Fecondazione, lo scontro deve arrivare

Amedeo La Mattina
La Stampa

SANZIONI PESANTI PER I MEDICI CHE VIOLANO LA NUOVA NORMATIVA E MISURE PER LA TUTELA DELL’EMBRIONE

Da martedì battaglia sui due articoli più contestati





ROMA – La vera battaglia sulla fecondazione deve ancora arrivare. Lo scontro alla Camera tra laici e cattolici raggiungerà il diapason la prossima settimana quando dovranno essere votati gli articoli 12 e 13: sanzioni pesantissime per i medici che violano la nuova normativa e misure per la tutela dell’embrione.
L’art. 12 prevede la reclusione da tre a dieci anni, multe da 51.646 euro a 154.937 euro e l’interdizione per cinque anni dall’esercizio della professione medica. I casi di clonazione umana, poi, i medici vengono puniti con il carcere da dieci a venti anni e con l’interdizione perpetua dalla professione. Ma sarà l’altra norma a incendiare il dibattito parlamentare, quella che impone limiti ben precisi alla produzione embrionale e vieta il congelamento degli embrioni. “Sarà su questi temi il vero scontro tra laici e cattolici – anticipa Giuseppe Palumbo (Fi), ginecologo e presidente della commissione Affari sociali in cui è stata elaborata la legge – mentre sulla fecondazione eterologa la contrapposizione ideologica è stata enfatizzata”.
Invece per Chiara Moroni, autrice dell’emendamento (bocciato per soli otto voti) che rendeva possibile la procreazione eterologa in alcuni casi, la contrapposizione non è stata enfatizzata. Tuttavia la parlamentare del Nuovo Psi è d’accordo sul fatto a partire da martedì prossimo voleranno scintille tra quelli che lei chiama gli “intregralisti” e i laici. “Stanno cercando in tutti i modi – dice l’esponente socialista – di rendere impossibile l’applicazione delle tecniche di fecondazione assistita. Così gli italiani che hanno i soldi andranno in Spagna, quelli che non ce l’hanno ricorreranno all’adulterio”. Moroni infine annuncia che se questa legge “talebana” passerà si farà promotrice di una raccolta di firme per un referendum abrogativo.
Intanto, i cattolici del centrodestra esultano e non temono il voto segreto che, a partire da martedì prossimo, metterà alla prova la compattezza dei due schieramenti. Luca Volontè, capogruppo dell’Udc, dice che qualche modifica al testo della legge ci sarà, ma canta vittoria per quanto è già stato portato a casa.
E ciò, nonostante la soddisfazione dell’Osservatore romano è accompagnata da una preoccupazione: “Si è aperto un pericoloso spiraglio per il riconoscimento delle coppie di fatto. Il no alla fecondazione eterologa, e il conseguente accesso alle tecniche alle sole coppie maggiorenni eterosessuali sposate o conviventi per ora esclude omosessuali e donne sole, ma certo si è aperto un pericoloso spiraglio”.
Diverso, naturalemente, il giudizio di Emma Bonino, secondo cui “la bocciatura della fecondazione eterologa rappresenta il trionfo dell’opportunismo clericale che somber essersi impadronito degli schieramenti politici italiani”. Insomma, osserva la leader radicale, “obbedendo ai dettami del cardinal Ruini, anziché alla sensibilità maggioritaria dell’opinione pubblica italiana (cattolici compresi), il Parlamento italiano mette in discussione la laicità dello Stato. Va denunciato il carattere ottusamente e ipocritamente proibizionista di una normativa che vieta il Italia ciò che è consentito in Europa. Il risultato di questo proibizionismo – conclude Bonino – non sarà diverso da quello degli altri proibizionismi, compreso per molti aspetti quello sull’aborto: mercato nero e clandestino della fecondazione eterologa in Italia e, in alternativa, un penoso pendolarismo della maternità verso Londra o Amsterdam”.
Anche i gay sono sul piede di guerra. “Non era mai successo in 130 anni di storia italiana – sostiene Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay e deputato dei Ds – che fosse scritta in una legge la discriminazione verso gli omosessuali: non lo aveva fatto Zanardelli con il codice dell’umanità d’Italia, e non lo aveva fatto nemmeno Mussolini con il codice Rocco”.