E' l'ultimo giornale?


E' l'ultimo giornale?

SOMMARIO: Presentare »nella stessa ora e nello stesso giorno , nel maggior numero di Parlamenti, leggi atte a governare i tremendi problemi che il mondo vive, attraverso il sostegno nonviolento dell'azione diretta dei parlamentari e dei cittadini: questo è il nostro obiettivo politico.
Il giornale che voi ricevete - giunto al suo settimo numero - è il mezzo che abbiamo scelto per perseguire quest'obiettivo.
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Organizzare un nuovo soggetto politico, un partito democratico nuovo, ad adesione diretta. Riuscire a presentare e sostenere nei nostri Parlamenti, nelle nostre città, nei nostri partiti, uguali testi legislativi, alla stessa ora, nella stessa forma, e con gli stessi contenuti. Organizzare manifestazioni di massa e nonviolente e l'informazione fra noi, in tempi reali.
Sarà possibile, nei mesi che ci separano dalla seconda sessione del XXXVI Congresso del Partito Radicale, prevista entro gennaio del '93, dare vita - autonoma, dal punto di vista finanziario - a questo transpartito transnazionale? Questo giornale, giunto al settimo numero, inviato a 45.000 parlamentari e a circa 250.000 altri destinatari, in 70 Paesi, scritto in italiano, tradotto, composto e stampato in altre 14 lingue, è il mezzo - unico, per certi versi - attraverso il quale chiediamo ai parlamentari ed ai cittadini di risponderci, di iscriversi.
(IL PARTITO NUOVO - N. 7 - MAGGIO 1992)


L'idea di contattare direttamente i parlamentari democratici di tutto il mondo - qui sta l'unicità del progetto del Partito Radicale - si è potuta attuare attraverso il lavoro, che è durato alcuni mesi, di acquisizione dei nominativi, attraverso le ambasciate e il contatto diretto con i Parlamenti. Non esiste - o almeno noi non ne abbiamo nozione - un'organizzazione che possieda una »banca dati simile.
Per impostare ed organizzare questo giornale, lo strumento che abbiamo scelto per avviare il contatto e consolidarlo - una vera e propria »impresa editoriale - sono occorsi i primi sei mesi dell'anno '91. Dovevamo acquisire tutti gli elementi tecnici, organizzativi, che ci consentissero di realizzare un giornale scritto in italiano, tradotto, videoimpaginato e stampato in altre 14 lingue, spedito in 4 continenti, ad oltre 300 sedi di destinazione.
Abbiamo dovuto, tra l'altro: reperire gli strumenti tecnici per la videoscrittura, non disponibili tutti in Italia; costituire l'equipe dei traduttori; individuare la tipografia in grado di stampare in tante lingue; rendere compatibili i tempi della realizzazione grafica e tipografica con quelli dell'invio e della ricezione del messaggio; compiere un'accurata indagine nei Parlamenti e nelle altre sedi di destinazione per individuare e verificare i mezzi più idonei per la spedizione e il trasporto; reperire i nominativi e gli indirizzi dei parlamentari destinatari della pubblicazione (circa 45.000), computerizzarli, acquisire le notizie e le informazioni utili per l'invio e l'aggiornamento; selezionare i temi e gli argomenti, le proposte per le azioni da intraprendere e porre in atto nel maggior numero possibile di Paesi; formare la redazione; scegliere il progetto grafico; predisporre il controllo del sistema di distribuzione; organizzare la struttura e la gestione tecnica e politica dei riscontri e delle ri
sposte.
A fine giugno del 1991 esce il primo numero del giornale, scritto in italiano e tradotto in altre quattordici lingue, inviato ad oltre quarantamila parlamentari e ad altri duecentocinquantamila destinatari, in più di 40 Paesi diversi.
Al primo numero del giornale ne sono seguiti altri cinque: il secondo nel mese di luglio, il terzo tra agosto e settembre, il quarto tra ottobre e novembre, il quinto, a 24 pagine - preceduto da una lettera indirizzata personalmente a tutti i parlamentari destinatari del giornale - alla fine di gennaio del 1992. Il sesto numero è stato inviato in più di 70 Paesi alla fine di marzo.
Un terzo delle energie impegnate a tempo pieno nel lavoro del Partito (13 persone) sono state occupate nella redazione e nell'organizzazione di quest'impresa; più di un terzo lo sono state per oltre la metà del tempo disponibile, per un totale superiore al 50% di tutte le energie di cui dispone il Partito.
L'onere complessivo sostenuto dal Partito per i sei numeri del giornale finora prodotti e recapitati, ammonta a 2.250.000 dollari di costi diretti (di struttura e per forniture di terzi), pari al 50% delle entrate di competenza dell'anno.
Le traduzioni, l'impaginazione e la stampa del giornale sono state effettuate a Roma, con esclusione di circa 100.000 stampate a Mosca. La tiratura complessiva è di circa 300.000 copie.
L'invio del giornale a tutti i parlamentari ed agli altri destinatari, è stato curato da Roma, con l'apporto delle sedi di Bruxelles, Budapest, Mosca, Praga e Zagabria.
Questo giornale viene inviato a parlamentari e cittadini residenti nei seguenti Paesi: Albania, Argentina, Australia, Armenia, Austria, Azerbaidzan, Belgio, Bielorussia, Bolivia, Bosnia Herzegovina, Brasile, Bulgaria, Burkina Faso, Canada, Cecoslovacchia, Cile, Colombia, Costa d'Avorio, Costarica, Croazia, Danimarca, Equador, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Georgia, Gibilterra, Gran Bretagna, Grecia, Guatemala, Kazakistan, Kirghistan, Irlanda, Isola di Man, Islanda, Israele, Italia, Lettonia, Libano, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Messico, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Perù, Polonia, Portogallo, Repubblica Domenicana, Russia, Repubblica San Marino, Romania, Salvador, Senegal, Serbia, Slovenia, Spagna, Sudafrica, Svezia, Svizzera, Tagikistan, Tunisia, Turkmenistan, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Usa, Uzbekistan, Venezuela.
A questo elenco si aggiungono altri Paesi dell'»indirizzario esperantista : Algeria, Benin, Camerun, Cina, Congo, Corea del Sud, Cuba, Egitto, Ghana, Giappone, Guinea Bissau, Haiti, Hong Kong, India, Indonesia, Iran, Madagascar, Malesia, Marocco, Mauritania, Mongolia, Nepal, Nigeria, Pakistan, Singapore, Sri Lanka, Taiwan, Tanzania, Thailandia, Togo, Turchia, Vietnam, Zaire.