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DICHIARAZIONE A NOME DELLA COALIZIONE PER UN CAUCUS DEMOCRATICO ALL'ONU. RILASCIATA DA TED PICCONE - DIRETTORE ESECUTIVO DEL DEMOCRACY COALITION PROJECT - ALL'INCONTRO MINISTERIALE DEL CAUCUS DEMOCRATICO DELLE NAZIONI UNITE
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New York, 19 Settembre, 2005
E' un onore per me condividere con voi la prospettiva dalla società civile riguardo all'importante contributo che il caucus democratico può dare al nostro obiettivo comune del rafforzamento delle Nazioni Unite nel 21mo secolo, soprattutto per quanto riguarda il campo della democrazia e dei diritti umani.
Secondo la comunità non-governativa, il meeting di Santiago della Comunità delle Democrazie ad aprile scorso, è stata l'occasione per preparare un nuovo terreno, nel quale noi siamo stati inclusi nel dialogo aperto ed attivo coi Ministri. Accogliamo con favore l'opportunità di oggi per continuare questi scambi di vedute e auspichiamo di restare pienamente impegnati nell'opera di potenziamento della cooperazione internazionale per la promozione della democrazia.
Il lavoro del summit della scorsa settimana ci dà motivo di soddisfazione e preoccupazione allo stesso tempo, per quello che sarà il futuro dell'ONU e la capacità dei suoi membri di superare gli schemi del passato, per un futuro che sappia rispondere alle domande della nuova era.
Molti di noi della comunità non-governativa hanno salutato la decisioni di offrire nuove risorse per il raggiungimento dell'obiettivo dell'ONU della promozione della democrazia e della protezione dei diritti umani. Il raddoppiamento del budget per l'Ufficio dell'Alto Commissario per i Diritti Umani nei prossimi cinque anni rappresenta una svolta positiva che porterà quella indispensabile conoscenza ed esperienza di vi e’ bisogno sul terreno. Inoltre, la creazione di un Fondo per la Democrazia (UN Democracy Fund), con il forte sostegno dei paesi guida della Comunità delle Democrazie, è una prova concreta che la democrazia, come dimostrato dal risultato finale del documento, è un valore universale che riguarda tutti gli Stati. La comunità non-governativa che e’ impegnata nella promozione della democrazia si augura di avere una parte attiva nel direttivo del Fondo per la Democrazia nonché nell'attuazione dei progetti e attività volte a rafforzare e consolidare i princìpi e le pratiche democratiche.
L'incapacità dei governi di accordarsi su puntii chiave riguardanti il Consiglio per i Diritti Umani è stata per noi una grossa delusione. La proposta del Segretario Generale Annan di rimpiazzare la Commissione per i Diritti Umani con un Consiglio Permanente sui Diritti Umani, composto da quegli Stati che rispettino i più alti standard sui diritti umani, rimane un passo cruciale verso la realizzazione della promessa rappresentata dalla Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Difensori e attivisti dei diritti umani da tutto il mondo si sono uniti a noi per sostenere questa proposta ambiziosa perché sanno, per esperienza diretta, ciò che non va nel sistema attuale. Essi sono testimoni di come i Governi che negano le libertà fondamentali entro i loro confini siano riusciti a bloccare qualsiasi onesto controllo o condanna del loro comportamento. E sono questi stessi Stati che hanno insistito affinché fosse affossato il testo negoziato dal Presidente dell'Assemblea Generale Ping e il suo team di collaboratori. Molti di noi si sono chiesti: dov'era il Democracy Caucus in questa battaglia?
Mentre il successivo round di discussioni va avanti, quelli di noi che credono in una ONU efficace hanno ora la possibilità di farsi sentire. Dobbiamo esser certi che il nuovo Consiglio per i Diritti Umani ottenga il mandato e la composizione in maniera credibile davanti a tutto il mondo. A tale scopo, crediamo che per far sì che tale Consiglio sia funzionante ed efficace, si debbano adottare alcuni elementi.
- Deve rispondere alle violazioni dei diritti umani urgenti e continue e perciò dovrà essere un'istituzione permanente;
- Dovranno essere mantenute le procedure speciali e gli accordi per la partecipazione di ONG prevista per l'attuale Commissione peri Diritti Umani.
- I candidati che vogliono far parte del Consiglio devono mostrare un impegno alla promozione dei diritti umani e potranno essere responsabilizzati attraverso una revisione immediata da parte dei loro pari.
- Devono infine ottenere due terzi del sostegno dell'Assemblea Generale. Come ha ribadito il Segretario Generale, la membership al Consiglio dovrà essere un privilegio, non un diritto.
