38° Congresso del Partito Radicale Transnazionale (Ginevra dal 4 al 7 di Aprile 2002)


MOZIONE GENERALE
Il 38° Congresso del Partito Radicale Transnazionale
riunito a Ginevra dal 4 al 7 di Aprile 2002,
 
saluta
la presenza di decine di rappresentanti e militanti del movimento dei diritti civili e politici che, in tante parti del mondo, si battono per difendere e affermare le ragioni della libertà e dignità della persona e il valore universale del rispetto dei diritti umani fondamentali;
 
rende omaggio,
in loro, alle voci dei dissidenti, degli esiliati, degli oppressi, degli uomini e delle donne di governo, di cultura e di scienza, che, nel corso degli ultimi sette anni, hanno parlato dalla tribuna dell’ONU, a nome del Partito Radicale Transnazionale, per denunciare le stragi di vita, diritto e legalita’ che si andavano consumando in tutto il mondo, opponendo loro la forza della nonviolenza, del dialogo e della lotta civile;
 
proclama,
con loro, il diritto alla vita, alla libertà e alla democrazia patrimonio universale e indivisibile della persona umana;
 
ringrazia
le migliaia di cittadini, soprattutto italiani, che, dal 1995 ad oggi, hanno continuato a sostenere e finanziare la vita, le ragioni e l’attività del Partito Radicale Transnazionale sugli obiettivi stabiliti al 37° Congresso, a partire dall'istituzione della Corte Penale Internazionale, che raggiungerà entro pochi giorni le 60 ratifiche necessarie per la sua entrata in funzione, e dalla moratoria universale delle esecuzioni capitali, nonché sulle lotte di libertà e liberazione di individui e di popoli oppressi e perseguitati;
 
il Segretario, Olivier Dupuis, e il Tesoriere, Danilo Quinto, per quanto hanno saputo fare in condizioni difficilissime nel corso di questi anni;
 
le molte migliaia di cittadini che hanno messo in causa la propria libertà, la propria salute, la propria vita – e per tutti salutiamo e onoriamo la memoria del radicale giornalista Antonio Russo - con i Satyagraha, gli scioperi della fame e della sete, la disobbedienza civile per la vita del diritto e il diritto alla vita, in Cecenia come in Laos, in Tunisia come in Vietnam, in Cina come nell’Unione Europea, in Tibet come in Afghanistan e in tutto il mondo;
 
Il 38° congresso del Partito Radicale Transnazionale
 
considerando che:
benché la maggioranza assoluta dei paesi membri delle Nazioni Unite abbia costituzioni democratiche, quasi interi continenti, a cominciare da quello asiatico ed africano (con poche, seppur importanti, eccezioni) dopo avere sperimentato il fallimento delle "rivoluzioni" comuniste e "nazionali", stanno complessivamente ripiegando verso modelli autoritari di controllo della vita civile e sociale, o verso forme di autoritarismo su base etnica, religiosa o nazionale;
 
ai diritti dell'individuo, come principio dell'ordinamento giuridico, è sempre più contrapposta, a livello internazionale, la forza di progetti di modernizzazione che adattano al nuovo quadro politico le caratteristiche fondamentali delle "rivoluzioni" nazionalistiche, corporative e tecnocratiche, che hanno in realtà unito e accomunato, con tremende conseguenze storiche, tanto l'esperienza dei regimi fascisti quanto quella di quelli comunisti;
 
il fondamentalismo religioso rappresenta un fattore di persecuzione e di destabilizzazione politica e quindi contrasta con la stessa possibilità di costruire una base di unità legittima e riconosciuta per uno stato e per i suoi cittadini;
 
la laicità delle istituzioni, la netta separazione fra religione e politica, la libertà religiosa e di coscienza, il diritto di professare qualsiasi fede e di praticare il proselitismo religioso, sono diritti inalienabili e devono essere tutelati da leggi e istituzioni internazionalmente riconosciute e garantite;
 
