Home ›
Human Rights Watch: Vengano aperti gli Altopiani Centrali agli osservatori internazionali.Occorre immediatamente investigare sulle uccisioni documentate dei manifestanti Montagnard
(New York, 22 Aprile 2004)- Human Rights Watch ha dichiarato oggi che a quanto sembra forze di sicurezza vietnamite si sono coordinate con civili armati per attaccare selvaggiamente alcuni manifestanti montagnard nel corso di più di una dozzina di manifestazioni di massa svoltesi nel week-end di Pasqua.
“La comunità internazionale deve prendere subito l’iniziativa ed insistere affinché il Vietnam consenta a osservatori indipendenti di condurre indagini approfondite ed imparziali negli altopiani” ha detto Dinah PoKempner, direttore generale di Human Rights Watch. “Stiamo ricevendo resoconti allarmanti secondo cui decine di manifestanti sono stati feriti nel corso delle manifestazioni e alcuni picchiati fino alla morte.”
Secondo media statali vietnamiti e resoconti indipendenti, il 10 e l’11 Aprile nelle province di Dak Lak Gia Lai e Dak Nong , negli Altopiani Centrali, si sono verificate sommosse su larga scala che hanno visto coinvolti tra i 10,000 e i 30,000 esponenti delle minoranze indigene montagnard.
Attivisti montagnard in Vietnam e all’estero sostengono che il loro movimento chiede pacificamente la libertà religiosa e la restituzione delle terre ancestrali negli Altopiani Centrali. Il governo vietnamita accusa elementi “anti-governativi” e “contro-rivoluzionari” di istigare i Montagnard a chiedere uno stato indipendente.
Human Rights Watch ha ricevuto resoconti di prima mano secondo cui la mattina del 10 Aprile forze di sicurezza e ufficiali in borghese, armati di spranghe metalliche, pale, clavi piene di chiodi, machete e catene hanno attaccato i manifestanti montagnard in più di una dozzina di località a Buon Ma Thuot, capitale della provincia di Dak Lak. Secondo i testimoni, i manifestanti non erano armati sebbene alcuni di essi, dopo l’attacco, si siano difesi lanciando pietre alla polizia.
In dodici testimonianze pervenute a Human Rights Watch, fonti da sette differenti località nelle province di Dak Lak, Gia Lai e Dak Nong raccontano di aver visto la polizia vietnamita e alcuni civili al servizio della polizia, picchiare i manifestanti. I media statali vietnamiti hanno riportato l’uccisione di due persone- una gettata da un altro manifestante giù da un dirupo e l’altra finita sotto un trattore guidato da alcuni Montagnard. Pur essendo impossibile verificare il numero delle vittime dal momento che il governo continua a negare l’accesso agli osservatori stranieri, Human Right Watch tuttavia ha ricevuto finora resoconti attendibili da parte di testimoni, secondo cui almeno 10 Montagnard sono stati uccisi—uno a seguito di un colpo di arma da fuoco alla testa e gli altri a seguito di pestaggi- e centinaia sono rimasti feriti.
In più di una decina di località gli scontri sono scoppiati quando le forze di sicurezza e alcuni vietnamiti in tenuta borghese hanno bloccato i manifestanti sulla strada per Buon Ma Thuot e sulla la strada di Phan Chu Trinh, a nord-ovest della città; presso il ponte di Ea Knir sulla strada proveniente dal comune di Ea Kao, che si trova a est della città; e presso tre località lungo la strada che conduce al distretto urbano di Krong Pak, a nord est della città, inclusi i ponti di Ea Pak e Krong Ana. In modo particolarmente duro sono stati colpiti sulla strada di Phan Chu Trinh 3,000 manifestanti provenienti da diversi villaggi del distretto di Cu Mgar, a nord ovest di Buon Ma Thuot.
“Le forze di sicurezza erano ben preparate ai manifestanti” , ha detto PoKempner. “ Avevano preparato delle imboscate in punti chiave come ponti, e lungo le principali strade nella città, e avevano radunato persone vestite in abiti civili, dotate di armi rudimentali per bloccare le strade e attaccare i manifestanti”.
