi che si erano serviti della condanna capitale. Vedremo se nel 2009 qualcuno di questi è uscito dall'orrido elenco. Nel continente europeo è la sola Bielorussia a continuare a farne uso. © 2010 Terra. Tutti i diritti riservati