la minaccia dei fondamentalismi religiosi rende ancora più urgente il lancio di una grande "offensiva democratica", cominciando da quei Paesi dove classi dirigenti alternative si sono andate costituendo attraverso lotte estremamente difficili e rischiose contro gli establishment politici conservatori attualmente al potere;
 
accanto al fondamentalismo di stampo teocratico, che contraddistingue molti Paesi del sud del mondo, anche i Paesi occidentali sono minacciati da forme di clericalismo o di "stato etico", che mirano a limitare i diritti individuali riconosciuti nell'ordinamento civile ed a ridurre la libertà dei cittadini;
 
la conseguenza più nefasta della subordinazione delle libertà civili ai dettami etici e religiosi è l'enorme diffusione delle legislazioni "proibizioniste", che si estendono anche ad aspetti fondamentali della vita civile quali la ricerca medica e scientifica, il diritto di famiglia, i comportamenti sessuali e le pratiche spirituali e religiose;
 
se i paesi del nord del mondo continuano a subire le gravi conseguenze del proibizionismo sulle droghe, i paesi del sud, a cominciare dai paesi cosiddetti produttori, sono sistematicamente asserviti, per effetto delle legislazioni proibizioniste, a forme di controllo politico ed economico criminale, che ne distruggono il tessuto sociale e civile;
 
il processo di globalizzazione degli scambi economici, della produzione e del lavoro costituisce una condizione fondamentale di lotta alla povertà, di promozione sociale e di diffusione del sapere e del benessere materiale e comporta pertanto l'abolizione di tutte le barriere – a cominciare da quelle protezionistiche in campo agricolo e industriale messe in atto dai paesi del nord del mondo – che ne impediscono il pieno e completo sviluppo;
un processo di globalizzazione economica che non comporti l'universalizzazione dei diritti della persona e dei principi di libertà politica contrasterebbe con la nozione classica di unità e indivisibilità dei diritti umani e finirebbe per inaridire il flusso di maggior benessere che esso stesso ha attivato;
 
l'alleanza antiterrorista internazionale conseguente ai tragici attentati dell'11 settembre presta formidabili ragioni propagandistiche e giustificazioni politiche ai regimi, come quello cinese o russo, che vogliono soffocare il dissenso e le minoranze interne ovvero promuovere le proprie residue ambizioni "imperiali" o post-coloniali con l'alibi della lotta al terrorismo;
 
i Ceceni, gli Uiguri, i Tibetani, e molti altri popoli e minoranze culturali, etniche e religiose, sono di già vittime "incolpevoli" di questa alleanza e rischiano di essere definitivamente sacrificati sull'altare dell'emergenza terroristica;
 
la globalizzazione dei diritti e l'esportazione della democrazia costituiscono insieme dovere politico ed interesse economico dei paesi democratici; in caso contrario, finirebbe per essere minacciata la stessa libertà e sicurezza che ad una parte del mondo è stata garantita nell'ultimo secolo dalla forza e dalla legittimità delle istituzioni democratiche;
 
a questo proposito, non vi sono esempi di organizzazione politico-istituzionale internazionale - a vocazione non regionale e non settoriale- che abbiano tra i requisiti di appartenenza e fra le proprie finalità costitutive effettive quelli della promozione e tutela della democrazia e dello stato di diritto;
 
il Diritto, e la Democrazia non sono semplicemente obiettivi da promuovere sul piano internazionale, e nei singoli stati, ma sono un processo politico che va affidato al governo di istituzioni internazionali comuni e responsabili; la "globalizzazione della democrazia" cesserà di essere un auspicio od una finalita’ meramente ordinatoria quando sarà affidata ad una vera e propria istituzione con strumenti effettivamente sanzionatori, in un quadro di legalità internazionale che ne definisca il ruolo e ne garantisca le prerogative, come avviene per la prima volta - nell’ambito che le è proprio - con la Corte Penale Internazionale;
 
