Elezioni presidenziali in Croazia: al ballottaggio Ivo Josipović contro Milan Bandić


Intervista a Marina Sikora, Consigliere Generale del PRNtt, a Radio Radicale 

Come previsto dai sondaggi, ma a sorpresa di alcuni candidati presidenziali che speravano fino all'ultimo momento, secondo i primi risultati preliminari pubblicati dalla Commissione elettorale statale alle 01h, i cittadini croati hanno scelto che la gara per il secondo turno delle elezioni presidenziali si svolgera' tra Ivo Josipovic, candidato del Partito socialdemocratico che ha ottenuto 32.44% di voti e Milan Bandic, sindaco di Zagabria e dissidente socialdemocratico poiche' espulso dal partito nel momento in cui e' sceso in campo contro il candidato ufficiale socialdemocratico. Bandic ha ottenuto il 14,84% di preferenze.

La Comunita' democratica croata fino, HDZ, il partito governativo fino all'ultimo momento ha creduto nell'entrata al ballottaggio del proprio candidato, Andrija Hebrang il quale ha ottenuto solo 12,02 percento. La sua sconfitta e' un colpo duro al partito ma anche al governo di Jadranka Kosor. Nei primi commenti a seguito dei risultati si e' potuto sentire speculazioni sull'apertura del problema a chi andra' l'appoggio dell'HDZ nel secondo turno. Secondo gli analisti, il dissidente socialdemocratico Bandic avrebbe ottenuto tra 20-30 percento di voti del corpo elettorale dell'HDZ. L'indipendente Nadan Vidosevic, ex HDZ, presidente della Camera di economia croata e imprenditore, ha ottenuto 11,34% di preferenze mentre al quinto posto c'e' Vesna Pusic, del Partito popolare croato con 7,25% infine al sesto posto Dragan Primorac, indipendente, ex HDZ, con 5,93%. Tutti gli altri candidati non hanno superato il 5 percento.

Quello che ha segnato queste elezioni che si prospettavano essere molto importanti per la Croazia la quale attualmente affronta una profonda crisi economica e che dopo la sua adesione alla Nato si trova vicinissima a diventare il prossimo 28-esimo paese membro dell'Ue, e' una bassa affluenza alle urne, circa 44 percento che e' l'8 % in meno rispetto alle elezioni di cinque anni fa che hanno riconfermato il secondo mandato al presidente uscente Stjepan Mesic.
Lo stesso presidente Mesic, alla chiusura dei seggi elettorali si e' detto deluso per la poca affluenza alle urne, ma ha sottolineato che lo si poteva aspettare poiche' i candidati non hanno dimostrato interessamento per la visione della Croazia nel 21-esimo secolo e nell'Ue. «Non ci sono state proposte serie in che modo la Croazia potrebbe cambiare la sua economia che adesso e' orientata all'importazione. Non vi e' stato abbastanza politicizzamento del corpo elettorale, i candidati si sono criticati a vicenda, ma non vi e' stato abbastanza fervore ne’ messaggi che potevano mobilitare gli elettori a recarsi alle urne» ha detto Mesic e ha aggiunto che appena sapra' i risultati ufficiali definitivi dira' a chi andra' il suo sostegno, ma con la descrizione del programma di questo candidato. Non ha comunque escluso la possibilita' di pronunciare concretamente il nome del candidato a cui andra' il suo appoggio.
Secondo gli analisti l’HDZ, il partito governativo non esiste piu’ come partito compatto: innanzitutto poiche’ si e’ ‘trimezzato’ in tre candidati: uno ufficiale, Andrija Hebrang, e due dimissionari, ex membri dell’HDZ, espulsi a causa della loro candidatura, Nadan Vidosevic, e Dragan Primorac, ex ministro della pubblica istruzione.
Dall’altra parte si ipotizza che in effetti Milan Bandic e’ il candidato della destra a cui sono andati, come detto, tra 20-30% dei voti del corpo elettorale dell’HDZ. Sara’ compito principale dell’uomo potente di Zagabria, l’uomo di tante e dubbiose fonti di finanziamento di attirare ulteriormente questo elettorato che in lui ha cercato il candidato per opporsi alla dissoluzione del partito.
La vera battaglia inizia soltanto adesso, ci sara’ molto lavoro da fare per entrambi i candidati. Per Ivo Josipovic il principale impegno, dicono i commentatori, sara’ quello di assicurarsi la partecipazione dei propri elettori nel secondo turno motivando i cittadini ad una maggiore affluenza, assicurandosi anche il sostegno degli elettori degli altri due candidati della sinistra: della liberale Vesna Pusic e di Damir Kain, candidato dell’IDS.
Una delle curiosita’ delle elezioni e’ anche la vittoria netta di Josipovic contro Bandic sindaco proprio a Zagabria. Secondo i risultati ancora non ufficiali, Ivo Josipovic avrebbe ottenuto 34,57% di voti nella capitale mentre Bandic si deve accontentare del 15,57%.
Milan Bandic ha invece sconfitto il tradizionale corpo elettorale in Bosnia Erzegovina, 48,61%. Al secondo posto Hebrang con 23,24% e terzo Miroslav Tudjman con 8,29%.
“Invito tutti gli elettori in Croazia di recarsi alle urne tra due settimane e di dare il loro voto alla giustizia, per una Croazia migliore e giusta. Di votare per la luce e non per la tenebre! Sono certo che il prossimo 10 gennaio sceglieranno la luce” ha detto Ivo Josipovic stanotte solo alcuni minuti dopo i primi risultati preliminari della Commissione elettorale. La sala gremita di gente, la stessa sala della Casa dei giornalisti in cui il presidente uscente Stjepan Mesic ha atteso i risultati del suo precedente mandato, applaudiva e scandiva Ivo, Ivo.
Grande entusiasmo e felicita’ nelle fila del Partito socialdemocratico che dal 2000 non festaggiava una vittoria elettorale.
Milan Bandic da parte sua ha annunciato invece una battaglia agressiva scatenandosi nel suo primo intervento dopo mezzanotte contro il vertice del suo ex partito, SDP e contro il suo presidente Zoran Milanovic nominando Ivo Josipovic “un prodotto dall’laboratorio” del partito telecomandato dal suo presidente.
Tengo a sottolineare che negli ultimi giorni della campagna elettorale, Ivo Josipovic ha ricevuto una lettera toccante da parte di Emma Bonino in cui gli viene riconosciuto l'impegno per il futuro di una Croazia di giustizia ed europea. Nella sua lettera, Emma Bonino sottolinea che insieme ai radicali del Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito, da europei convinti e determinati, sostenitori convinti del futuro allargamento dell'Ue all'Europa sudorientale, ha riconosciuto in Ivo Josipovic una personalita' fortemente impegnata nella causa dell'ingresso della Croazia nell'Ue. «E' estremamente importante che la Croazia sia guidata da un politico di orientamento filoeuropeo nel momento in cui la prospettiva di diventare il 28-esimo Stato membro dell’UE apre indubbiamente un nuovo capitolo per l’Europa intera di questo lungo e per niente facile processo.
Ti sappiamo determinato ad affermare i principi della giustizia e dello stato di diritto, a combattere ogni forma di corruzione e criminalitá organizzata che pesantemente minacciano la vita dei cittadini croati. E’ proprio sui valori che tu promuovi e sostieni nel tuo programma elettorale che la Croazia deve fondare la sua ragione di essere e costruire il suo cammino verso la famiglia europea.
Sono convinta che sotto la tua guida il tuo Paese raggiungerá finalmente questo obiettivo” ha scritto Emma Bonino nella sua lettera di sostegno ad Ivo Josipovic.