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EMMA PUNTA ALL'INDIA
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Un'imbiancata alle pareti. Un computer a schermo piatto. Un paio di sedie moderne in plastica canarino. Via, soprattutto, quell'aria da ministero bulgaro, dove al visitatore straniero che si fosse aspettato una vetrina del buon gusto italiano e del suo design sarebbe venuto un colpo, tra poltrone rigonfie e cornicioni dorati, per non parlare dell'allegra fila di bancarelle di prodotti cinesi che staziona sul marciapiede sotto la finestra del ministro. Il Commercio con l'estero guidato da Emma Bonino tenta la rimonta dell'immagine del made in Italy partendo dall'arredamento? In realtà Emma la radicale protagonista di mille battaglie, ex commissario europeo, viaggiatrice instancabile, non sembra persona da perdere tempo appresso al décor. Così, oltre alla ristrutturazione light del suo ufficio all'Eur, ha subito messo le mani sugli strumenti di lavoro. Per esempio, guidando la nomina del nuovo direttore generale dell'Ice, Massimo Mamberti. Incominciando a dosare le sue trasferte senza dire sì a ogni invito. Affrontando di petto la polemica sull'eccessiva autonomia delle Regioni nel settore del commercio estero, con uno scambio pepato con Sandra Lonardo Mastella, che ha capeggiato una folta delegazione dell'assemblea campana a New York, a spese ovviamente della Regione. E ora si prepara a prendere di petto l'India. Accogliendo ai primi di novembre la visita del ministro del Commercio indiano Kemal Nath e di cento imprenditori indiani, a cui farà seguito la mega missione italiana prevista in febbraio 2007, anno dell'India.
La macchina del commercio internazionale se la aspettava migliore o peggiore di come l'ha trovata?
"L'ultimo concorso del personale del ministero è stato fatto vent'anni fa. La pianta organica si assottiglia per via dei pensionamenti che non si possono rimpiazzare. E l'Ice ha piena autonomia gestionale, per cui il ministro dà le linee guida, ma viene a conoscenza delle decisioni dell'ente solo ex post. Tutto questo indica chiaramente come il commercio estero non sia stato finora una priorità".
Eppure la nomina del nuovo direttore generale dell'Ice viene attribuita a lei.
"Appena arrivata ho fatto presente che avrei ritenuto giusta una offerta di dimissioni dei vertici Ice, che non è avvenuta. Quando è arrivato a scadenza il direttore generale, mi sono limitata a far presente che ritenevo importante che fosse scelto all'interno dell'istituto, e che avesse una ampia esperienza internazionale. Requisiti che il nuovo direttore possiede. Tutto qui”.
La politica pubblica di sostegno all'export non ha mai avuto una buona fama: arretrata, inefficace... Conferma?
"Negli ultimi anni non si è capito che l'internazionalizzazione del sistema produttivo non è un optional, ma è necessaria allo sviluppo del paese. Non ci siamo resi conto di cosa volesse dire la crescita a ritmi del 10 per cento annuo della Cina, della rinascita dell'India dopo la crisi degli anni Novanta, della nuova vitalità delle economie asiatiche".
Come si rimedia ai ritardi?
"Ho dato nuove linee guida: molto più brevi, più leggibili, con focalizzazioni per aree geografiche e settori merceologici. Per sostenere le piccole e medie imprese del nostro paese non è sempre necessario fare fiere ovunque".
Qualcuno sarà deluso.
"Forse. Ma voglio fare sistema a partire dalle leggi esistenti. Per esempio, coordinando meglio le Regioni, che in base al titolo V della Costituzione hanno una competenza concorrente, che però a volte non è adeguata in termini di economie di scala".
Si riferisce alla polemica con la Regione Campania negli Usa?
