GAY, SCONTRO NEL GOVERNO FERRERO ATTACCA LA BINDI

Monica Guerzoni
Il Corriere della Sera

Il ministro del Prc e la Bonino: a Firenze non ci saremo


ROMA - Non ha cambiato idea e non la cambierà. Perché dovrebbe, Rosy Bindi, quando ha «solo» detto quello che pensa? Le coppie omosessuali resteranno fuori dalla porta della Conferenza sulla famiglia, ma non saranno sole. La presa di posizione della ministra ha spaccato l'Unione e anche il governo, Paolo Ferrero ed Emma Bonino dal 24 al 26 maggio si terranno alla larga dall'ottocentesca Villa Vittoria di Firenze, dove invece andranno il presidente della Repubblica e Romano Prodi. «La mia partecipazione non è opportuna» ha dato forfait il ministro della Solidarietà sociale. E la responsabile degli Affari europei ha voluto dirglielo di persona: «Non sono d'accordo Rosy e non verrò, peccato».
La bufera inattesa che si è abbattuta su Palazzo Chigi ha messo in grave difficoltà il premier, il quale non si aspettava problemi da un appuntamento ideato per placare i bollori dopo il Family Day e per lanciare il «nuovo welfare» targato centrosinistra. Nel pomeriggio, a Milano, Prodi ha sperato in una domanda sul «caso Bindi» per poterci mettere una pezza, ma poi a sera ha deciso che era meglio tacere, forse per non dover scegliere tra Ferrero e Bindi.
Se il capo del governo opta per un prudente silenzio, la ministra non fa che spiegare la «coerenza» della sua esternazione. Non si difende. Anzi, contrattacca. «Hanno preso un granchio grosso come una casa». Ferrero, avrebbe preso il granchio? «La sua posizione è strumentale e lo stesso vale per la Bonino». Fabio Mussi si è detto «stupefatto», trova sconcertante che «all'alba del terzo millennio» si discuta ancora degli omosessuali come nel Medioevo... «Mussi parla così perché deve fare il partito delle sinistre». E Prodi, l'ha chiamata? «Non ce n'è bisogno, va tutto bene». Così bene le cose non devono andare, se anche Barbara Pollastrini ha bacchettato la coautrice dei Dico: «Io non avrei mal escluso alcuno». Alt. Rosy non ci sta. E alla responsabile delle Pari opportunità manda a dire quanto segue: «Pollastrini convochi una conferenza nazionale sui diritti degli omosessuali. Sbaglia a pensare che il luogo della difesa dei diritti delle persone sia la Conferenza sulla famiglia». Le associazioni dei gay ringraziano Ferrero. Bindi «maleducata e disumana» è il complimento più gentile che le rivolge Franco Grillini di Arcigay. «Arrogante, vuole passare alla storia come il ministro delle discriminazioni» la omaggia il presidente della medesima associazione, Sergio Lo Giudice. E poiché certe volte è impietoso pure il calendario, sabato a Milano si apre il congresso di Arcigay dove si faranno vedere Fassino, Giordano, Pollastrini e pure Bonino.
Ghiotta occasione per il centrodestra, che invita Prodi a mettere alla porta o Bindi o Ferrero. «Polemiche stupefacenti», difende la Bindi Pierluigi Castagnetti e anche la presidente dei senatori dell'Ulivo, Anna Finocchiaro, scende in campo per sostenere la ministra dalle frecce della sua coalizione: «La sua e una decisione istituzionale, attaccarla così duramente è un errore politico». Se di errore si tratta lo commettono in tanti, nell' Unione. Katia Zanotti, Sinistra democratica, denuncia la «discriminazione inaccettabile». Il ds Gianni Cuperlo non vede dove sarebbe la «coerenza» di una ministra che «si fa carico di cercare un accordo» e poi dice che le coppie di fatto «nulla c'entrano con la famiglia».
Potrebbe bastare. Ma i gay annunciano una controconferenza a Firenze in contemporanea. «Bindi ministro del Vaticano» è il biglietto d'invito della Lega italiana nuove famiglie (Linfa), che animò la manifestazione pro Dico a marzo. Chi ci andrà? Pecorario Scanio, Luxuria, Arcigay, Arcilesbica e forse anche la ministra Pollastrini, E per provare «a smorzare polemiche inutili e dannose», il rabbino Di Segni ha voluto incontrare Grillini.