E UN AVVOCATO SFIDA LE "MANI SPORCHE" DI BEIRUT


Il Corriere della Sera

Alla fine lo hanno liberato. Ma il braccio di ferro tra l’avvocato Muhamad Mugraby e l’élite politico-giudiziaria del Libano è tutt’altro che concluso. Capo di uno dei più importanti studi legali di Beirut, il sessantacinquenne Mugraby è da tempo un personaggio scomodo nel suo Paese. In passato si era esposto difendendo i parenti dei “desaparecidos” durante l’occupazione siriana in Libano, nonché i proprietari terrieri espropriati dal governo e diverse persone accusate di spionaggio per Israele. Di recente si era mosso alla guida di una campagna anticorruzione, denunciando pubblicamente la “crisi morale” del sistema giudiziario. Radiato nel gennaio scorso dall’Ordine degli avvocati, Mugraby aveva continuato a esercitare appellandosi contro la decisione dell’Ordine e candidandosi alla carica di presidente dell’associazione forense nella capitale. La sfida è culminata, l’8 agosto, con l’arresto di Mugraby per “usurpazione del titolo” nonostante sul suo ricorso non fosse – e ancora non sia – stata presa alcuna decisione. E’ rimasto in carcere per tre settimane prima di ottenere, dietro pagamento di una cauzione, la libertà provvisoria. “Il mio arresto è stato deciso ai più alti livelli del governo”, ha denunciato Mugraby poco dopo il rilascio, “perché ha osato sfidare, invocando la legge, la corruzione e l’abuso di potere dilaganti”.
“Mugraby non si arrende, continuerà a difendere i suoi clienti e ha anche diffuso un memorandum per denunciare le gravi violazioni dei diritti umani di cui è stato testimone nelle carceri”, spiega Emma Bonino che, assieme al suo Partito Radicale Transnazionale, ha fatto di Mugraby un paladino dell’indipendenza del potere giudiziario e della legalità. “E’ nostro dovere proteggerlo politicamente. Per questo, dopo essersi recata a Beirut per incontrarlo, lo ha invitato a partecipare al congresso di Radicali Italiani a Roma e il 4 novembre lo accompagnerà all’incontro fissato con una delegazione del Parlamento Europeo.

S.G.