"Non sapevo neppure che la signora Lonardo fosse a New York. L'ho saputo al convegno dei giovani imprenditori a Capri. Bruno Vespa mi ha provocato sul fatto che in Cina, nella missione governativa, ci fosse anche la Regione Lazio. "Non le sembra uno spreco?", mi ha chiesto, ed è venuto fuori il caso Campania. A parte il fatto che andare in Cina autonomamente a vendere ora la Lucania, ora la Sicilia, non mi pare efficace, penso che le Regioni lo possano fare meglio se c'è un coordinamento. A novembre parleremo di questo nella conferenza Stato-Regioni, e alcuni governatori hanno già dato segnali di disponibilità: il Lazio, il Piemonte...".
Dipende dal colore politico?
"No: alcune Regioni di sinistra non hanno voglia di farsi coordinare: la Toscana è andata in Cina esattamente una settimana dopo la grande missione a cui peraltro aveva partecipato".
L'Ice ha bisogno di riforme?
"Vorrei prima conoscere meglio la macchina. Ma penso che il paese non abbia voglia di infilarsi in una legge di riforma che non si sa come va a finire. Abbiamo perso anche troppo tempo. La Confindustria ha proposto di farne un'agenzia. Due considerazioni: questi sono fondi pubblici, e qualcuno ne deve rispondere. E poi, più autonomo di così l'Ice non potrebbe essere. Quello che vorrei è fargli cambiare ritmo, marcia. Tutte cose che si possono fare con gli strumenti esistenti. Semmai ritoccherei la rete Ice: siamo forti in paesi dove non serve. A Barcellona o a Parigi, per esempio, gli imprenditori possono fare da soli".
E dove manca, invece?
"Rafforzerei l'India: due uffici per un intero continente non bastano. E poi ci sono paesi in cui non ci siamo: in Kazakistan, per esempio, c'è l'Eni, ma nient'altro dietro. E per tutti i paesi del Golfo c’è solo l'Ice di Dubai".
Quale treno del commercio internazionale dobbiamo considerare perso?
"Il treno cinese. Quello dei grandi appalti, del design delle Olimpiadi di Pechino lo abbiamo perso. Cerchiamo di infilarci in certe nicchie: gli strumenti per il wellness, o il catering. Spero almeno che non perderemo il treno dell'Expo di Shanghai".
E dove ce l'abbiamo fatta, magari stracciando francesi e tedeschi?
"In Turchia. Abbiamo fatto della sua adesione alla Ue un punto qualificante della politica estera del governo, e abbiamo consolidato una presenza forte".
La nuova frontiera?
"I Balcani. Vogliono entrare in Europa e si stanno già dando molte regole europee. E per i nostri imprenditori sono paesi "dietro casa ".
Per l'India non siamo in ritardo?
"Spero di no. Ospiteremo cento imprenditori nei distretti italiani di loro interesse: tessili e pelle, oreficeria, componentistica auto, agroalimentare. Dopo ci sarà la nostra grande missione lì".
Funzionano le missioni-mostre? "Sì. Ho già riscontri positivi dai quattromila incontri avuti dai nostri imprenditori in Cina. Faremo la stessa cosa a Bombay e Delhi. Kamal Nath ha insistito di portare in particolare delle aziende familiari". Imprese familiari? A chi lo direte?
"Per evitare di fare gaffe vogliamo capire cosa intendono: c’è un diverso livello dimensionale tra la nostra e la loro impresa familiare. E poi, se hanno in mente dieci produttori dell'agroalimentare è meglio che non mi presento con l'alta moda".
Che obiettivo strategico si è data entrando in questo palazzo?
"Fare in modo che il sistema produttivo italiano, dove le dimensioni non aiutano, smetta di piangersi addosso: deve capire che internazionalizzarsi è una necessità, perché il mercato interno non basterà. Il made in Italy non lo dobbiamo promuovere tanto, perché piace a tutti. Il problema è che ci siamo un pò seduti. Vorrei un paese che ha voglia di mordere il mondo".
Ha in mente una parola d'ordine?