Ufficiali di sicurezza hanno confiscato e bruciato centinaia di trattori agricoli e rimorchi improvvisati su cui stavano viaggiando i Montagnard e che erano stati riempiti di cibo e rifornimenti in previsione di diversi giorni di manifestazione.
Nella provincia di Gia Lai, media statali vietnamiti hanno riportato che il 10 aprile manifestanti provenienti dai distretti di Ayun Pa, Cu Se, Dak Doa, Duc Co e Chu Prong si sono riuniti presso gli uffici dell’amministrazione provinciale nella città di Pleiku. Il giorno 11 i Montagnard si sono radunati per manifestare in numerosi comuni, nei distretti di Ayun PA, Cu Se e Dak Doa nella provincia di Gia Lai. Human Rights Watch ha ricevuto resoconti di scontri in almeno 17 località della provincia di Gia Lai, con gli incidenti più violenti verificatisi nei comuni di Ha Bau, A’Dok e Glar, distretto di Dak Doa, e nel comune di Ia Tiem, distretto di Cu Se.
I media locali hanno riportato che l’ospedale provinciale di Pleiku ha ricevuto 52 persone ferite. L’ospedale provinciale di Dak Lak ha registrato 40 feriti nella notte del 10 aprile. Precedentemente al blackout di informazione imposto dal governo al personale ospedaliero, lo staff dell’ospedale di Pleiku aveva dichiarato ai giornalisti di aver accolto una ventina di feriti nella notte di domenica, molti dei quali con gravi tagli e ferite alla testa, e che almeno due manifestanti erano morti quella stessa notte. Human Rights Watch fa sapere che molti altri manifestanti feriti, temendo di essere arrestati, non si sono recati in ospedale, nonostante l’estrema necessità di cure mediche.
Testimoni hanno dichiarato che le autorità vietnamite hanno rapidamente prelevato i corpi dei feriti e i cadaveri dall’area di Phan Chu Trinh e che, nell’arco di pochi giorni, il sangue lasciato sulla strada è stato lavato via.
Human Rights Watch ha denunciato l’urgenza di un’indagine indipendente.
“Noi temiamo che un’immensa operazione di occultamento abbia già avuto inizio” ha dichiarato PoKempner. “ Il governo vietnamita deve render conto delle numerose persone che non hanno mai fatto ritorno nei propri villaggi a seguito delle manifestazioni e che si teme siano morte o trattenute in località sconosciute.”
Centinaia di Montagnard hanno abbandonato i propri villaggi per nascondersi, ha fatto sapere Human Rights Watch. In violazione degli obblighi imposti alla Cambogia dal diritto internazionale, le forze di sicurezza cambogiane hanno ricevuto ordine di deportare ogni Montagnard che attraversi il confine.
Testimonianza: le uccisioni sulla strada di Phan Chu Trinh
Una donna di 26 anni di etnia Ede ha descritto uno scontro mortale a cui lei stessa ha assistito nella mattinata di sabato 10 aprile, quando diverse migliaia di manifestanti montagnard, alcuni alla guida dei propri trattori agricoli, sono arrivati sulla strada di Phan Chu Trinh, un’area industriale di distributori di macchinari e negozi di rifornimenti per saldature alla periferia di Buon Ma Thuot. La polizia aveva schierato lungo la strada studenti e vietnamiti in abiti civili armati di spranghe metalliche, pale e machete, ha dichiarato la donna.
“Essi hanno improvvisamente assalito la folla inerme, picchiando i manifestanti fino a lasciare molti di loro a terra” ha affermato la testimone. “Hanno inseguito i manifestanti che cercavano di scappare, inclusi donne e bambini.”
