G8. Parlamentari: prendiamo atto silenzio vertice e di forze politiche e parlamentari italiane su repressione Cina del popolo Uiguro


Il Vertice dell'Aquila si e' chiuso ieri con molte dichiarazioni ed impegni da parte dei leader dei paesi piu' industrializzati. Tuttavia, tutti sembrano aver dimenticato che il Vertice si e' solto con l‘assenza del Presidente cinese Hu Jintao, che e' precipitosamente rientrato in Cina per far fronte alla crisi scoppiata nella regione dello Xinjang, popolata in maggioranza dal popolo Uiguro. Quell'assenza ha espresso moto chiaramente quello che il Vertice de G8 ha invece omesso anche soltanto di menzionare e cioe'  la volonta' del Governo cinse di reprimere e controllare ai suoi massimi livelli quanto sta avvenendo nello Xinjang.

 

Prendiamo atto quindi che ne' il Presidente Berlusconi, ne' gli altri leader presenti all'Aquila - a differenza di quanto e' accaduto per la situazione in Iran su cui il G8 ha comunque espresso una posizione - hanno voluto affrontare il tema della gravissima repressione avvenuta da parte della Cina ai danni del popolo Uiguro: una repressione che ha lasciato sul terreno centinaia di morti e feriti, e migliaia di arrestati, parte dei quali e' a rischio di esecuzioni capitali immediate. Al tempo stesso prendiamo atto che nessuna forza politica o parlamentare italiana ha deciso di mobilitarsi su questo obiettivo. Una risposta, quella del silenzio, alla nostra iniziativa nonviolenta, che e' assai significativa e che ciascuno puo' valutare.

 

Teminiamo la nostra iniziativa nonviolenta e un tentativo politicamente doveroso, ringraziando in particolare il Congresso Mondiale degli Uiguri per averla voluta sostenere.