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EMMA LA "PASIONARIA": PORTERO' LA STORIA RADICALE
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Roma - Onorevole Bonino, la sua candidatura alla guida dei Partito Democratico, assieme a quella di Marco Pannella è soltanto una provocazione? «Assolutamente no». Emma Bonino oggi sarà a Genova. Ieri mattina, subito dopo aver annunciato la sua decisione di correre alla carica di segretario dei Pd, è tornata a casa a preparare le valigie. Ha accettato di rispondere ad un paio di domande de Il Secolo XIX.
In molti, tra quelli che hanno già aderito al Pd, la pensano in maniera diversa: sono convinti che la vostra decisione sia solo una boutade. E c'è chi, come il ministro della Famiglia, Rosy Bindi, applaude alla sua scelta, ma storce il naso sulla contemporanea presenza di Pannella.
«Sbaglia. Nel corso della miavita, se c'è stata una persona con cui ho condiviso scelte e battaglie, che ho avuto più vicino a me in tutte le strade che ho deciso di percorrere è stato proprio Marco. Quindi...»
Altri, invece, come il ministro dei rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, le chiedono una formale iscrizione al partito, prima di imbarcarsi in questa impresa.
«E come posso farla io? Neppure lui, mi risulta, sia già iscritto! Dove si fa questa iscrizione? Non sono ancora aperte. Ma c'è dell'altro. Ho sentito che ci chiedono anche di sciogliere il nostro partito. Sempre a quel che mi risulta, neppure i Ds e la Margherita si sono già sciolti. Hanno detto che lo faranno».
Infine c'è l'ala cattolica del Pd che non accetta di buongrado un'iniezione di laicità come quella che potreste portare voi.
«In tutte le democrazie, le posizioni si devono confrontare le diverse convinzioni. Anche quelle religiose».
Il problema, però, è che i teodem minacciano di uscire dal Pd se arriverete voi radicali.
«Si comincia bene! Se arrivano le minacce, non si va da nessuna parte. Ma lo sanno, costoro, che nei grandi partiti tradizionali, si confrontano aree e idee totalmente diverse? Nel partito laburista, ad esempio, convivono tranquillamente, sia i socialisti che i trozkisti. E convivono tranquillamente. Confrontandosi».
E quale sarebbe l'apporto di Pannella e di Bonino nel Pd?
«La nostra storia. Le nostre battaglie per i diritti civili che, mi sembra di ricordare bene, hanno fatto parte della vita di tanti elettori, a prescindere dai partiti di appartenenza o dalle simpatie. Non penso che un partito che vuole nascere con grandi ambizioni, possa fare a meno di quello che noi abbiamo rappresentato».
Ma Emma Bonino, nell'intervento con cui ha accettato la candidatura, ha detto anche qualcosa di più. Davanti ai membri dei Comitato nazionale straordinario dei Radicali, ha spiegato che sarebbe indispensabile la presenza di questa parte della sinistra nella nascita del Partito Democratico. «Non deve nascere - ha detto - soltanto dalla fusione di due oligarchie, quella dei Ds e quella dei Dl; deve essere un progetto di più ampio respiro». Non solo: a conferma della serietà della scelta, la Bonino ha spiegato proprio ai suoi interlocutori più scettici (nel corso del suo intervento la Bonino si è rivolta direttamente a Maria Fida Moro, figlia dello statista democristiano ucciso dalle Br). «Capisco le paure di chi teme di essere "contaminato" da altre esperienze. Ma è vero che non possiamo essere soltanto noi gli unici protagonisti: quelli che si isolano da quel che accade loro intorno. Per questo - ha detto la Bonino - occorre governare questi timori e navigare in un mare più aperto. Non possiamo restare sempre a coltivare un piccolo orticello che, peraltro, da trent'anni stanno cercando di soffocare e distruggere».
In molti, tra quelli che hanno già aderito al Pd, la pensano in maniera diversa: sono convinti che la vostra decisione sia solo una boutade. E c'è chi, come il ministro della Famiglia, Rosy Bindi, applaude alla sua scelta, ma storce il naso sulla contemporanea presenza di Pannella.