La donna e molti altri manifestanti si sono rifugiati nelle piantagioni di caffè dietro i negozi lungo la strada, inseguiti dalle forze di sicurezza. Così ha descritto ciò che è accaduto:
Un migliaio di persone hanno tentato di sfuggire alle violenze della polizia e dei civili. Loro ci stavano picchiando con spranghe metalliche e bastoni. La gente perdeva sangue dalla gola, dal naso, dalla bocca e dagli occhi. Gli abitanti del villaggio urlavano, cercando di sfuggire alle violenze di polizia e civili. Correvamo alla rinfusa. Quanti hanno cercato di nascondersi nelle piantagioni di caffè sono stati presi, picchiati e uccisi sul posto. Polizia, studenti e civili vietnamiti ci hanno lanciato sassi. Molti di noi perdevano sangue per i colpi ricevuti in testa. Molte persone sono state ferite e sanguinavano. Non abbiamo ricevuto nessun soccorso immediato per i colpi ricevuti. Perdevano sangue dalla gola, dal naso, dalla bocca e dagli occhi. Una donna cieca seduta su un trattore è stata uccisa sulla strada da una decina di vietnamiti, inclusa la polizia. Le avevano ingiunto di scendere dal trattore ma lei non poteva, essendo cieca. Essi l’hanno aggredita e picchiata fino a che non è caduta dal trattore ed è morta. La polizia e i civili vietnamiti hanno calpestato e distrutto il nostro cibo, i nostri vestiti e le coperte che avevamo preparato per una lunga e pacifica manifestazione per chiedere libertà e la fine delle persecuzioni nei confronti della nostra religione e delle nostre esistenze.
“La comunità internazionale deve prendere subito l’iniziativa ed insistere affinché il Vietnam consenta a osservatori indipendenti di condurre indagini approfondite ed imparziali negli altopiani” ha detto Dinah PoKempner, direttore generale di Human Rights Watch. “Stiamo ricevendo resoconti allarmanti secondo cui decine di manifestanti sono stati feriti nel corso delle manifestazioni e alcuni picchiati fino alla morte.”
Secondo media statali vietnamiti e resoconti indipendenti, il 10 e l’11 Aprile nelle province di Dak Lak Gia Lai e Dak Nong , negli Altopiani Centrali, si sono verificate sommosse su larga scala che hanno visto coinvolti tra i 10,000 e i 30,000 esponenti delle minoranze indigene montagnard.
Attivisti montagnard in Vietnam e all’estero sostengono che il loro movimento chiede pacificamente la libertà religiosa e la restituzione delle terre ancestrali negli Altopiani Centrali. Il governo vietnamita accusa elementi “anti-governativi” e “contro-rivoluzionari” di istigare i Montagnard a chiedere uno stato indipendente.
Human Rights Watch ha ricevuto resoconti di prima mano secondo cui la mattina del 10 Aprile forze di sicurezza e ufficiali in borghese, armati di spranghe metalliche, pale, clavi piene di chiodi, machete e catene hanno attaccato i manifestanti montagnard in più di una dozzina di località a Buon Ma Thuot, capitale della provincia di Dak Lak. Secondo i testimoni, i manifestanti non erano armati sebbene alcuni di essi, dopo l’attacco, si siano difesi lanciando pietre alla polizia.
In dodici testimonianze pervenute a Human Rights Watch, fonti da sette differenti località nelle province di Dak Lak, Gia Lai e Dak Nong raccontano di aver visto la polizia vietnamita e alcuni civili al servizio della polizia, picchiare i manifestanti. I media statali vietnamiti hanno riportato l’uccisione di due persone- una gettata da un altro manifestante giù da un dirupo e l’altra finita sotto un trattore guidato da alcuni Montagnard. Pur essendo impossibile verificare il numero delle vittime dal momento che il governo continua a negare l’accesso agli osservatori stranieri, Human Right Watch tuttavia ha ricevuto finora resoconti attendibili da parte di testimoni, secondo cui almeno 10 Montagnard sono stati uccisi—uno a seguito di un colpo di arma da fuoco alla testa e gli altri a seguito di pestaggi- e centinaia sono rimasti feriti.
