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ENERGIA A RICERCA, CI VUOLE PIU' SPRINT
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"Il nostro paese deve investire in ricerca ed energia se non vuole restare al palo nella sfida della globalizzazione". E' questo il messaggio che il ministro per le politiche europee, Emma Bonino, ha lanciato ieri al CneI, dove si è svolta l'XI sessione da confronto tra le parti sociali e le istituzioni sulle priorità del semestre di presidenza tedesca dell'Ue e sul programma di lavoro della Commissione per il 2007. Per la Bonino i settori della ricerca e dell'energia sono il motore dello sviluppo e perciò il nostro paese deve spingere sugli investimenti e sulla destinazione delle risorse: passare cioè dall'1,16% del pil attualmente destinato alla ricerca al 2,5% entro il 2010, ovvero da 15 miliardi di euro a oltre 32.
"Ognuno deve fare la sua parte", ha aggiunto il ministro. "Quindi se l'impegno a carico dello stato deve crescere da 7 a 10 miliardi di euro, le imprese private devono spingere gli investimenti da 8 fino a 22 miliardi. Mi rendo conto che questo può essere difficile, specialmente per le pmi che hanno oggi una quota molto piccola di spesa. Ma anche loro se vogliono competere debbono innovare e senza ricerca non si innova. Abbiamo individuato strumenti a rete, come i distretti tecnologici, che stanno funzionando molto bene, ma dobbiamo fare ancora di più e le risorse del tesoretto potrebbero aiutarci".
In quanto al settore energetico, il ministro ha ricordato gli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, di energie rinnovabili, di efficienza energetica. "Questi obiettivi, che dovremo raggiungere entro il 2020, richiedono un azione coordinata di tutto il governo e un grande sforzo anche da parte delle imprese", ha affermato la Bonino, sottolineando che la collaborazione in Italia e in Europa è necessaria se vogliamo realizzare obiettivi per i quali sono necessari investimenti enormi.
Secondo uno studio preliminare citato dal ministro, "per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni del 20% entro il 2020 dovremmo spendere nell'Ue circa 1.100 miliardi di euro, che è piu o meno il pil dell'Italia. Se non investiamo in questo settore possiamo stare certi che saremo costretti a dipendere dall'estero per tecnologie chiave".
"Ognuno deve fare la sua parte", ha aggiunto il ministro. "Quindi se l'impegno a carico dello stato deve crescere da 7 a 10 miliardi di euro, le imprese private devono spingere gli investimenti da 8 fino a 22 miliardi. Mi rendo conto che questo può essere difficile, specialmente per le pmi che hanno oggi una quota molto piccola di spesa. Ma anche loro se vogliono competere debbono innovare e senza ricerca non si innova. Abbiamo individuato strumenti a rete, come i distretti tecnologici, che stanno funzionando molto bene, ma dobbiamo fare ancora di più e le risorse del tesoretto potrebbero aiutarci".
In quanto al settore energetico, il ministro ha ricordato gli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, di energie rinnovabili, di efficienza energetica. "Questi obiettivi, che dovremo raggiungere entro il 2020, richiedono un azione coordinata di tutto il governo e un grande sforzo anche da parte delle imprese", ha affermato la Bonino, sottolineando che la collaborazione in Italia e in Europa è necessaria se vogliamo realizzare obiettivi per i quali sono necessari investimenti enormi.
Secondo uno studio preliminare citato dal ministro, "per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni del 20% entro il 2020 dovremmo spendere nell'Ue circa 1.100 miliardi di euro, che è piu o meno il pil dell'Italia. Se non investiamo in questo settore possiamo stare certi che saremo costretti a dipendere dall'estero per tecnologie chiave".
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| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
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Iscrizioni e contributi (online) 2013
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Simone Della Ripa
"SIAMO AL TURISMO SANITARIO, COME SEMPRE SOLO PER POCHI"
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