Guerra in Irak. Le ammissioni di Blair confermano quanto, da tempo, inascoltati, sostengono Pannella e i radicali

Valter Vecellio
Notizie Radicali

La notizia la si ricava da un’intervista dell’ex premier britannico Tony Blair alla “BBC”. Blair sostiene che “con o senza le armi di distruzione di massa è stato comunque giusto andare in Irak, fare la guerra e deporre Saddam Hussein nel modo in cui è stato deposto”. Sono affermazioni importanti, che cadono nel bel mezzo delle audizioni che la commissione d’inchiesta presieduta da sir John Chilcot ha avviato per chiarire le origini dell’invasione dell’Irak.

Blair fino a questo momento aveva sempre taciuto, rifiutando di spiegare il percorso seguito per arrivare alla guerra. La commissione sta ascoltando diplomatici e responsabili dei servizi segreti, e sta cercando di ricostruire la fitta ragnatela dei contatti intercorsi tra Londra e Washington per superare le mediazioni e i tentativi di scongiurare il conflitto.

Insomma: si voleva la guerra a tutti i costi; e questo ci porta alla campagna condotta dal Partito Radicale e in prima persona da Marco Pannella nel 2002 e nel 2003, riassunta nello slogan: “Esilio per Saddam, Irak libero, unica alternativa alla guerra”.

E’ opportuno ricordare che la Camera dei deputati italiana approvò, con il parere favorevole del governo Berlusconi, la proposta radicale di proseguire la campagna volta a convincere il dittatore Saddam all’esilio. Una proposta che venne sottoscritta sia dalla maggioranza che dall’opposizione.

E’ andata come sappiamo, e si distinsero nel boicottaggio, oltre al presidente americano George W. Bush, Tony Blair, Silvio Berlusconi e il dittatore libico Muhammar Gheddafi.

Da allora i radicali non hanno mai cessato di raccogliere documentazione e materiali per cercare di far emergere la verità: e cioè che la guerra poteva essere scongiurata e non la si volle, colpevolmente, impedire. Ora sta emergendo lentamente la verità. Un primo dato, dunque, è acquisito: Blair non informò, in modo veritiero e leale il suo paese, le sue istituzioni e l’opinione pubblica britannica. Non è azzardato ipotizzare l’alto tradimento.

Una conferma di quanto si dice da sempre, e che si cerca disperatamente di occultare e che ancora, non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti e nel Regno Unito non viene colto, ed è l’aspetto più scandaloso di questa tragica storia: Bush scatenò la guerra perché era assolutamente certo che Saddam aveva di fatto accettato la proposta delle dimissioni e dell’esilio. Si scatenò la guerra perché, come da tempo denuncia Pannella, ormai era assicurata la liberazione dell’Irak con la pace.

Sono affermazioni che si basano non solo su indizi, ma ormai su prove solide, costituite da documenti ufficiali, alcuni già desecretati, altri che possono esserlo se ci sarà una sufficiente volontà politica per farlo.

Insomma: c’è stata una deliberata e pervicace volontà di impedire che le opinioni pubbliche occidentali sapessero che la guerra poteva e doveva essere evitata; e c’è una deliberata e pervicace volontà di impedire che questa verità possa essere raccontata e conosciuta.

Quella di var conoscere questa verità è uno degli impegni dei radicali, che già li ha visti mobilitati; ed è da credere che li vedrà ancor più impegnati nei prossimi giorni. Le dichiarazioni di Blair alla “BBC” sono una ulteriore conferma di quanto si sostiene da tempo. Questa è la situazione, i fatti.