In più di una decina di località gli scontri sono scoppiati quando le forze di sicurezza e alcuni vietnamiti in tenuta borghese hanno bloccato i manifestanti sulla strada per Buon Ma Thuot e sulla la strada di Phan Chu Trinh, a nord-ovest della città; presso il ponte di Ea Knir sulla strada proveniente dal comune di Ea Kao, che si trova a est della città; e presso tre località lungo la strada che conduce al distretto urbano di Krong Pak, a nord est della città, inclusi i ponti di Ea Pak e Krong Ana. In modo particolarmente duro sono stati colpiti sulla strada di Phan Chu Trinh 3,000 manifestanti provenienti da diversi villaggi del distretto di Cu Mgar, a nord ovest di Buon Ma Thuot.
“Le forze di sicurezza erano ben preparate ai manifestanti” , ha detto PoKempner. “ Avevano preparato delle imboscate in punti chiave come ponti, e lungo le principali strade nella città, e avevano radunato persone vestite in abiti civili, dotate di armi rudimentali per bloccare le strade e attaccare i manifestanti”.
Ufficiali di sicurezza hanno confiscato e bruciato centinaia di trattori agricoli e rimorchi improvvisati su cui stavano viaggiando i Montagnard e che erano stati riempiti di cibo e rifornimenti in previsione di diversi giorni di manifestazione.
Nella provincia di Gia Lai, media statali vietnamiti hanno riportato che il 10 aprile manifestanti provenienti dai distretti di Ayun Pa, Cu Se, Dak Doa, Duc Co e Chu Prong si sono riuniti presso gli uffici dell’amministrazione provinciale nella città di Pleiku. Il giorno 11 i Montagnard si sono radunati per manifestare in numerosi comuni, nei distretti di Ayun PA, Cu Se e Dak Doa nella provincia di Gia Lai. Human Rights Watch ha ricevuto resoconti di scontri in almeno 17 località della provincia di Gia Lai, con gli incidenti più violenti verificatisi nei comuni di Ha Bau, A’Dok e Glar, distretto di Dak Doa, e nel comune di Ia Tiem, distretto di Cu Se.
I media locali hanno riportato che l’ospedale provinciale di Pleiku ha ricevuto 52 persone ferite. L’ospedale provinciale di Dak Lak ha registrato 40 feriti nella notte del 10 aprile. Precedentemente al blackout di informazione imposto dal governo al personale ospedaliero, lo staff dell’ospedale di Pleiku aveva dichiarato ai giornalisti di aver accolto una ventina di feriti nella notte di domenica, molti dei quali con gravi tagli e ferite alla testa, e che almeno due manifestanti erano morti quella stessa notte. Human Rights Watch fa sapere che molti altri manifestanti feriti, temendo di essere arrestati, non si sono recati in ospedale, nonostante l’estrema necessità di cure mediche.
Testimoni hanno dichiarato che le autorità vietnamite hanno rapidamente prelevato i corpi dei feriti e i cadaveri dall’area di Phan Chu Trinh e che, nell’arco di pochi giorni, il sangue lasciato sulla strada è stato lavato via.
Human Rights Watch ha denunciato l’urgenza di un’indagine indipendente.
“Noi temiamo che un’immensa operazione di occultamento abbia già avuto inizio” ha dichiarato PoKempner. “ Il governo vietnamita deve render conto delle numerose persone che non hanno mai fatto ritorno nei propri villaggi a seguito delle manifestazioni e che si teme siano morte o trattenute in località sconosciute.”
Centinaia di Montagnard hanno abbandonato i propri villaggi per nascondersi, ha fatto sapere Human Rights Watch. In violazione degli obblighi imposti alla Cambogia dal diritto internazionale, le forze di sicurezza cambogiane hanno ricevuto ordine di deportare ogni Montagnard che attraversi il confine.