Lo scopo di creare un Consiglio per i Diritti Umani dovrebbe essere una priorità per il Democracy Caucus. Ci auguriamo che venga immediatamente creato un gruppo di lavoro, con membri della Comunita’ delle Democrazie, che possa prendere il via in autunno. Chiediamo al Caucus di insistere sul voto registrato e pubblicco sui temi fondamentali relativi al nuovo Consiglio e di non autorizzare la ricerca di consensi per bloccare la riforma.
Soprattutto, i membri del Democracy Caucus dovrebbero essi stessi candidarsi al Consiglio e promettere di sostenersi a vicenda quando si tratta di votare in blocchi regionali e all'Assemblea generale. Infine, per sanare la reputazione dell'ONU, i membri del Caucus Democratico dovrebbero votare contro gli Stati con i peggiori record di violazione dei diritti umani.
La Comunità delle Democrazie, sotto la leadership del Mali, ha urgente necessità di rafforzare le sue attività sia all'ONU che in altre sedi. Ulteriori risorse, finanziare ed umane, dovrebbero provenire dai suoi membri. Per anni, la creazione di un Segretariato della Comunità delle Democrazie è stata la richiesta centrale della comunità non-governativa. E' tempo che le nuove sfide che la Comunità delle Democrazie ha davanti vengano fronteggiate con le strutture e le risorse adeguate.
In conclusione, alla luce di ciò che è stato e non è stato ottenuto al summit della scorsa settimana, una lezione ci appare chiara: gli Stati democratici rappresentati in questa sede devono prendere la guida. Voi, dopotutto, siete la maggioranza degli stati membri dell'Onu. Aiutateci a smontare le critiche di chi dice che l'ONU sarà per sempre bloccata e che non potrà mai avere voce nel campo dei diritti umani.
Siamo pronti a lavorare con voi in questa nobile causa.
E' un onore per me condividere con voi la prospettiva dalla società civile riguardo all'importante contributo che il caucus democratico può dare al nostro obiettivo comune del rafforzamento delle Nazioni Unite nel 21mo secolo, soprattutto per quanto riguarda il campo della democrazia e dei diritti umani.
Secondo la comunità non-governativa, il meeting di Santiago della Comunità delle Democrazie ad aprile scorso, è stata l'occasione per preparare un nuovo terreno, nel quale noi siamo stati inclusi nel dialogo aperto ed attivo coi Ministri. Accogliamo con favore l'opportunità di oggi per continuare questi scambi di vedute e auspichiamo di restare pienamente impegnati nell'opera di potenziamento della cooperazione internazionale per la promozione della democrazia.
Il lavoro del summit della scorsa settimana ci dà motivo di soddisfazione e preoccupazione allo stesso tempo, per quello che sarà il futuro dell'ONU e la capacità dei suoi membri di superare gli schemi del passato, per un futuro che sappia rispondere alle domande della nuova era.
Molti di noi della comunità non-governativa hanno salutato la decisioni di offrire nuove risorse per il raggiungimento dell'obiettivo dell'ONU della promozione della democrazia e della protezione dei diritti umani. Il raddoppiamento del budget per l'Ufficio dell'Alto Commissario per i Diritti Umani nei prossimi cinque anni rappresenta una svolta positiva che porterà quella indispensabile conoscenza ed esperienza di vi e’ bisogno sul terreno. Inoltre, la creazione di un Fondo per la Democrazia (UN Democracy Fund), con il forte sostegno dei paesi guida della Comunità delle Democrazie, è una prova concreta che la democrazia, come dimostrato dal risultato finale del documento, è un valore universale che riguarda tutti gli Stati. La comunità non-governativa che e’ impegnata nella promozione della democrazia si augura di avere una parte attiva nel direttivo del Fondo per la Democrazia nonché nell'attuazione dei progetti e attività volte a rafforzare e consolidare i princìpi e le pratiche democratiche.
L'incapacità dei governi di accordarsi su puntii chiave riguardanti il Consiglio per i Diritti Umani è stata per noi una grossa delusione. La proposta del Segretario Generale Annan di rimpiazzare la Commissione per i Diritti Umani con un Consiglio Permanente sui Diritti Umani, composto da quegli Stati che rispettino i più alti standard sui diritti umani, rimane un passo cruciale verso la realizzazione della promessa rappresentata dalla Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Difensori e attivisti dei diritti umani da tutto il mondo si sono uniti a noi per sostenere questa proposta ambiziosa perché sanno, per esperienza diretta, ciò che non va nel sistema attuale. Essi sono testimoni di come i Governi che negano le libertà fondamentali entro i loro confini siano riusciti a bloccare qualsiasi onesto controllo o condanna del loro comportamento. E sono questi stessi Stati che hanno insistito affinché fosse affossato il testo negoziato dal Presidente dell'Assemblea Generale Ping e il suo team di collaboratori. Molti di noi si sono chiesti: dov'era il Democracy Caucus in questa battaglia?