l'Unione Europea sembra avere perduto l'ispirazione politica dei suoi fondatori, che individuavano nella soluzione "federalista" lo strumento di tutela della libertà, della sovranità e della pace dei paesi europei, tanto che il processo di allargamento dell'UE, e il tentativo di costituzionalizzazione dell'Unione, attraverso la Convenzione Europea, rischia sempre piu’ di contraddistinguersi con il rafforzamento di principi e regole di funzionamento intergovernative e di modelli di organizzazione burocratici e partitocratici, che compromettono le caratteristiche fondamentali di un assetto federalista e democratico;
 
a questa Europa che ha fallito innanzitutto alla ambizione di attuare una comune politica estera, è indispensabile contrapporre l’obiettivo dell’integrazione di Israele all’Unione europea, nella consapevolezza che solo l'ancoraggio ad un continente che ha contratto con il popolo ebraico un debito inestinguibile, possa scongiurare tanto le rovinose illusioni israeliane in una politica di sicurezza fondata sui soli strumenti dell’"emergenza" e della difesa armata, quanto le minacce militari e terroristiche alla pace e alla sicurezza di Israele;
 
la minaccia "interna" alle istituzioni democratiche nei paesi liberi viene innanzitutto dalla violazione dei principi di diritto e legalità, astrattamente recepiti nella lettera delle Leggi, e concretamente contraddetti nella pratica del potere.
 
affermando che
quanto espresso sin qui costituisce finalità e base dell'impegno e dell'organizzazione politica del Partito Radicale Transnazionale;
 
Considerando che:
- Il partito rimane oggi partito di iscritti quasi esclusivamente italiani, in buona parte coinvolti anche nell’attività di Radicali italiani; che l’invito da noi rivolto innanzitutto agli "oppressi di tutto il mondo", cosiccome a ciascun cittadino che abbia a cuore la vita transnazionale del diritto alla libertà e alla democrazia, è stato accolto finora – non poteva essere altrimenti – da rappresentanti di popoli, movimenti, associazioni che si battono, anche al nostro fianco, su quegli obiettivi; molti di loro interverranno al nostro Congresso e la loro stessa presenza costituisce un fatto politico di enorme portata; che è però condizione necessaria, per un partito che si proponga come strumento concretamente utile e decisivo, coinvolgere un consistente numero di non italiani anche con responsabilità dirigenti;
 
- Il partito non dispone di forme di collegamento con altri soggetti organizzati: esistono legami profondi ed indispensabili con i soggetti dell’area radicale, che infatti sono stati invitati a relazionare a questo congresso; tali legami sono però il risultato di rapporti di fiducia – certo, politica - consolidati negli anni e incarnati dalla storia stessa delle persone che vi esercitano responsabilità; la trasformazione di tali legami in rapporti strutturati - anche attraverso la creazione di appropriate sedi di confronto e dibattito – si rende indispensabile sia per mantenere la condivisione di "missioni strategiche fondamentali", sia per consentire nuovi legami con soggetti "altri" rispetto alla storia radicale;
 
- Il partito non dispone di un modello adeguato di organizzazione, di struttura e di reperimento delle necessarie risorse economiche e finanziarie, e ciò in un contesto di grave situazione economica-finanziaria, illustrata dal Tesoriere; il partito dispone unicamente del modello di funzionamento corrispondente alla situazione attuale, cioè di una vita di partito garantita dall’attività politica e dai risultati – anche elettorali – realizzati sul fronte italiano dai soggetti che di volta in volta su quel fronte operano; naturalmente tali risultati sono a loro volta il prodotto anche dell’iniziativa del partito, ma se il nostro obiettivo si limitasse a provocare positive ricadute sul fronte italiano ci rassegneremmo a un obiettivo di natura ben diversa da quella della costituzione della prima "internazionale nonviolenta del stato di diritto";
 
- A parte le campagne classiche del partito, ereditate dalla mozione del ’95, sia le proposte politiche "di merito" che quelle relative al modello di partito sono circolate in modo sicuramente limitato e inadeguato, senza la possibilità di strutturare un vero e proprio dibattito congressuale, che consentisse la preparazione di un confronto aperto, che cioè fornisse a ciascun iscritto gli strumenti per intervenire in modo pieno ed effettivo nel merito di proposte e scelte alternative già note con un adeguato anticipo;
 