Testimonianza: le uccisioni sulla strada di Phan Chu Trinh
Una donna di 26 anni di etnia Ede ha descritto uno scontro mortale a cui lei stessa ha assistito nella mattinata di sabato 10 aprile, quando diverse migliaia di manifestanti montagnard, alcuni alla guida dei propri trattori agricoli, sono arrivati sulla strada di Phan Chu Trinh, un’area industriale di distributori di macchinari e negozi di rifornimenti per saldature alla periferia di Buon Ma Thuot. La polizia aveva schierato lungo la strada studenti e vietnamiti in abiti civili armati di spranghe metalliche, pale e machete, ha dichiarato la donna.
“Essi hanno improvvisamente assalito la folla inerme, picchiando i manifestanti fino a lasciare molti di loro a terra” ha affermato la testimone. “Hanno inseguito i manifestanti che cercavano di scappare, inclusi donne e bambini.”
La donna e molti altri manifestanti si sono rifugiati nelle piantagioni di caffè dietro i negozi lungo la strada, inseguiti dalle forze di sicurezza. Così ha descritto ciò che è accaduto:
Un migliaio di persone hanno tentato di sfuggire alle violenze della polizia e dei civili. Loro ci stavano picchiando con spranghe metalliche e bastoni. La gente perdeva sangue dalla gola, dal naso, dalla bocca e dagli occhi. Gli abitanti del villaggio urlavano, cercando di sfuggire alle violenze di polizia e civili. Correvamo alla rinfusa. Quanti hanno cercato di nascondersi nelle piantagioni di caffè sono stati presi, picchiati e uccisi sul posto. Polizia, studenti e civili vietnamiti ci hanno lanciato sassi. Molti di noi perdevano sangue per i colpi ricevuti in testa. Molte persone sono state ferite e sanguinavano. Non abbiamo ricevuto nessun soccorso immediato per i colpi ricevuti. Perdevano sangue dalla gola, dal naso, dalla bocca e dagli occhi. Una donna cieca seduta su un trattore è stata uccisa sulla strada da una decina di vietnamiti, inclusa la polizia. Le avevano ingiunto di scendere dal trattore ma lei non poteva, essendo cieca. Essi l’hanno aggredita e picchiata fino a che non è caduta dal trattore ed è morta. La polizia e i civili vietnamiti hanno calpestato e distrutto il nostro cibo, i nostri vestiti e le coperte che avevamo preparato per una lunga e pacifica manifestazione per chiedere libertà e la fine delle persecuzioni nei confronti della nostra religione e delle nostre esistenze.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
09/12/2009
Vietnam
Vietnam, Perduca: chiedere spiegazioni su nostro diniego ingresso dell'anno scorso, non ci si può fidare di chi non mantiene parola
19/11/2009
East TurkestanLaosVietnam
PRNTT: audizione su Laos e Vietnam al Comitato Diritti Umani della Camera
Rassegna stampa
26/01/2010
Notizie Radicali
Valter Vecellio
La situazione. Le tante, troppe, violazioni dei diritti umani di cui non si sa nulla. Ecco perché il format per i diritti umani
Documenti
30/05/2010
Birmania Cambogia Italia Laos Vietnam
Consiglio Generale del PRNtt: Risoluzione approvata sull’Asia Sud Orientale
17/01/2008
Lettere Vietnam
Per la candidatura del Molto Venerabile Thich Quang Do, vietnamita, quale candidato al Premio Nobel per la Pace 2008
20/08/2007
Pena di morte Rapporti
LA CAMPAGNA DEL PARTITO RADICALE E DI NESSUNO TOCCHI CAINO PER LA MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI CAPITALI
08/02/2007
Appelli Vietnam
PETIZIONE PER LIBERARE OLTRE 350 PRIGIONIERI DEGAR E APRIRE GLI ALTIPIANI CENTRALI AL MONDO
radioradicale.it
2011-04-13 09:39:00 Seduta 463ª (XVI legislatura)
2011-02-20 17:00:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella
2010-10-10 17:05:45 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2010-06-06 17:09:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella 
2010-04-30 17:05:00 









