Hillary Clinton snobba l'Europa debutto in Asia "nuovo baricentro"

Ennio Caretto
Corriere della Sera

Rompendo la semisecolare tradizione secondo cui i segretari di Stato americani compiono il viaggio inaugurale all`estero in Europa o in Medio Oriente, Hillary Clinton è ieri partita alla volta dell`Asia. Una missione che lancia un doppio segnale: al di là delle crisi in corso da Israele all`Afghanistan, con Obama il baricentro della politica estera americana si sposta dall`Occidente all`Oriente. L`ultimo segretario di Stato a visitare per prima l`Asia fu Dean Rusk negli anni Sessanta, a causa soprattutto della guerra in Vietnam. Hillary Clinton ne ricalca il percorso in particolare  per rilanciare la cooperazione con la Cina. L`ex first lady arriverà oggi in Giappone, da dove mercoledì si trasferirà in Indonesia, il Paese dove Obama trascorse la sua infanzia, giovedì si recherà nella Corea del Sud, e venerdì in Cina, per ripartirne domenica. In un discorso all`Asia Society di New York lo scorso venerdì, Hillary ha offerto alla Corea del Nord un trattato di pace, rapporti diplomatici e aiuti economici e tecnici se abbandonerà il programma di riarmo nucleare: «Riprenda i negoziati e cessi le provocazioni», ha detto, auspicando anche che Pyongyang conceda ai cittadini «i diritti politici». Ma ha reso chiaro di considerare la Cina un interlocutore privilegiato per la stabilità e lo sviluppo regionali. Nel discorso, la neo segretaria di Stato ha polemizzato senza nominarlo con l`ex presidente Bush: «Alcuni pensano che la  Cina in ascesa sia per definizione un`avversaria - ha ammonito -. Al contrario, noi crediamo di potere contribuire al reciproco successo e di poterne trarre dei vantaggi». L`America e la Cina, ha aggiunto, debbono lavorare assieme per risanare la finanza e l`economia globali, il clima e l`ambiente, e ha annunciato la ripresa delle discussioni militari, sospese da Pechino in reazione alle forniture di armi americane a Taiwan. Durante la campagna elettorale, Hillary aveva sostenuto che "la nostra relazione con la Cina sarà la più importante del XXI secolo". Ma ciò non le ha impedito di richiamarla, nel discorso di venerdì, al rispetto dei diritti umani, in particolare «della libertà di religione, anche nel Tibet». Un potenziale motivo di scontro, assieme all`incipiente protezionismo.  La Casa Bianca ha dichiarato di non aspettarsi risultati clamorosi dal viaggio dell`ex first lady in Asia, inteso anche a rassicurare il Giappone che l`alleanza con esso «è irrinunciabile», e l`Indonesia che l`America sarà presente nel Sudest asiatico. Ma spera che Pechino intensifichi la sua mediazione con la Corea del Nord, e avvii un meccanismo per regolari consultazioni ad alto livello con Washington. E, senza ammetterlo, conta che il viaggio metta a tacere le voci secondo cui in politica estera Obama farebbe perno non tanto su Hillary quanto sugli emissari speciali e sul vice presidente Biden, che è già stato in Iraq, Pakistan, India, Afghanistan ed Europa. La Casa Bianca ha confermato che proprio l`Europa e il Medio Oriente saranno le mete del prossimo viaggio della segretaria di Stato, a marzo.