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DROGA: L’AFGHANISTAN STA DIVENENDO UN “NARCO-STATO”?
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Un recente studio del Fondo Monetario Internazionale ha lanciato l’allarme Afghanistan, sostenendo che vi sia il forte rischio che questo paesi stia diventando un “Narco-Stato”. Secondo l’FMI, il giro d’affari del commercio d’oppio si aggira intorno ai 2 miliardi e mezzo di dollari, una cifra ben superiore del bilancio nazionale per lo sviluppo che per il 2003/4 è di 1.8 miliardi di dollari. L’appello del Fondo è stato recentemente ripreso dal Ministro afghano delle finanze e aggrava, ma solo di poco, quanto emerso dal dibattito ad hoc sull’Afghanistan tenutosi al Consiglio di Sicurezza l’estate scorsa.
Dichiarazione di Marco Perduca, Rappresentante all’ONU del Partito Radicale Transnazionale e Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista:
“Per garantire una stabilità e una pace apparente, la comunità internazionale ha malauguratamente arruolato decine di ex-signori della guerra come “garanti” della sicurezza in molte aree dove la produzione di oppio costituisce, e ha costituito storicamente, la più redditizia, o a volte l’unica, fonte di entroito per migliai di afghani, prima, durante e dopo il regime talebano. I risultati di questa delega si stanno manifestando in tutta la loro pericolosità. I signori della guerra vanno via via aumentando la loro resistenza a obbedire gli ordini di Kabul, e stanno utilizzando i profitti della droga per rafforzarsi sia politicamente che militarmente.
La gestione di questa grave e preoccupante situazione deve divenire una priorità per tutti quei paesi che da due anni sono coinvolti nella gestione dell’Afghanistan : Stati uniti Gran Bretagna, Germania, Italia, e per le Nazioni unite stesse. Gli attori internazionale in Afghanistan devono però affrontare la questione sicurezza e stabilità da una prospettiva radicalmente alternativa a quanto fatto sino ad oggi, tentando di detonare la pericolosità della produzione dell’oppio che è il vero motore della criminalità organizzata e delle narco-mafie.
Per l’ultimo decennio, la guerra alla droga in Afghanistan è stata caratterizzata da una serie di programmi di eradicazione delle colture che, durante la gestione di Pino Arlacchi, hanno trovato nei talebani un partner istituzionale. Un partner che è stato incoraggiato a rilanciare la guerra alla droga con editti sacri contro il “proddotto del male occidentale”. Il nuovo Afghanistan e il suo popolo, finalmente libero, si meritano di più: meritano di essere trattati come un popolo in grado di esercitare la propria responsabilità e poter godere dei frutti dei propri prodotti (quasi) tradizionali in un contesto legalmente regolamentabile. A questo fine, l’ONU deve decidere di prendere in considerazione, una volta per tutte, il caso afghano come il simbolo dei danni creati dalla proibizione sulle droghe e avviare una valutazione della attuali politiche di “controllo degli stupefacenti” e rispondere alla crisia dell’Afghanistan con misure politiche finalmente globali e sostenibili.
Dichiarazione di Marco Perduca, Rappresentante all’ONU del Partito Radicale Transnazionale e Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista:
“Per garantire una stabilità e una pace apparente, la comunità internazionale ha malauguratamente arruolato decine di ex-signori della guerra come “garanti” della sicurezza in molte aree dove la produzione di oppio costituisce, e ha costituito storicamente, la più redditizia, o a volte l’unica, fonte di entroito per migliai di afghani, prima, durante e dopo il regime talebano. I risultati di questa delega si stanno manifestando in tutta la loro pericolosità. I signori della guerra vanno via via aumentando la loro resistenza a obbedire gli ordini di Kabul, e stanno utilizzando i profitti della droga per rafforzarsi sia politicamente che militarmente.
La gestione di questa grave e preoccupante situazione deve divenire una priorità per tutti quei paesi che da due anni sono coinvolti nella gestione dell’Afghanistan : Stati uniti Gran Bretagna, Germania, Italia, e per le Nazioni unite stesse. Gli attori internazionale in Afghanistan devono però affrontare la questione sicurezza e stabilità da una prospettiva radicalmente alternativa a quanto fatto sino ad oggi, tentando di detonare la pericolosità della produzione dell’oppio che è il vero motore della criminalità organizzata e delle narco-mafie.
Per l’ultimo decennio, la guerra alla droga in Afghanistan è stata caratterizzata da una serie di programmi di eradicazione delle colture che, durante la gestione di Pino Arlacchi, hanno trovato nei talebani un partner istituzionale. Un partner che è stato incoraggiato a rilanciare la guerra alla droga con editti sacri contro il “proddotto del male occidentale”. Il nuovo Afghanistan e il suo popolo, finalmente libero, si meritano di più: meritano di essere trattati come un popolo in grado di esercitare la propria responsabilità e poter godere dei frutti dei propri prodotti (quasi) tradizionali in un contesto legalmente regolamentabile. A questo fine, l’ONU deve decidere di prendere in considerazione, una volta per tutte, il caso afghano come il simbolo dei danni creati dalla proibizione sulle droghe e avviare una valutazione della attuali politiche di “controllo degli stupefacenti” e rispondere alla crisia dell’Afghanistan con misure politiche finalmente globali e sostenibili.
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Totale | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
Comunicati stampa
25/03/2013
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Il "Modello Copenaghen": produzione, vendita e consumo di cannabis legalizzata
18/09/2012
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Il futuro dei coffee-shop olandesi dopo le elezioni legislative
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Prime conseguenze delle politiche proibizioniste sulla droga in Olanda
29/05/2012
Antenna di BruxellesAntiproibizionismoDrogaEUGlobal CommissionIDPC
L'Antenna presente a workshop su droga a Bruxelles
Rassegna stampa
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www.radicalparty.org
Matteo Angioli
In Portogallo dieci anni dopo la depenalizzazione l’abuso di droga è dimezzato
16/12/2010
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Hélène Mulholland
The Guardian: L’ex Ministro della Difesa: “Legalizziamo la droga”
Documenti
04/10/2012
Antiproibizionismo
Dichiarazione dei capi di stato di Colombia, Guatemala e Messico sulla revisione della politica sulla droga delle Nazioni Unite
06/03/2007
Antiproibizionismo Documenti generici
Alcuni dati sulla produzione di oppio in Afghanistan
18/10/2004
Antiproibizionismo Interrogazioni (PE)
Fumigazioni in Colombia interrogazione di Marco Pannella e Emma Bonino alla Commissione
18/10/2004
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Interrogazione di Marco Pannella e Emma Bonino su eradicazione della coca in Bolivia