"No, ma ho in mente un progetto: che qualcuno pensi a una grande catena di distribuzione. Qualcosa come Carrefour. In Cina bevono caffè e trovano Starbucks, adorano la pizza e trovano Pizza Hut, piace il nostro design dei mobili e trovano Ikea... Sta in piedi un Carrefour italiano? Qualcuno ci vuole pensare? Possiamo vedere come?".
La macchina del commercio internazionale se la aspettava migliore o peggiore di come l'ha trovata?
"L'ultimo concorso del personale del ministero è stato fatto vent'anni fa. La pianta organica si assottiglia per via dei pensionamenti che non si possono rimpiazzare. E l'Ice ha piena autonomia gestionale, per cui il ministro dà le linee guida, ma viene a conoscenza delle decisioni dell'ente solo ex post. Tutto questo indica chiaramente come il commercio estero non sia stato finora una priorità".
Eppure la nomina del nuovo direttore generale dell'Ice viene attribuita a lei.
"Appena arrivata ho fatto presente che avrei ritenuto giusta una offerta di dimissioni dei vertici Ice, che non è avvenuta. Quando è arrivato a scadenza il direttore generale, mi sono limitata a far presente che ritenevo importante che fosse scelto all'interno dell'istituto, e che avesse una ampia esperienza internazionale. Requisiti che il nuovo direttore possiede. Tutto qui”.
La politica pubblica di sostegno all'export non ha mai avuto una buona fama: arretrata, inefficace... Conferma?
"Negli ultimi anni non si è capito che l'internazionalizzazione del sistema produttivo non è un optional, ma è necessaria allo sviluppo del paese. Non ci siamo resi conto di cosa volesse dire la crescita a ritmi del 10 per cento annuo della Cina, della rinascita dell'India dopo la crisi degli anni Novanta, della nuova vitalità delle economie asiatiche".
Come si rimedia ai ritardi?
"Ho dato nuove linee guida: molto più brevi, più leggibili, con focalizzazioni per aree geografiche e settori merceologici. Per sostenere le piccole e medie imprese del nostro paese non è sempre necessario fare fiere ovunque".
Qualcuno sarà deluso.
"Forse. Ma voglio fare sistema a partire dalle leggi esistenti. Per esempio, coordinando meglio le Regioni, che in base al titolo V della Costituzione hanno una competenza concorrente, che però a volte non è adeguata in termini di economie di scala".
Si riferisce alla polemica con la Regione Campania negli Usa?
"Non sapevo neppure che la signora Lonardo fosse a New York. L'ho saputo al convegno dei giovani imprenditori a Capri. Bruno Vespa mi ha provocato sul fatto che in Cina, nella missione governativa, ci fosse anche la Regione Lazio. "Non le sembra uno spreco?", mi ha chiesto, ed è venuto fuori il caso Campania. A parte il fatto che andare in Cina autonomamente a vendere ora la Lucania, ora la Sicilia, non mi pare efficace, penso che le Regioni lo possano fare meglio se c'è un coordinamento. A novembre parleremo di questo nella conferenza Stato-Regioni, e alcuni governatori hanno già dato segnali di disponibilità: il Lazio, il Piemonte...".
Dipende dal colore politico?
"No: alcune Regioni di sinistra non hanno voglia di farsi coordinare: la Toscana è andata in Cina esattamente una settimana dopo la grande missione a cui peraltro aveva partecipato".
L'Ice ha bisogno di riforme?
"Vorrei prima conoscere meglio la macchina. Ma penso che il paese non abbia voglia di infilarsi in una legge di riforma che non si sa come va a finire. Abbiamo perso anche troppo tempo. La Confindustria ha proposto di farne un'agenzia. Due considerazioni: questi sono fondi pubblici, e qualcuno ne deve rispondere. E poi, più autonomo di così l'Ice non potrebbe essere. Quello che vorrei è fargli cambiare ritmo, marcia. Tutte cose che si possono fare con gli strumenti esistenti. Semmai ritoccherei la rete Ice: siamo forti in paesi dove non serve. A Barcellona o a Parigi, per esempio, gli imprenditori possono fare da soli".