Mentre il successivo round di discussioni va avanti, quelli di noi che credono in una ONU efficace hanno ora la possibilità di farsi sentire. Dobbiamo esser certi che il nuovo Consiglio per i Diritti Umani ottenga il mandato e la composizione in maniera credibile davanti a tutto il mondo. A tale scopo, crediamo che per far sì che tale Consiglio sia funzionante ed efficace, si debbano adottare alcuni elementi.
- Deve rispondere alle violazioni dei diritti umani urgenti e continue e perciò dovrà essere un'istituzione permanente;
- Dovranno essere mantenute le procedure speciali e gli accordi per la partecipazione di ONG prevista per l'attuale Commissione peri Diritti Umani.
- I candidati che vogliono far parte del Consiglio devono mostrare un impegno alla promozione dei diritti umani e potranno essere responsabilizzati attraverso una revisione immediata da parte dei loro pari.
- Devono infine ottenere due terzi del sostegno dell'Assemblea Generale. Come ha ribadito il Segretario Generale, la membership al Consiglio dovrà essere un privilegio, non un diritto.
Lo scopo di creare un Consiglio per i Diritti Umani dovrebbe essere una priorità per il Democracy Caucus. Ci auguriamo che venga immediatamente creato un gruppo di lavoro, con membri della Comunita’ delle Democrazie, che possa prendere il via in autunno. Chiediamo al Caucus di insistere sul voto registrato e pubblicco sui temi fondamentali relativi al nuovo Consiglio e di non autorizzare la ricerca di consensi per bloccare la riforma.
Soprattutto, i membri del Democracy Caucus dovrebbero essi stessi candidarsi al Consiglio e promettere di sostenersi a vicenda quando si tratta di votare in blocchi regionali e all'Assemblea generale. Infine, per sanare la reputazione dell'ONU, i membri del Caucus Democratico dovrebbero votare contro gli Stati con i peggiori record di violazione dei diritti umani.
La Comunità delle Democrazie, sotto la leadership del Mali, ha urgente necessità di rafforzare le sue attività sia all'ONU che in altre sedi. Ulteriori risorse, finanziare ed umane, dovrebbero provenire dai suoi membri. Per anni, la creazione di un Segretariato della Comunità delle Democrazie è stata la richiesta centrale della comunità non-governativa. E' tempo che le nuove sfide che la Comunità delle Democrazie ha davanti vengano fronteggiate con le strutture e le risorse adeguate.
In conclusione, alla luce di ciò che è stato e non è stato ottenuto al summit della scorsa settimana, una lezione ci appare chiara: gli Stati democratici rappresentati in questa sede devono prendere la guida. Voi, dopotutto, siete la maggioranza degli stati membri dell'Onu. Aiutateci a smontare le critiche di chi dice che l'ONU sarà per sempre bloccata e che non potrà mai avere voce nel campo dei diritti umani.
Siamo pronti a lavorare con voi in questa nobile causa.
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Totale | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
Comunicati stampa
27/09/2010
Globalizzare La Democrazia
Democrazia Digitale: Tavola rotonda all'Onu sulla via virtuale alla promozione dei diritti umani.
13/10/2009
Globalizzare La Democrazia
DOHA: CONCLUSI I LAVORI DEL WORKSHOP SU SICUREZZA UMANA E SVILUPPO UMANO IN MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA, ORGANIZZATO DALL’ADF E NPSG IN PREPARAZIONE AL FORUM PER IL FUTURO 2009
08/05/2008
Globalizzare La Democrazia
APPROVATO IL RAPPORTO CAPPATO SUL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI NEL MONDO
02/04/2008
Globalizzare La Democrazia
PE/Rapporto Cappato sui diritti umani: La Commissione affari esteri sceglie la strada della nonviolenza gandhiana
Rassegna stampa
12/08/2006
La Repubblica
Giovanna Casadio
"CARO RUTELLI, NIENTE LEZIONI E' L'IGNAVIA CHE AIUTA IL TERRORE"
Documenti
14/09/2012
Iraq Nazioni Unite (documenti)
Ginevra, Consiglio Onu per i Diritti Umani: Dichiarazione di Antonio Stango su diritto alla verità e guerra in Iraq del 2003
27/09/2006
Birmania Nazioni Unite (documenti)
2nd Session of the United Nations Human Rights Council: Intervento del Partito Radicale Transnazionale sulla situazione dei diritti umani in Birmania
27/09/2006
Laos Nazioni Unite (documenti)
Briefing: Prospettive di libertà e democrazia nel Asia del Sud-Est