Decide:
  • di tenere aperti i propri lavori fino alla seconda fase congressuale da tenersi entro novembre; si da’ l’obiettivo di arrivare alla seconda sessione con un Congresso che prefiguri, e in parte già rappresenti, il partito degli "oppressi di tutto il mondo", soggetto transnazionale e transpartito ad adesione diretta in grado di operare allo stesso giorno e alla stessa ora in molti Paesi e in molti Parlamenti, come vera e propria internazionale nonviolenta dello stato di diritto; per quella data sara’ necessario, in particolare, predisporre un progetto di partito che ne indichi non solo le linee d’azione politica, ma anche le modalita’ di vita, di organizzazione, di reperimento delle necessarie risorse economico-finanziarie;
  • di dare massima diffusione possibile ai documenti scritti e audiovideo della prima sessione congressuale, facendone materiale di avvio di un dibattito congressuale lungo sette mesi, da svolgere con il coinvolgimento innanzitutto degli iscritti, dei parlamentari e delle personalita’ politiche, della società e della cultura a livello transnazionale;
  • di intraprendere ogni possibile iniziativa affinché anche persone e forze oggi non impegnate nel PRT, ma potenzialmente interessate a coordinare sul piano e in una prospettiva transnazionale le battaglie di democrazia, di libertà e di nonviolenza, decidano di fare del partito uno dei propri strumenti di lotta, concorrendo, attraverso l’iscrizione individuale e l’adesione come soggetti organizzati al suo rilancio politico;
  • di eleggere in via transitoria un Presidente-Coordinatore del Partito, al quale sono affidati i poteri di Segretario e Tesoriere nell’esecuzione del mandato congressuale;
  • di istituire un Comitato dei Presidenti composto da 4 persone elette dal Congresso, tra cui un Presidente del Congresso, un Presidente del Consiglio Generale, un Presidente della Direzione, un Presidente del Senato, più un Presidente designato da Radicali Italiani.
  • Di confermare il Consiglio generale, nell’attuale composizione, nonché la Direzione politica;
  • di invitare Radicali italiani, la Delegazione radicale al Parlamento europeo, Non c’è pace senza giustizia, Nessuno tocchi Caino, Esperanto Radikala Asocio, Coordinamento radicale antiproibizionista, Radio radicale/centro di produzione, TASS/Centro di ascolto per l’informazione radiotelevisiva, l’Associazione radicale antimilitarista a divenire i primi soggetti "Costituenti il partito radicale", modificando i propri statuti e designando i rispettivi rappresentanti nel Senato del partito;
indica come prioritarie le iniziative politiche volte a
individuare le modalità di realizzazione, a partire delle esperienze compiute per la situazione in Afghanistan, in Cecenia ed in Italia, un satyagraha lungo un anno, per promuovere un processo politico che faccia dell'instaurazione della democrazia e del regime delle libertà una priorità della comunità internazionale;
 
fare delle lotte per la libertà della Cecenia, dell’Uighuristan e del Tibet obiettivo politico prioritario, non solo al fine di tutelare la concreta possibilità di salvezza umana e civile di popoli e individui che sono minacciati da tremende campagne di odio, persecuzione e genocidio, ma anche per riproporre il tema, assolutamente decisivo per gli scenari geopolitici internazionali, della democratizzazione e liberazione civile degli "imperi" russo e cinese;
 
promuovere, anche in risposta alla minaccia del terrorismo, un’ "offensiva democratica" per l'ingresso di Israele nell’Unione europea, e per l'instaurazione della democrazia in Tunisia;
 
rilanciare la campagna per la riforma delle convenzioni internazionali in materia di droga, sulla base degli studi prodotti nell'ultimo decennio dal Cora-Coordinamento Radicale antiproibizionista e dalla Lia-Lega Internazionale Antirpoibizionista, collaborando altresi con quanti, nei cosiddetti "paesi produttori", individuano nella legalizzazione delle droghe la condizione essenziale per la rinascita civile ed economica;
 