E dove manca, invece?
"Rafforzerei l'India: due uffici per un intero continente non bastano. E poi ci sono paesi in cui non ci siamo: in Kazakistan, per esempio, c'è l'Eni, ma nient'altro dietro. E per tutti i paesi del Golfo c’è solo l'Ice di Dubai".
Quale treno del commercio internazionale dobbiamo considerare perso?
"Il treno cinese. Quello dei grandi appalti, del design delle Olimpiadi di Pechino lo abbiamo perso. Cerchiamo di infilarci in certe nicchie: gli strumenti per il wellness, o il catering. Spero almeno che non perderemo il treno dell'Expo di Shanghai".
E dove ce l'abbiamo fatta, magari stracciando francesi e tedeschi?
"In Turchia. Abbiamo fatto della sua adesione alla Ue un punto qualificante della politica estera del governo, e abbiamo consolidato una presenza forte".
La nuova frontiera?
"I Balcani. Vogliono entrare in Europa e si stanno già dando molte regole europee. E per i nostri imprenditori sono paesi "dietro casa ".
Per l'India non siamo in ritardo?
"Spero di no. Ospiteremo cento imprenditori nei distretti italiani di loro interesse: tessili e pelle, oreficeria, componentistica auto, agroalimentare. Dopo ci sarà la nostra grande missione lì".
Funzionano le missioni-mostre? "Sì. Ho già riscontri positivi dai quattromila incontri avuti dai nostri imprenditori in Cina. Faremo la stessa cosa a Bombay e Delhi. Kamal Nath ha insistito di portare in particolare delle aziende familiari". Imprese familiari? A chi lo direte?
"Per evitare di fare gaffe vogliamo capire cosa intendono: c’è un diverso livello dimensionale tra la nostra e la loro impresa familiare. E poi, se hanno in mente dieci produttori dell'agroalimentare è meglio che non mi presento con l'alta moda".
Che obiettivo strategico si è data entrando in questo palazzo?
"Fare in modo che il sistema produttivo italiano, dove le dimensioni non aiutano, smetta di piangersi addosso: deve capire che internazionalizzarsi è una necessità, perché il mercato interno non basterà. Il made in Italy non lo dobbiamo promuovere tanto, perché piace a tutti. Il problema è che ci siamo un pò seduti. Vorrei un paese che ha voglia di mordere il mondo".
Ha in mente una parola d'ordine?
"No, ma ho in mente un progetto: che qualcuno pensi a una grande catena di distribuzione. Qualcosa come Carrefour. In Cina bevono caffè e trovano Starbucks, adorano la pizza e trovano Pizza Hut, piace il nostro design dei mobili e trovano Ikea... Sta in piedi un Carrefour italiano? Qualcuno ci vuole pensare? Possiamo vedere come?".
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Rassegna stampa
23/06/2010
Notizie Radicali
Matteo Mecacci
Riflessione sulla politica estera del Partito Democratico a partire da una discussione parlamentare sulla situazione dei diritti umani a Cuba
Documenti
30/05/2010
Birmania Cambogia Italia Laos Vietnam
Consiglio Generale del PRNtt: Risoluzione approvata sull’Asia Sud Orientale
16/06/2008
Interrogazioni (PE) Italia
PE. Interrogazione scritta, Legge provinciale Alto Adige e radici cristiane
17/03/2004
Interrogazioni (PE) Italia
INTERROGAZIONE SCRITTA P-0928/04
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
radioradicale.it
2012-05-21 15:31:07 Seduta 635ª (XVI legislatura)
2012-05-20 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2012-05-17 09:08:26 Sedute 725ª e 726ª (XVI legislatura)
2012-05-15 12:08:17 Seduta 632ª (XVI legislatura)
2012-05-13 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella 










