DOMANI, ERPING ZHANG, KOK KSOR, ENVER CAN E QUAN NGUYEN ALLA CAMERA PER L´AUDIZIONE SULLE VIOLAZIONI DELLA LIBERTA´ RELIGIOSA IN CINA E IN VIETNAM.


ALLE ORE 20.30 ASSEMBLEA PUBBLICA NELLA SEDE DEI RADICALI CON GLI AMICI ASIATICI E CON DANIELE CAPEZZONE E MARCO PANNELLA

Domani a partire dalle ore 14, il ComitatoDiritti Umani della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, su iniziativa del Partito Radicale Transnazionale e del Presidente del Comitato Gennaro Malgeri, organizza un´audizione sulla libertà religiosa, in particolare su Cina e Vietnam, ascoltando le testimonianze di rappresentanti dei Montagnard protestanti, dei buddisti vietnamiti, dei Falun Gong e degli Uiguri di religione musulmana che vivono in Cina.

Parteciperanno all´audizione:
Erping Zhang, portavoce mondiale dei Falun Gong
Kok Ksor, presidente della Montagnard Foundation
Enver Can, presidente del Congresso Nazionale del Turkestan orientale
Dott. Quan Nguyen, presidente del comitato di sostegno del movimento nonviolento per la libertà e la democrazia in Vietnam fondato dal Dr. Que Nguyen.

A partire dall´indubbio valore politico di tale appuntamento, occorre che l´Italia e l´Europa decidano di assumere quanto prima l´iniziativa di denunciare tutti gli accordi di cooperazione economica che sono continuamente violati da molti regimi, e che non servono ad ottenere miglioramenti concreti nel rispetto dei diritti umani. L´alternativa a questa scelta sarebbe solo il mantenimento di un´inerzia destinata a diventare complicità attiva con tali regimi.

Intanto pochi giorni fa la Commissione USA sulla libertà religiosa (www.uscirf.gov), ha inserito per la prima volta il Vietnam tra i paesi di particolare preoccupazione », raccomandando al Dipartimento di Stato di adottare sanzioni adeguate che possano indurre il regime di Hanoi ad interrompere la flagranza di tali violazioni.
Tale decisione della Commissione USA, se da un lato prende atto delle numerosissime violazioni dei diritti umani fondamentali, e in particolare della libertà religiosa, che avvengono sistematicamente ad opera del regime vietnamita in aperto contrasto con i trattati internazionali da questi sottoscritti, dall´altro segnala l´inadeguatezza delle procedure utilizzate dai Governi, dalla Commissione e dal Parlamento europei per monitorare il rispetto delle « clausole democratiche » che affollano gli accordi di cooperazione con i regimi dittatoriali e autoritari.

A questo proposito occorre denunciare che, a fronte dell'enorme quantità di informazioni attendibili relative alla violazione delle libertà fondamentali in Vietnam, nonché del clamoroso diniego opposto dalle autorità vietnamite alla richiesta della delegazione del Parlamento europeo di incontrare alcuni leader religiosi privati della libertà personale, le istituzioni e i Governi europei non hanno saputo far altro fino ad oggi che "chinare il capo" davanti all´arroganza dei comunisti di Hanoi.