individuare tutte le iniziative opportune affinché vengano precisati al più presto obiettivi concreti sul tema dell’Organizzazione mondiale della democrazia, a partire dalla proposte emerse dal dibattito congressuale, per la "Communities of Democracies", per l’istituzione di una Corte Mondiale dei Diritti Umani o di una Corte Costituzionale Internazionale;
 
elaborare le basi di una campagna per l'integrazione dei paesi balcanici e caucasici nell’Unione europea e per l' "esportazione" del sistema democratico nel continente asiatico, valorizzando il contributo non riconosciuto della democrazia indiana e contrastando l'avanzante diffusione del "modello cinese";
 
dare la massima priorità politica al reperimento di nuove fonti di finanziamento (attraverso fondazioni, enti istituzionali, o accordi con altri soggetti politici).
 
saluta
la partecipazione della lista "Studenti Antiproibizionisti" alle prime elezioni europee online, a colleggio unico, che si terranno tra il 9 e il 23 maggio 2002 per la formazione del "Consiglio europeo degli studenti".
Questa iniziativa offre infatti al movimento radicale l'opportunità di raggiungere milioni di studenti di tutta Europa per raccogliere adesioni su un manifesto antiproibizionista sulla scienza, sulla droga e sul sesso, e rappresenta un importante strumento per la ripresa dell'iniziativa politica radicale sulla rete a livello transnazionale.
 
NORME TRANSITORIE PER L'ISTITUZIONE DEL SENATO DEL PARTITO
a- Funzioni.
Il Senato:
1 – Esprime un parere sulle proposte di modifica dello Statuto
2 – In caso di inadempienza degli obblighi statutari da parte di un organo del Partito, il Senato, su iniziativa del Presidente, subentra nell’esercizio dell’organo inadempiente limitatamente agli atti necessari a ripristinare la legalità statutaria.
3 – Esprime, su iniziativa del Presidente o su richiesta del Segretario e del Tesoriere, un parere preventivo sui progetti proposti da uno o più costituenti, dalle associazioni radicali, dalle associazioni e gruppi non radicali federati al Partito.
4 – Può richiedere per iscritto al Segretario e al Tesoriere del Partito, e ai segretari e ai tesorieri dei soggetti costituenti/fondatori, informazioni e chiarimenti sulle politiche finanziarie. Le informazioni e i chiarimenti devono essere comunicati in forma scritta.
b – I soggetti costituenti.
Ciascun soggetto inserisce nel proprio statuto la dizione: "costituente il PRT". Tale dizione potrà essere eliminata secondo le proprie modalità di modifica statutaria, con l’effetto di far decadere l’inclusione del soggetto dallo statuto del partito. In caso di "non consensualità" da parte degli organi esecutivi del Partito, la decisione di eliminare la dizione diviene esecutiva dopo un minimo di 10 mesi di preavviso;
Per l’inserimento di nuovi soggetti costituenti è necessario l’assenso preventivo del Senato che decide a maggioranza semplice.
c - La composizione
Per ciascuno dei soggetti costituenti indicati, fanno parte del Senato le due persone che ricoprono le massime responsabilità interne e nei confronti di terzi. I senatori devono avere i pieni poteri di rappresentanza dei soggetti che li esprimono. Segretario e Tesoriere del Partito sono invitati senza diritto di voto.
I senatori partecipano ai lavori del Consiglio generale senza diritto di voto.
La carica di Senatore è incompatibile con altre cariche del Partito.
d - funzionamento
Il Senato, convocato dal Presidente con almeno tre giorni di preavviso ogniqualvolta lo ritenga necessario e comunque almeno ogni 2 mesi, delibera a maggioranza semplice, quando sia presente almeno la metà dei suoi componenti.
Quando manchi il quorum, il Presidente lo riconvoca dopo tre giorni. Nel caso che il quorum manchi per due convocazioni consecutive, alla terza decide il Presidente, sui punti all’ordine del giorno della prima convocazione.
e - regolamento
Il Senato approva il proprio regolamento in occasione della prima riunione.