GEORGIA: PANNELLA “SE L’EUROPA NON VUOLE RICONSEGNARE LA GEORGIA AL GRANDE FRATELLO RUSSO, OFFRA SUBITO IMMEDIATE E PIU' CONCRETE FORME DI ASSOCIAZIONE E COLLABORAZIONE CON L’UE”


Dichiarazione di Marco Pannella, deputato europeo radicale.

Bruxelles, 24 novembre 2003. L’allontanamento – singolarmente non violento – di Eduard Shevardnadze dalla presidenza della Georgia, dopo le frodi elettorali del 2 novembre, è un’affermazione di riflessi civili e democratici anche contro l’apparente, colpevole e equivoca politica dell’Europa di assenza dal Caucaso a favore delle ingerenze e degli interessi destabilizzatori della Russia di Vladimir Putin e Igor Ivanov. Se, per oggi, si affermano più democrazia e diritto, lo si deve in gran parte a George Soros e alla sua organizzazione “Basta”, agli istruttori militari americani – prospettiva di adesione alla Nato per la Georgia - e ai leader dell’opposizione che hanno saputo scegliere la strada della non violenza per affermare più diritto e più democrazia nel paese.

Ora è prevedibile che l’opera di destabilizzazione del “grande fratello russo” si riattivi con una nuova Abkhazia, una nuova Ossezia del Sud e l’Adjaria, dove la Russia mantiene, in violazione del diritto internazionale, le sue basi militari.

A rischio è l’esistenza stessa di un paese che è stato il cuore dell’Europa. Non basta dire, come fa la Commissione Europea, che le dimissioni di Shevardnadze “aprono la strada alla restaurazione della legalità”: quando mai l’Unione Europea aveva denunciato e ostacolato le rotture della legalità che ora riconosce e auspica venga “restaurata”? Da subito, Consiglio e Commissione, offrano in concreto e non a chiacchere immediate forme di associazione e cooperazione della Georgia con l’Unione Europea, a partire dall’assistenza tecnica e finanziaria che il leader dell’opposizione Zurab Zhvania ha chiesto ai governi stranieri.