«Sbaglia. Nel corso della miavita, se c'è stata una persona con cui ho condiviso scelte e battaglie, che ho avuto più vicino a me in tutte le strade che ho deciso di percorrere è stato proprio Marco. Quindi...»
Altri, invece, come il ministro dei rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, le chiedono una formale iscrizione al partito, prima di imbarcarsi in questa impresa.
«E come posso farla io? Neppure lui, mi risulta, sia già iscritto! Dove si fa questa iscrizione? Non sono ancora aperte. Ma c'è dell'altro. Ho sentito che ci chiedono anche di sciogliere il nostro partito. Sempre a quel che mi risulta, neppure i Ds e la Margherita si sono già sciolti. Hanno detto che lo faranno».
Infine c'è l'ala cattolica del Pd che non accetta di buongrado un'iniezione di laicità come quella che potreste portare voi.
«In tutte le democrazie, le posizioni si devono confrontare le diverse convinzioni. Anche quelle religiose».
Il problema, però, è che i teodem minacciano di uscire dal Pd se arriverete voi radicali.
«Si comincia bene! Se arrivano le minacce, non si va da nessuna parte. Ma lo sanno, costoro, che nei grandi partiti tradizionali, si confrontano aree e idee totalmente diverse? Nel partito laburista, ad esempio, convivono tranquillamente, sia i socialisti che i trozkisti. E convivono tranquillamente. Confrontandosi».
E quale sarebbe l'apporto di Pannella e di Bonino nel Pd?
«La nostra storia. Le nostre battaglie per i diritti civili che, mi sembra di ricordare bene, hanno fatto parte della vita di tanti elettori, a prescindere dai partiti di appartenenza o dalle simpatie. Non penso che un partito che vuole nascere con grandi ambizioni, possa fare a meno di quello che noi abbiamo rappresentato».
Ma Emma Bonino, nell'intervento con cui ha accettato la candidatura, ha detto anche qualcosa di più. Davanti ai membri dei Comitato nazionale straordinario dei Radicali, ha spiegato che sarebbe indispensabile la presenza di questa parte della sinistra nella nascita del Partito Democratico. «Non deve nascere - ha detto - soltanto dalla fusione di due oligarchie, quella dei Ds e quella dei Dl; deve essere un progetto di più ampio respiro». Non solo: a conferma della serietà della scelta, la Bonino ha spiegato proprio ai suoi interlocutori più scettici (nel corso del suo intervento la Bonino si è rivolta direttamente a Maria Fida Moro, figlia dello statista democristiano ucciso dalle Br). «Capisco le paure di chi teme di essere "contaminato" da altre esperienze. Ma è vero che non possiamo essere soltanto noi gli unici protagonisti: quelli che si isolano da quel che accade loro intorno. Per questo - ha detto la Bonino - occorre governare questi timori e navigare in un mare più aperto. Non possiamo restare sempre a coltivare un piccolo orticello che, peraltro, da trent'anni stanno cercando di soffocare e distruggere».
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Rassegna stampa
23/06/2010
Notizie Radicali
Matteo Mecacci
Riflessione sulla politica estera del Partito Democratico a partire da una discussione parlamentare sulla situazione dei diritti umani a Cuba
Documenti
30/05/2010
Birmania Cambogia Italia Laos Vietnam
Consiglio Generale del PRNtt: Risoluzione approvata sull’Asia Sud Orientale
16/06/2008
Interrogazioni (PE) Italia
PE. Interrogazione scritta, Legge provinciale Alto Adige e radici cristiane
17/03/2004
Interrogazioni (PE) Italia
INTERROGAZIONE SCRITTA P-0928/04
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
radioradicale.it
2012-05-21 15:31:07 Seduta 635ª (XVI legislatura)
2012-05-20 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2012-05-17 09:08:26 Sedute 725ª e 726ª (XVI legislatura)
2012-05-15 12:08:17 Seduta 632ª (XVI legislatura)
2012-05-13 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella 










