Guerra di droga in Messico e Canada; e lotta ai proibizionismi

Michele Minorita
Notizie Radicali

Messico, Canada, paesi lontani; e tuttavia più vicini di quanto si creda. L’ultima strage, in Messico, è di venti o forse trenta morti. Di certo c’è stata una battaglia nella zona di Tubutama, una ventina di chilometri dal confine con l’Arizona. C’è chi parla di un regolamento di conti tra una banda di narcos e una di trafficanti di clandestini. Per la polizia i banditi avrebbero usato fucili d’assalto, granate e pistole. Non c’erano, invece, veicoli blindati: una precisazione che la dice lunga sull’arsenale a disposizione dei criminali.

 

Un esperto, Michel Marizco, descrive uno scenario da guerriglia: un gruppo di fuoco di narcos dei “Los Zetas” sarebbe circondato da giorni in una zona impervia. Un assedio posto dalla cosca rivale di Sinaloa. Senza rifornimenti, i “Los Zetas” avrebbero chiesto aiuto ai complici che risiedono a Nogales. Tutto questo per conquistare e controllare il territorio in una zona importante per i traffici illegali attraverso il confine. La strage di Tubutama è solo uno degli episodi violenti avvenuti in Messico: dal rapimento del figlio del boss Arturo Beltran Leyva, all’attacco mortale contro una donna magistrato e la sua scorta a Ciudad Juarez, all’assassinio di due bambini e il ferimento di altri quattro centrati dai colpi dei sicari che volevano eliminare i genitori. Il Messico insomma è preda di una vera e propria guerra scatenata dalle bande dei narcos, negli ultimi anni si è calcolato che questa guerra ha provocato almeno 23mila morti.

 

In Canada, ora. L’altro giorno a Montreal dei sicari hanno ucciso a colpi di fucile un importante boss mafioso, si chiamava Agostino Cuntrera. Era uno dei membri più influenti della mafia italo-americana, i giornali italiani non ne hanno fatto cenno, peccato, perché la cosa invece merita. I Caruana-Cuntrera sono un clan mafioso originario di Siculiana, che hanno lasciato ormai cinquant’anni fa. Si sono sparpagliati tra Venezuela, Canada e paesi di mezza Europa; sono un clan potentissimo, controllano il traffico della droga dal Sud America, è gente che può guardare senza abbassare gli occhi i Bonanno di New York, e tutto il gotha criminale mondiale, siano essi i narcos sud americani, la ‘ndrangheta, gli affiliati alle Triadi cinesi. E’ il sedicesimo mafioso che viene ammazzato a Montreal dall’inizio dell’anno, tra gli altri qualche mese fa, a dicembre è stato ucciso Nick Rizzuto junior, figlio di Vito, un “mammasantissima” della mafia italo-canadese alleato dei Caruana-Cuntrera. La famiglia gli ha celebrato i funerali con una bara d’oro. Un delitto, quello di Agostino Cuntrera, che a giudizio di uno studioso di questa famiglia mafiosa, lo scrittore canadese Antonio Nicaso, dimostra che si sta riscrivendo la geografia di Cosa Nostra in Canada, una guerra forse scatenata dalle cosche della ‘ndragheta, molto presente in Canada; oppure da cosche composte da giovani mafiosi che si vogliono sostituire ai vecchi. Fatto è che la posta in gioco è particolarmente alta: i traffici di droga, cocaina ed eroina dal Canada e dal Sud America per gli Stati Uniti e l’Europa. Rizzuto-Caruana-Cuntrera-Renda: gli esperti l’hanno chiamata la “sesta famiglia”: ha costituito una fitta rete di clan, che gestisce a livello imprenditoriale il traffico di droga, invece di mantenere la loro base operativa in Sicilia al pari delle tradizionali cosche mafiose, hanno il mondo come paese, e del mondo hanno fatto il mercato dei loro affari.

 

I “narcos” in Messico che stanno collassando il paese; e questa feroce guerra di mafia in Canada: la relazione è il controllo del narco-traffico: per gli Stati Uniti e l’Europa; anche qui da noi, in Italia, evidentemente, dove i rami dei Caruana-Cuntrera da tempo si sono infiltrati nelle zone del litorale laziale; e dispongono di succursali in Inghilterra, Germania, Svizzera.

 

Queste guerre in corso, anche se vengono combattute lontano, fatalmente avranno ricadute e ricaschi anche da noi. I “narcos” e i mafiosi, è sicuro, sono sostenitori delle attuali politiche proibizioniste. E’ l’attuale proibizionismo che assicura e garantisce loro gli enormi guadagni che realizzano. Che fare, cosa si deve fare, a questo punto, è – se così si può dire – una conseguenza logica.